eremo2Cose belle, modi civili

‘OPERA PRIMA

BANDITORE –
Spettabbile pubblico, ormai tant’anni fa
in questa vetusta città che in merito ne sa
un grande esponente della scena
indiceva ricorrente un dopocena
con gente assiepata tutt’intorno:
la sala un accogliente sottoscala
vicino alla piazza che origgina il tridente
A volte un tema del giorno,
conferenza conversazione prolusione
che poi il whisky aizzava in discussione
Insomma si parlava, a notte fonda s’usciva,
l’occhi dé fòri ancora a litigà
col fumo dalle froge e il rantolo alla strozza,
s’era cominciato col teatro se finiva “mo t’ammazzo”
Teatro sì, teatrale, teatrica, teatrante,
qualcosa nella cerca commediante
avverso alla mistura soffocante
del mostruoso conformismo di cultura
Autobus di scalmanati o nautilus
un viaggio verso nuove sfere
scialuppa di dannati in lotta col potere
 
Orsù perché vi narro, quando i più di quel bizzarro
stare assieme da forzati euforizzati piano piano son traslati?
Perché una nuvoletta che mi frulla nella testa come culla
ne riporta indietro alcuni in primo piano nel ricordo
come impulso di per sé portatori di fonè
immolati al défilé del calvario volontario
su il sipario all’orfico officiante dell’accordo
la strega della voce recitante che ti frega
un istante monopolio al tacitato circondario
catturato nella presa del sembiante immaginario
dignitario del lemmario o velleitario
dal bicchiere prioritario la deriva d’invettiva
alla resa spernacchiante dell’arena tumultuante
un grido soccombente, ma ornato di alloro:
“l’anima di quella.. prosapiaccia loro”
E così sia botte sulla via cercando l’utopia
un’alba sì una no, tre volte a settimana la buriana
uff
Eppure grumi indistricabili
legami indissolubili
e sempre tutti là
a contarsi divisi ed essere unità
ognuno alla cara metà
guarda non posso, stasera c’ho da fa
Questo era e questo fu
meta non reperita, ma spezzoni di vita
TEMPO
 
CORO – Per i glutei di Giove, il giro di luna muove la verità più inopportuna munifico Onorio, e malfermo sulle scale sincopate scende il salvifico a riempire l’uditorio di legnate
 
CAPRO –  Pletora di mediocrità su voi cataboliti a sazietà, per naturale vocazione e riverenza la mia riconoscenza deiettiva è qualità
 
CORO – Il Sileno ha fatto il pieno, ma dissennato non mente l’insolente e ciò che sente è preveggente
 
CAPRO –  Trombacchioni malnati, letterati mal vissuti, cittadini maleodoranti, astanti dalla ciancia immonda, che esonda lordandomi il cerume nell’acume delle recchie, udite che dice questo vostro conoscente tra le more scoppiettanti di fetecchie: dopo il cattivo irlandese di vane attese in francese, non c’è canovaccio che tenga ma uno straccio inane, finché non venga palese quel tizio, che tanto dovrebbe arrivare e mai si fa vedere, facendoci il piacere di non essere fittizio
CORO – Oh Capro meglio espiatorio all’esilio potorio che a frugare nel comprensorio del nostro sospensorio..
 
CORO I – Sapete che m’ha raccontato Renata?
 
RESTO CORO – No
 
CORO I – Appunto
 
 SONCINO – Capro parlava così perché era veramente espiatorio, era andato oltre, fino al non ritorno. Sono tra i sopravvissuti, di quell’allora remoto. Ogni tanto sento Ciabatta la sintatta o Enfisema semantema, ci ripromettiamo sempre di vederci ma non accade mai, e lo sappiamo nel momento stesso che ce lo diciamo, perché anche noi non arriviamo
 
TEMPO
 
CAPRO – Scodellati foste bruto scarto di parto a cavallo d’un sacello nel mondano bordello, è già notte di sfollati, non vedete quanti siete?
Né di me saprete più, uh mi sento un po’ giù.. che fate non m’individuate? Addio ah ah, anime dannate
 
CORO – Addio bello
 
SONCINO – Eppure munifico Onorio cerchiamo il diverso e quando c’è cambiamo verso
 
TEMPO
 
SONCINO – L’amico Caio, da me sollecitato in privato, avrebbe immaginato l’arrivo di Tizio: alla stazione il comitato per il festeggiato, assessori una zia il sottocapo dei vigili del fuoco banda e arciprete e un inviato dell’ospizio
 
Lo citai censurando, fiatai normalizzando, un peccato, chissà quel calamaio rovesciato:
 
Tizio scende trionfalmente, non porta denari, immantinente cacciato a pié pari
Tizio scende trionfalmente, gabba mendace e ricorda l’orbace, in delirio la folla plaudente
 
Tizio scende ed è un alieno, se ne torna in un baleno
 
Tizio scende malamente, botta al piede casca un dente, Tizio scende ed è un bracciante, superato da un cantante, Tizio scende ed è un perdente, assalito dalla gente
..
Tizio scende e nessuno lo scorge, sconfortato risale e risorge
Fa il paio col mito di Caio, misconosciuto non pervenuto
 
TEMPO
 
CORO I – Sapete che m’ha raccontato Renata?
 
RESTO CORO –  No
 
CORO I – Allora non si va da nessuna parte e si rimane al fermacarte
 
CORO II – Ma chi, la dama del guardiano del procoio, che dice muoio e scappa col mandriano?
 
RESTO CORO – Orrore a tanta licenza, però non dice muoio ma ohio che d’è?
 
CORO III – Già perché il bastiano chiave in mano fa tiè
 
CORO II – No quello è l’elettrauto, altra storia ed è più cauto, per la dama meno evidente una chiave nella mente
 
RESTO CORO –  Peccato, ma di’, Renata è sfacciata?
 
CORO I – Come s’osa, Renata è pelosa, però immacolata
 
CORO IV – Falso, la data..
 
RESTO CORO –  Ohhh sciagurata
 
CORO IV – ..non aggiornata, la tresca scollacciata smascherata, l’amante retrostante, lo starnuto in flagrante, un fendente del marito furente, il saluto del pendente esuberante..
 
RESTO CORO –  Uhhh che accidente all’imprudente erubescente, il bardo ricorda Abelardo
 
CORO II – E il dardo persistente, Renata appartata col fattore a riscatto del ratto col trattore
 
RESTO CORO –  Stupore, clamore
 
CORO IV – E io l’ho vista in carriola fare la capriola con quel tizio là
 
CORO – Il tiizio? Ma è un vizio
 
CORO IV – Non quello ma Pinco, per sfizio, che stinco non appare, ha il pallino dell’affare di servizio
 
CORO II – poco propizio
 
CORO I – e insomma nell’ovile tutto ciò diventa vile
 
CORO –  senza stile senza stile
 
SONCINO – Dall’augusto faldistorio il parere del sapere munifico Onorio
 
ONORIO – Sconoscimenti misconoscimenti disconoscimenti riconoscimenti mancati, o riconoscimenti immeritati, filamenti di vita sfumati o cassati, verrebbe da chiedersi perché nell’ingiusto del sulfureo sempre affacendati mentre all’empireo così sfaticati?
 
Poi in lizza una bozza dell’andazzo
 
CORO – sentiamo e giudichiamo
 
ONORIO – ..il sollazzo del lazzo in sempiterni contuberni, tra cannoni e colubrine nelle trine femminine
 
CORO IV – ..dagli antri boscosi dai tori gaudenti..
 
CORO II – Ma non è così
 
CORO III – Piantala lì, rotture diegetiche frenetiche
 
CORO II – Ignorante seduta stante
 
CORO III – Imbecille tenuto con le spille
 
CORO II – Puzzi ancora di colostro, io ti castro
 
CORO III – Un evviva alla salva di saliva, sghignazzo per il pazzo e l’andazzo alla deriva
 .. 
CORO I – Quando fa freddo fa freddo
 
SONCINO – La neve è bianca se e solo se la neve è bianca
 .. 
CORO –  Può capitare
in fondo al mare
soli e pensosi
ad ascoltare il mondo..
 
TEMPO
 
SONCINO – Che altro dire al grado zero? Invece no non era vero, ventata epistemica aria nuova in prova, folata di ‘scritti’ per cervelli fritti, spifferi di saggio, rodaggio del meta e del linguaggio oggetto, refoli riboboli d’estratto in virgolette: tra apici magici
 s’affianca ‘la neve è bianca’ all’uguale se e solo se la neve è bianca è fattuale.
 
‘Lacan-dida’ fioccata nel dada dello stigma: la scrittura a occultare l’enigma
 
 TEMPO
 
VISIT –  Io son detto e in quanto detto il mio è intelletto e il miao istanza della panza
 
CORO – Ancora a tarda ora una stella che brilla se vacilla
 
ONORIO – Vieni comodo ti prego
 
VISIT –  Grazie, un entrare liminare, dalla soglia la voglia di parlare datemi un bicchiere, se vi guardo come sfratto speculare, nel dare e nell’avere
 
Sono colui, di fatto solo lui, che è senza di me ma in sé parla per tre, fante cavallo e balzello del re
il primo ci rimette andando a fette, il secondo trotta nella grotta, l’ultimo in groppa se ne va comandando, un trio, io sex e superpìo, e a vociare siete voi, da cui il bercio immaginale giunge a me, fatto soggetto che esercita compatto, offrendo al circondario il ruolo dell’abbecedario
 
Stante l’essenza del significante viandante, una pura materialità della natura, che
 
 
TEMPO
 
SONCINO – (lo specchiante neurone avrebbe confiscato la funzione relazione con l’enzima a colazione. Crapule di molecole, o fantasma sommario permanente nel cangiante? Elle apostrofo unario l’unario cos’è?)
 
 
TEMPO
 
VISIT – come tratto unario separa nel soggetto l’agente locutore, prima maglia di catena e spartiacque dell’attore
maglia che raglia solitaria nella faglia di senso, chiama un’altra maglia, e quello si fa ostenso
 
 
Sbobinare il pronunciare, che procede come gli pare e stoppato punteggiato ritorna statuito al cognitivo retroattivo presagito
 
Così che si propaga la tragedia della media, la tragedia è ineluttabile, non lo fosse cosa è? Sarebbe tragedia il probabile, o più l’improbabile? Oppure il redimibile?
L’emendabile non è roba per me, arrivederci signori, pensate per tre
PS – Il quarto è sconforto per il morto, non a torto uno che sta se non c’è
 ..  
CORO – Saggio Onorio, il piglio oracolare del nostro compare ci lascia sgomenti su diversi argomenti
 
SONCINO – a cominciare dal taglio riflettente del favellare, con l’emittente ascoltarsi ricevente nell’inverso compiuto del proprio sconosciuto intendere, traiettoria sagittale del segnale, il quale sotto l’individuale rivela il rivale, un parlante che anticipa il cosciente
 
RESTO CORO – A dire il vero scardina il pensiero
 
CORO IV – ed evidente che dove la sovrascrittura configura, l’opzione volizione è pura illusione
 
RESTO CORO – la tragedia anche se la conosciamo la vediamo e rivediamo, l’ineluttabilità non è del fato, ma nell’essere dato a un circuito obbligato
 
CORO IV – impacchettato a ostetricia ciucciotto e cagotto nel nulla d’oplà, e in camicia celato da una mano di scrivano alla realtà
 
CORO –  fino ai sonni ron ron sulla sedia din don fino ai sonni ron ron sulla sedia din don
 
ONORIO – Amici, in cuor mio non traggo buoni auspici
 
CORO I – La regressione fa impressione
 
CORO II – Anteriorità dell’entità rispetto all’identità, così che va nel sapersi da là, quel posto dove ancora non si è
 
CORO –  Ci si andrà ci si andrà
 .. 
TEMPO
 
SONCINO – Capitavano momenti d’intensità, quando non prevalevano interessi di praticità – in alcuni aspettative d’iniziative remunerative in altri comunque premiative – e la disputa intonava silenzi e accenti di sincerità carbonara e complicità in vedetta, asceti d’una cagnara ristretta a gara in cerca della vetta
Poi la presa cedeva, l’oggetto svaniva, il dubbio riaffiorava e ci s’incarogniva, ma nessuno lasciava, e la volta dopo si ricominciava e risaliva, scendendo nella sala del fetente sottoscala
 
TEMPO
 
ONORIO – Né munifico né magnifico vi prego, il vostro Onorio è compagno nel rimbalzo oratorio, nella via che indaghiamo non c’è percorso senza concorso né artefice senza molteplice, il tributo di volontà contributo su per la china alla bandierina della comunità, quale sentiero la bussola dirà
 
Come sempre benvenuti. Eccoci qua
 
RESTO CORO –  Onorio, mani avanti un tropo illusorio, pe’ facce stà ce devi dà il refettorio
 
CORO I – Mi dissocio, il significante che attraversi il mio sembiante facendone strame sia il movente latitante che surroghi il presente qui espresso dalla fame
 
CORO II – Offri il petto fanciulletto sostituto del banchetto
 
RESTO CORO – Volemo magnà volemo magnà
 
CORO IV – Un contratto a tempo pieno
 
CORO III – Tanti soldi in un baleno
 
CORO IV – Io sono l’apripista
 
CORO II –  Io mi metto in bella vista
 
CORO III – Il mio ruolo un usignolo
 
CORO II – Il mio intrepido schioppone
 
RESTO CORO – Tralalallero lallero lallà
 
CORO I – Io invece sono Renata, sono qui, sono nata
so che avete parlato di me come tipa specchiata
ne ho piacere mi guardate siete voi la carognata
 
E io sono Tizio, arrivando riapro l’esercizio
 
RESTO CORO – Roba esausta, materia poco fausta
 
CORO I – Ma se il Tizio è un avventizio e Renata un’oblata, e un incontro propizio nel ritiro in collegiata rigira la frittata di un amore negato da una grata? Nei lunghi corridoi di penombre e minestrone ciancicando un’orazione viso a viso all’improvviso e l’improvvida erezione?
 
RESTO CORO – Un figlio dal giaciglio in un androne?
 
CORO III – Non sarebbe un trovatello nel cestello!
CORO IV – Bensì pargoletto vocato a chierichetto
 
CORO I – Ma no la prole annichila le fole, e dal letto il copione finisce nel cassetto. Invece campanella i due bacio e chetichella, poi magari alla funzione la pulsione meretrice in predazione, da lungi in tralice ammiccamento al primo appuntamento, batticuore delle ore, levata in nottata al mattutino claustrale, fiammelle tremolanti le file salmodianti, convergenti al porticato per l’ingresso nel sagrato, i due attardarsi, scartare, nascondersi di lato, e abbracciarsi a perdifiato con in mezzo il corpo del reato
 
RESTO CORO – Il piacere entropia del tramare, il tramare entropia del godere in divagare
 
SONCINO – Nelle preci c’è chi fa le veci, alle prime luci dalle cucine odor di focaccine, e solerti suorettine aperte le porte all’imminenza di fine penitenza sorprendono beati i due indemoniati
 
CORO III – lumeggiati nei panni sollevati i dettagli barbati ohhh.. il cubicolo un postribolo!
 
RESTO CORO – Tandem o affrontati ci siamo tornati
 .. 
 
CORO I – Siano fustigati, con questa voglia addio agli elaborati
 
CORO III – Allontanati in romitori separati, a memorarsi sui persi sensi alati
 
CORO IV – Non poi tanto, basso istinto
 
CORO II – A me piacciono oscurati ancora un po’ nell’indecenza, ma senza la fatale conseguenza neonatale, si ottiene che Tizio lascia il limbo del fittizio e seppure incarnato da novizio finalmente viene
 
RESTO CORO – ah ahh
 
CORO II – e Renata donata con giudizio, preservata alla sorsata terminale non si astiene
 
RESTO CORO – oh ohh
 
CORO I – E al primo sentore di focacce i due squagliano e cancellano le tracce, rientrando differiti e mormorando di coliti
 
RESTO CORO – Benissimo illustrissimo, ma ahi lasso qual è il prossimo passo?
 
CORO II – Una variante preventiva di Renata oblativa
 
RESTO CORO – Sentiamo e arrossiamo, ma come ci arriviamo?
 
CORO I – In lavatoio, ancor non c’eravamo, una loro iniziativa..
 
SONCINO – permesso accordato dall’economato raccolgono ciascuno nel proprio seminato dei gran mucchi di roba da bucato
 
CORO II – In proposito è dimostrato che un salvagente lanciato è ‘bucato ammollato’
 
RESTO CORO – ih ih
 
SONCINO – ..e ribeffando celibati di cenobio e nubilati
 
CORO II – Malori di nubili ‘colpi di sole’
 
RESTO CORO – eh eh
 
CORO I – ..sbuffando di fatica nell’aprica via della lavanderia trascinando biancheria s’incontrano alle vasche circondate dalle frasche..
 
SONCINO – ..lasche e pronube le vesti monacali al pube libertino
 
 CORO – ‘Piccolo schiavo affrancato in latino’
 
CORO II – ..che alla prima peluria sceso dal barbiere si trova ‘raso al suolo’ senza dolo bombarolo
 
CORO I – e sia, niente pelo sotto il velo ma l’abiura di scissura, e per procura dichiarata Renata impalata
 
RESTO CORO – uh uhh
 
SONCINO – “Non mi perito, il rovescio della medaglia è comunque un entrare nel merito”
 
RESTO CORO – Medagliere lustro d’un vero puttaniere
 
CORO III – Cinque anni di gloria?
 
CORO I – No appuntato al petto il retto trionfo dell’eretto eletto nella storia
 
SONCINO – Se la ragione sociale di Tizio trasla dal conventuale all’osanna madornale può essere algente per tanta tanta gente
 
RESTO CORO – Mica ci pare un arrivo salutare se l’ovazione ha questa soluzione immaginaria
ricorda un’afflizione del passato, speravamo di memoria immunitaria
 
TEMPO
 
SONCINO – Non era dato paventare che l’acclamazione per fascinazione avrebbe potuto allignare di nuovo in forme aggiornate del peggio:
virulenza spacciata in provvidenza, tramite frequenza spingersi nel seggio
 
Se ne parlava giorni fa con Enfisema isolando proprio quel mitema tra gli altri di allora in discussione:
poiesi divenuta tesi, così moltiplicata povera Renata un emblema da nazione svergognata
 
e il Tizio surrettizio.. una realtà sciagurata
baiocchi nel taschino a vili servi sciocchi
baiocchi nel mirino al resto degli allocchi
 
Macchina indietro, alla radice dell’era di dietro
 
 TEMPO
 
CORO III – ..
 
RESTO CORO – Perché stai all’ingresso e non parli? Se hai dubbi di progresso non vuoi confessarli?
 
CORO III – Vedo se restare o temere la inutilità di sedere
 
CORO II – ‘Vano posteriore’
 
CORO I – Appunto
Lasciamo Tizio monacello, che poco ci può dare più di bello 
 
CORO – Sì, Tizio alla stazione che scende dal vagone, è del segno del leone e dalla foresta s’appresta a darci una lezione
 
SONCINO – Troppa definizione, cambiamo direzione, verso il retro della questione dove nessuna connotazione, non identitaria dunque ma pura ed entitaria nel suo ovunque
 
CORO II – Allora ubiquitaria?
 
SONCINO – Senza centro e gambe in aria
Partiamo?
 
RESTO CORO – Proviamo
 
SONCINO – Niente vento tempo stabile
siamo in essere non predicabile
quiddità prioritaria necessaria
non dirimibile ma corruttibile
propellente dell’ente comburente
tepente senziente del presente tangibile
nato dato se n’accorge nel fugato, Tizio è Renato
 
RESTO CORO – Buhh
 
CORO I – Non è concordato, Onorio è un vituperio, non era nell’albo pretorio
 
ONORIO – Parmi le armi di ragione non un improperio, e il tema in discussione sembra serio, quell’anteriorità dell’entità non ha attribuzioni neanche di durata, e l’individualità generata non ne ha l’esclusiva proprietà, essendo permanente il fondo d’esistente
 
SONCINO – “Io sono qui” afferma Renato, dato vero ovunque stazioni, per noi no se non siamo testimoni, vale il fondale ma contestuale
 
RESTO CORO – Soggettiva del reale?
 
SONCINO – Chi non c’è si pone il quesito?
 
CORO III – Ma dove da Renato?
 
CORO I – Quello se n’è andato, se l’è legata al dito
 
CORO III – Davvero ‘s’è sposato?’ E Renata candidata che fa?
 
SONCINO – ‘La corrente mancata
 
CORO II –  tornata alternata’
 
CORO III – ‘moto ondoso’
 
CORO I – ma in riposo vi nuota la figlia
 
CORO IV – che legge un messaggio in bottiglia
 
SONCINO – ‘vuoto di memoria’
 
ONORIO – Vi prego facciamo baldoria amici di giorni felici, l’amnesia del guitto non è da ricordare, sinapsi ribelli sono flagelli relapsi nemici dei consacrati a Tespi, della catarsi nel suo farsi, benché il giuramento sia totale asservimento e di sé non rimanga più nulla, per mai sarai più tu che ti trastulla, ma solo un significante ambulante tonante da una maschera dipinta, e poi l’uscita lieve, di quinta
 .. 
CORO I – Renata porta la sesta
 
RESTO CORO – Stai zitto, ma che testa
 
CORO II – Non vedi com’è mesta la figura dell’atride
 
CORO III – Non ci resta che la festa sennò qua mica si ride
 
COR IV – Onorio siamo spiazzati dalle tue considerazioni, anche noi buffoni addolorati, ma ci è più dura se non abbiamo una scrittura, col campare che ci ringhia e fa paura
 
CORO III – Stringere la cinghia
 
CORO II – ‘godersi la vita’
 
CORO IV – O guai nelle casse di usurai
 
CORO II – vampiri imballati
 
SONCINO – ‘colli affrancati’
 
CORO – Onorio ti supplichiamo anticipa
 
ONORIO – ..
 
CORO – òpera prima
 
                                          FINE
 
 
 
Copyright © 2007 by: G.Petrelli
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UNIVERSI PARALLELI

images[9](toro, una superficie a forma di ciambella)

PROLOGO

 

BUIO. MUSICA.
S’ILLUMINA UN PANNELLO AI PIEDI DEL SIPARIO, CON LA SCRITTA: ‘TRENTASETTE ANNI FA’. LA SCRITTA DISSOLVE. COMPARE L’IMMAGINE DI UNA ANNUNCIAZIONE QUATTROCENTESCA. DISSOLVE. FOLATE. IMMAGINE DI UN PAESAGGIO FIABESCO. RI­CORDA GUIDORICCIO, COLLI TURRITI, NOTTURNO DI TRAMONTANA RISCHIARATO DALLA LUNA.
L’IMMAGINE PERMANE.
 
UN CONO DI LUCE ILLUMINA SULL LATO DESTRO DEL PROSCE­NIO L’IN-GRESSO D’UN BRIGANTE IN BICICLETTA, LUDOVICO, CHE PEDALA FOLLEMENTE IN DISCESA. HA CAPPELLACCIO E MASCHERA LUCIFERINA, E UN PASTRANO CHE SVOLAZZA. NONOSTANTE LA LENA E IL CIGOLIO VORTICOSO LA BI­CICLETTA ANCORATA A UNA GUIDA AVANZA LENTAMENTE.
IL PANNELLO CON L’IMMAGINE DEL PAESAGGIO SALE VERSO L’ALTO. LA BICICLETTA OLTREPASSA IL CENTRO DEL PROSCENIO, AFFRONTA UNA SALITA. LUDOVICO S’ALZA SUI PEDALI. L’ANDATURA SGHEMBA GLI FA CIONDOLARE DALLA TRACOLLA UNA PISTOLA AD AVANCARICA.
IL CONO DI LUCE SI SPEGNE SEGUENDO LA SUA USCITA.
L’IMMAGINE DEL PAESAGGIO SVANISCE.
NOTA DI UN LARGO FASTOSO.
SUL PANNELLO IN ALTO COMPARE UN VIALE ALBERATO E L’INGRESSO DI UNA VILLA TOSCANA RISCHIARATA DA FIACCOLE E LUNA. E’ VILLA ‘LA GRAZIOSA’. IL PANNELLO RISCENDE AI PIEDI DEL SI­PARIO. RUMO-RE DI AUTO IN ARRIVO, SPORTELLI OVATTATI, VOCI E TRAPESTIO, GHIAIA.
UN CONO DI LUCE ILLUMINA IL FONDO DELLA PLATEA. COMPAIONO TRE MA­SCHERE VENEZIANE DI FOGGIA SETTECENTESCA, S’INCAMMINANO CON PASSO GRAVE LUNGO IL CORRIDOIO VERSO IL PALCOSCENICO. SEGUE UNA DA­MA ATTARDATA DA UN NASTRO, CLOTILDE, CHE SI AFFRETTA CON PORTAMENTO INNATO A RAGGIUNGERE LE ALTRE.
DISSOLVE L’IMMAGINE DELLA VILLA, IL PANNELLO RISALE SCOPRENDO DUE VALLETTI CHE SORREGGONO CIASCUNO UN LEMBO DEL SIPARIO. NE APRONO UNO SPIRAGLIO ALLE TRE MASCHERE, CHE SALGONO SUL PROSCENIO. DAL BOCCASCENA DI DESTRA SI AFFACCIA LUDOVICO, A SPIARE APPIEDATO.
IL LARGO CEDE ALLE NOTE DI UN VALZER.
CLOTILDE SALE RAPIDA LA SCALETTA, GUARDA PERPLESSA LA FIGURA DI LUDOVICO, CHE USCITO ALLO SCOPERTO S’INCHINA E ENTRA ALLE SUE SPALLE PRIMA CHE I VALLETTI RICHIUDANO.
BUIO.
.
.
ALLE NOTE DI VALZER SEGUONO QUELLE SFRENATE DI UN CALYPSO, SU CUI SI SOVRAPPONGONO URLA, SCHIA­MAZZI, RISATE, TROMBETTE.
IL SIPARIO SI APRE SU UN SALONE MONUMENTALE. FESTA DI CARNEVALE. I CONVENUTI IN MASCHERA BALLANO, GRANDE MOVIMENTO, EUFORIA, MA È UN’AZIONE SOLO MIMICA, IN PLAYBACK.
L’UNICO A NON BALLARE È LUDOVICO, ATTRATTO DA UN’IMMAGINE IN CORNICE TRA I FESTONI, CHE RIPRODUCE L’ANNUNCIAZIONE VISTA IN PRECEDENZA SUL PANNELLO. S’AVVICINA A GUARDARE FACENDOSI LARGO A FATICA. LA BARAONDA LO SOSPINGE, URTA CLOTILDE, CHE SI RITRAE E LO GUARDA SEVERAMENTE.
.
LA MUSICA CALA. LE MASCHERE RALLENTANO IL BALLO FISSE SUL POSTO.
CLOTILDE
Lei è un ladro?
 
LUDOVICO (AFFERRANDO DUE CALICI E OFFRENDONE UNO)
Sì, di anime belle..
DI NUOVO SONORO ALTO E MISCHIA, LUDOVICO INVITA CLOTILDE A BALLARE, VENGONO INGHIOTTITI. ALTRI CALICI, CLOTILDE COMINCIA A SCOMPORSI.
UN PREZIOSO OROLOGINO A CASCHIMPETTO LE CIONDOLA SUL SENO SCOLLATO. FLASH D’UN FOTOGRAFO CHE LA RITRAE. LUCI E VOLUME SI ABBASSANO.
.
IL MOVIMENTO ATTORNO SI DIRADA FINO A SPARIRE CON I CONTORNI DELLA SCENA. RIMANGONO I DUE IN ABBRIVIO STRACCO, ILLUMINATI DALLA LUNA.
CLOTILDE (SBRONZA)
Mi gira.. gira tutto..
LUDOVICO (UN PO’ SBRONZO ANCHE LUI)
Adesso ci penso io..
LA SOSTIENE E CON UN ULTIMO GIRO LA SOLLEVA E L’ADAGIA SU UNA DORMEUSE.
CLOTILDE
Aiuto, si muove..
CLOTILDE ANSIMA. LUDOVICO LE SLACCIA IL BUSTO E IL PETTO DELLA RAGAZZA PROROMPE NUDO.
LUDOVICO CERCA DI RESISTERE, MA LE SUE MANI MOSSE DA UNA VOLONTÀ INDIPENDENTE CEDONO AL RICHIAMO.
CLOTILDE NON È IN CONDIZIONI D’OPPORSI, LUDOVICO SI SPINGE OLTRE, FA PER POSSEDERLA. LA PISTOLA SCIVOLA, IL RAGGIO DI LUNA GIRA VERSO L’OSCURITÀ.
SIPARIO.
DALLO SPIRAGLIO DEL SIPARIO APPARE LUDOVICO BARCOLLANTE SUL PROSCENIO, SI RICOMPONE, SI ACCORGE DI NON AVERE PIÙ LA PISTOLA, E CHE IN CAMBIO IL PREZIOSO OROLOGINO DI CLOTILDE È RIMASTO IMPIGLIATO ALLA SUA TRACOLLA. LO GUARDA, FA PER TORNARE SUI SUOI PASSI, MA VOCI LONTANE CHE SEMBRANO CERCARE LA RAGAZZA LO DISSUADONO.
ESCE DAL BOCCASCENA DI DESTRA.
BUIO.
ATTO I – SCENA PRIMA
CONO DI LUCE SULLA SCALETTA DEL PROSCENIO, SU CUI SONO SEDUTE DUE RAGAZZE, FRANCESCA E NADIA, CHE DIGITANO SU TASTIERE.
SI APRE IL SIPARIO.
UNA BIBLIOTECA. SULLA DESTRA, IN UN UFFICIO DAI CONFINI IMMAGINARI È ALLA SCRIVANIA UNA DONNA, VIRGINIA.
DALLA STRADA SI AVVICINA  IL RUMORE DI UN FASTIDIOSO MOTORINO. VIRGINIA SI CHIUDE LE ORECCHIE, SI ALZA SCUOTENDO LA TESTA. IL RUMORE CESSA, SI RILASCIA SULLA POLTRONCINA CON UN SOSPIRO.
DAL FONDO DELLA PLATEA ENTRA CORRENDO UN PONY RICCIOLUTO. SI FERMA ALLE SCALE DEL PROSCENIO, E STENTOREO COME UN ARALDO FORMULA TUTTA D’UN FIATO UNA MODESTA DOMANDA.
PONY
Biblioteca internazionale d’arte Clarice Schwartz?
FRANCESCA CONFERMA. IL PONY LE PORGE UN PACCHETTO, E TORNA CORRENDO PER DOVE È VENUTO. FRANCESCA SALE SUL PROSCE­NIO, ENTRA NELLA SCENA IN PROFONDITÀ, FA UN PERCORSO IMMAGINARIO.
MOTORINO IN PARTENZA. VIRGINIA MANI ALLE ORECCHIE, MA È UN ATTIMO, FRANCESCA BUSSA, LE CONSEGNA IL PACCHETTO.
FRANCESCA
Da San Francisco dottoressa, lo Studio Bull & Rama..
Deve essere ciò che anticipavano nel fax..
VIRGINIA
Grazie, che or’è? (GUARDA L’OROLOGIO, LO STESSO DI CLOTILDE NEL PROLOGO)
FRANCESCA
L’una.
VIRGINIA
Andate pure, ci sto io..
FRANCESCA
Vuole qualcosa?
VIRGINIA
No..
FRANCESCA
A dopo allora..
FRANCESCA TORNA ALLA SCALETTA. VIRGINIA LOTTA COL PACCHETTO SIGILLATO SENZA FORBICI O TAGLIACARTE. SI AIUTA CON I DENTI.
FRANCESCA
Vieni morta gora?
NADIA
Sì straccetto..
FRANCESCA
Fame?
NADIA
D’altro..
LE DUE RAGAZZE SI AVVIANO LUNGO IL CORRIDOIO CENTRALE.
FRANCESCA
Chi immaginiamo oggi?
NADIA
Se c’è lui lui, però stavolta il seguito lo immagino io, sono più fantasiosa.. Tu non l’hai guardato bene sai..
LE RAGAZZE ESCONO DAL FONDO SALA. VIRGINIA HA RAGIONE DEL PACCHETTO, NE ESTRAE UNA VIDEOCASSETTA CON UN FOGLIO CUI DÀ UNA RAPIDA OCCHIATA. LA INSERISCE CON EMOZIONE IN UN VIDEO DI CUI SI SENTE LA MECCANICA, LEGGE IL RESTO. 

VIRGINIA
Cara Virginia, a un mese dalla scomparsa di Salomon, rispettando le sue volontà postume ti mandiamo un plico di cui ignoriamo il contenuto. Riteniamo che abbia a che fare con un altro suo plico che giace da noi, e che dobbiamo conservare sigillato per un anno da oggi. Rama e io prescindendo dagli specchiati bilanci della biblioteca vorremmo abbracciarti, mister Bull..
SEGNALE DEL VIDEO. DAL FONDO DELLA SCENA, ALLE SPALLE DI VIRGINIA, COMPARE UN VEGLIARDO A PIEDI NUDI, IN PANAMA E ABITO CHIARO. SI SPOSTA IN LUCE, SALUTA CON UNA MANO. È SALOMON. PARLA CON ACCENTO ANGLOSASSONE, GUARDA DAVANTI A SÉ SENZA VEDERE. VIRGINIA SI ALZA.
SALOMON
Virginia quando vedrai queste immagini io non ci sarò più da un po’. Ho voluto così perché tu potessi accogliere il mio saluto con animo piu’ sereno. Desidero confermarti che lo studio Bull & Rama provvederà a tutto, sia per i fondi della biblioteca, sia per Ludo­vico e l’apertura della pinacoteca alla Graziosa..
CALA IL PANNELLO, CON L’IMMAGINE DI VILLA LA GRAZIOSA.
.. che un giorno passerà sotto le tue direttive.. Per me è ora di ricongiungermi a Hedra, a nostra figlia Rebecca, all’adorata nipotina Clarice, così legata a te.. Ricordi quando giocavamo a tressette sotto il tiglio?
VIRGINIA SORPRESA DALLA DOMANDA SORRIDE.
Tu e lei formavate una coppia imbattibile, e Ludovico vostro maestro s’arrabbiava, poi capimmo che vi facevate astuti segnali.. (SI PORTA UNA MANO ALLA FRONTE COME A PENSARE, POLLICE ERETTO, MIGNOLO E ANULARE CHIUSI) Dicevo? Scusami sai ma a volte.. Mi sto proprio rimbambendo.. (CHIUDE LA MANO, SI DÀ UN COLPETTO ALLA TEMPIA) e busso all’aldilà.. Niente, nient’altro figliola, ti benedico con tutto l’affetto che sai..
SALOMON ACCENNA A UN SALUTO. SI FISSA IMMOBILE COME UN FERMO FOTOGRAMMA. LA LUCE S’ATTENUA. VIRGINIA SI ASCIUGA UNA LACRIMA, SPEGNE IL VIDEO, E SI SPEGNE LA LUCE SU SALOMON.
POI CI RIPENSA. SI PORTA UNA MANO ALLA FRONTE, MUOVE LE DITA, CHIUDE IL PUGNO, SI DÀ UN COLPETTO, S’INTERROGA.
VIRGINIA
E busso.. all’aldilà?
RIATTIVA L’APPARECCHIO CON L’AVVOLGIMENTO. POI PLAY. LUCE SU SALOMON CHE SI MUOVE E PARLA, IL SOLO INDICE ALLA TEMPIA.
SALOMON
Cara Virginia, sapevo che avresti capito.. così tu e Clarice vi chiamavate il gioco da perfette imbroglione.. Ascolta, ciò che sto per dirti è riservato, imparalo a memoria poi cancella il nastro lasciando solo la parte precedente, fino al mio saluto..
VIRGINIA PRENDE CARTA E PENNA.
SALOMON (MOSTRA UN FASCICOLO)
Vedi questo manoscritto? S’intitola ORTO PLAUTINO, è l’ideazione di una città sotterra­nea segreta.. Un’Arca di Noè con annessi tecnologici e un progetto di socialità da consegnare al futuro..
Ne sto cercando l’autore da dodici anni.. Clarice lo conobbe a Urbino nel suo ultimo sog­giorno italiano, alla fine del seminario su utopia e pittura del Quattrocento, quando sostituì Collins ricordi? Andasti a trovarla anche tu, e proprio dopo la tua visita incontrò un giovane venuto a conoscere il professore, che si rivolse a lei per averne notizia.
Tra i due fu colpo di fulmine. Passarono insieme solo un giorno, ma in modo così travolgente che trascurarono di scambiare telefono o indirizzo pur di non rompere l’incantesimo di un’appartenenza assoluta, giacché era nato il loro tempo esclusivo.
Lui ripartì con l’assicurazione che sarebbe tornato a distanza di quarantott’ore, e le lasciò questo manoscritto in lettura.
Ma Clarice in quell’arco di tempo si sentì male.. e non ebbe modo di avvertirlo perché come sai fu operata d’urgenza e trasferita a Ginevra già in coma..
Quando si riprese, anche se per pochi istanti, i suoi ultimi pensieri, le sue ultime parole furono per quell’incontro, primo e unico della sua esistenza..
E nella tragedia che si consumava non sapeva darsi pace per aver tradito l’aspettativa dell’altro..
Ci chiese di rintracciare il ragazzo, di cui però poteva fornire pochi elementi: si chiamava Ermete, mostrava circa venticinque anni, avevano litigato sulla psicoanalisi, di cui lui era assertore.. Nient’altro, né cognome, né luogo di residenza, solo un fondo di accento toscano, e una certa resistenza a parlare di sé, salvo definirsi curiosamente frutto di uno scherzo di Carnevale..
In seguito, per tentare in ogni modo di esaudire le ultime volontà di nostra nipote ripensammo anche a quest’indicazione un po’ bizzarra. Se presa per buona sembrava come un’ombra originaria del ragazzo in linea con sua la reticenza autobiografica, offriva però un’informazione utile per restringere la ricerca, perché se concepito fortunosamente a Carnevale doveva comunque essere nato nel mese di novembre.
VIRGINIA FA I CONTI CON LE DITA, CONVIENE TRA SÉ.
Non pensammo all’ipotesi d’un parto prematuro, forse sbagliammo..
Recentemente infatti abbiamo saputo d’un certo Ermete di cognome sconosciuto, nato trentasette anni fa in settembre, che ha partecipato a un congresso di psicoanalisi in rappresentanza di una Fondazione di ricerca romana..
Abbiamo acquisito gli atti, e il suo intervento in molti punti ricorda la filosofia enunciata nel manoscritto.
Se fosse nato settimino la sua data di nascita corrisponderebbe, giacché siamo a dodici anni dalla scomparsa di Clarice, e potrebbe essere proprio la persona che abbiamo cercato in tutto questo tempo. Bisognerebbe verificarlo.
La Fondazione si chiama ROSE E PESCHI, è sull’elenco del telefono, ma a contattarla pare una fortezza inespugnabile. Dovresti provare a vedere tu, con pazienza e sagacia. Se trovassi lo stesso Ermete di cui parliamo questi avrebbe un anno per dare prova di sé, sai come?
SALOMON MOSTRA NUOVAMENTE IL MANOSCRITTO, CHE APPARE IN DETTAGLIO SUL PANNELLO.
Vedi il frontespizio? E’ privo del nome dell’autore, sostituito in alto dal motto TEMERE LA FINE, mentre al centro figura il titolo ORTO PLAUTINO, le cui lettere riappaiono anagrammate nell’ultima pagina del testo in una definizione riassuntiva che solo il vero Ermete può conoscere. Per attestare la sua identità basterà allora che ne invii la soluzione allo studio Bull & Rama, al quale darò in affidamento il manoscritto sigillato.
Potrà così entrare in possesso di ingenti finanziamenti a sostegno del suo progetto, che altrimenti scaduto il termine di un anno saranno devoluti a scopi umanitari di natura diversa.
Bene cara, questa volta ho finito per davvero.
Mi auguro che possa portare a buon fine l’incarico, e so quanto si possa contare su di te, so che farai tutto il possibile, ma attenzione, sii prudente e non parlare della faccenda con nessuno, il denaro può rendere gli uomini cattivi.
Ti abbraccio, ti abbraccio forte forte..
LA LUCE SU SALOMON SI SPEGNE. VIRGINIA È PROVATA, MA SFOGLIA SUBITO L’ELENCO, E FA UN NUMERO AL TELEFONO.
FONDAZIONE (SEGRETERIA TELEFONICA COMPUTERIZZATA)
Risponde Rose e Peschi, disponibilità per venerdì 27 alle dieci. A salvaguardia dell’anonimato l’interessato lasci dopo il segnale solo il nome di battesimo e la conferma dell’impegno.
BUIO. SIPARIO.ATTO I – SCENA SECONDA

PANNELLO CON LA SCRITTA ‘ROSE E PESCHI’. RUMORE DI VIABILITÀ TENUE, SUONO DEL CITOFONO.
VOCE DI VIRGINIA
Virginia..
SCATTO. IL PANNELLO CALA, LA SCRITTA DISSOLVE E COME SE FOSSE UN MONITOR VI APPARE IL BLUETTE DI UN CIRCUITO TELEVISIVO CHIUSO, SI VEDONO COSTUMI APPESI QUALI IN UNA SARTORIA TEATRALE E DUE CAMERINI CON SPECCHI ILLUMINATI.
VOCE DI ERMETE
Seguire i segnali luminosi. Scegliere abito e maschera. Lasciare tutto ciò che si ha di personale chiuso a chiave nello spogliatoio, intimità e orologio e compresi.
VOCE DI VIRGINIA
E la dentiera?
SUL PANNELLO ENTRA IN CAMPO VIRGINIA, CHE HA LASCIATO LA SUA BORSA SU UNA MENSOLA E HA SEGUITO LE PRESCRIZIONI RIMANENDO SOLO CON DEI CALZINI DI COTONE. SI SPECCHIA PER UN ISTANTE SENZA SIMPATIA, E MENTRE SE LI TOGLIE COMINCIA A USCIRLE DEL SANGUE DAL NASO. SI TAMPONA CON INSOFFERENZA.
AUDIO VIRGINIA
Uffa..
L’IMMAGINE DISSOLVE, IL PANNELLO SALE. NOTA MUSICALE BASSA E REMOTA, CHE CRESCE E SI ARTICOLA.
SI APRE IL SIPARIO.
SULLA SINISTRA UNA TORRETTA DI QUINTA, CON MONITOR RIVOLTI CONTRO LA PLATEA, DAVANTI AI QUALI SIEDE ERMETE.
IN PROFONDITÀ LA SCENA, RAPPRESENTA UN PALCOSCENICO VISTO DAL RETRO, CHE HA PER FONDALE UN SIPARIO CHIUSO.
AL CENTRO UNA DORMEUSE COME QUELLA DEL PROLOGO, È DISPOSTA CON LA TESTIERA SULLA DESTRA. SUL FONDO UNA SPECCHIERA ORIENTABILE, E UN TAVOLINO CON ACQUA E UNA SEDIA. 
ENTRA VIRGINIA DALLA SINISTRA. HA UNA CAPPA DI RASO NERO FODERATA IN BORDEAUX, CIABATTINE, E SUL VISO UNA MASCHERA CANGIANTE CHE IN LUCE INCIDENTE TRASPARE. SI FERMA AL DIVANETTO.
ERMETE PREME UN TASTO.
S’APRE IL SIPARIO DEL FONDALE CON UNA PLATEA SPECULARE ALLA REALE. VI SI DISTINGUE UNA FIGURA SEDUTA, MASCHERATA.
È UN AUTOMA ABILITATO A SEMPLICI MOVIMENTI, CHE ERMETE COMANDA DALLA SUA POSTAZIONE, E CUI DÀ VOCE DA UN MICROFONO.
ERMETE
Buongiorno Virginia, benvenuta.
VIRGINIA (SCRUTANDO LA PLATEA REALE, LA MANO A VISIERA)
Buongiorno, grazie.. Posso sapere il suo nome?
ERMETE
Non ha importanza. Avrà sentito che si difende l’anonimato..
VIRGINIA
Sì.. il mio gliel’ho dato però..
ERMETE
La centralità è lei, e in un nome di battesimo c’è sempre un po’ della storia di chi lo porta. Fermo restando che potrebbe averne dato uno fittizio, ma sarebbe curioso pagare una salata parcella per ingannare. Allora, si chiama proprio Virginia?
VIRGINIA
Sì.. Che intende per salata scusi?
ERMETE
Ne parleremo in seguito, se sarà accettata, e se vorrà indicare con sincerità a quale di queste tre categorie appartiene: ho poco, ho abbastanza, ho molto. Questa volta è ospite, Si distenda la prego, e racconti qualcosa di sé evitando riferimenti che la possano identificare..
VIRGINIA
Beh, non è poi che abbia cose così interessanti da dire.. Da dove devo cominciare?
ERMETE
Dal suo portiere..
VIRGINIA
Ah, cominciamo male.. Non ho portiere..
ERMETE
Allora da: c’era una volta un re..
VIRGINIA
..seduto sul canapè, che disse alla sua serva raccontami una storiella. La serva incominciò: c’era una volta un re, seduto sul canapè.. Me la raccontavano da piccola, forse mia nonna chissà. Il girare in tondo mi mandava su tutte le furie..
ERMETE
E’ stata importante sua nonna?
VURGINIA
Vorrebbe una risposta? Crede di fare scienza così?
ERMETE
No, perché dovrei? Magari sto guardando un quadro..
VIRGINIA
Non mi aspettavo una situazione del genere.. Pensavo di parlare con qualcuno, vederlo..
ERMETE (DIGITA FACENDO MUOVERE UN BRACCIO ALL’AUTOMA)
Sono qui.. ascolto..
VIRGINIA
C’era odore di premorte in giro, sbaffo di zucchero a velo che non se ne va più via..
ERMETE ATTIVA UN CELLULARE. DA COME NE SEGUE IL DISPLAY SI CAPISCE CHE E’ COLLEGATO ALLE IMMAGINI DEI MONITOR. SCENDE DALLA TORRETTA, MENTRE ENTRA IN SCENA LO SPECCHIO DAVANTI AL QUALE SI E’ SPOGLIATA VIRGINIA (VISTA SUL PANNELLO), CON LA SUA BORSA SULLA MENSOLA. SI ATTENUA LA LUCE SULLA DORMEUSE.
VIRGINIA
E lei, la faccia protrusa, aveva un’aria insopprimibilmente elefantina..
ERMETE (PARLA AL CELLULARE E L’AUTOMA EMETTE LA SUA VOCE)
Attinenza?
VIRGINIA
Sto andando a braccio..
ERMETE
Faceva freddo?
VIRGINIA
..
ERMETE FRUGA NELLA BORSA DI VIRGINIA, UN PORTAFOGLIO CON LA PATENTE, LE CHIAVI, L’OROLOGINO (SEMPRE LO STESSO DI CLOTILDE NEL PROLOGO). IMPARTISCE UN COMANDO AL CELLULARE.
IL PANNELLO SCENDE E SI ILLUMINA. LA LUCE SU VIRGINIA SI SPEGNE.
APRE LA PATENTE, LA METTE A FUOCO DAVANTI ALLO SPECCHIO COME SE DIETRO VI FOSSE UNA TELECAMERA. SUL PANNELLO ENTRANO IN CAMPO LE SUE MANI E IL DOCUMENTO. POI È LA VOLTA DELL’OROLOGINO. UN ALTRO COMANDO E TORNA LA LUCE SU VIRGINIA.
VIRGINIA
In effetti studiarono le modalità stesse della visione isolando quantità cromatiche di luce. Bisogna tenere presente infatti che se la fotografia era un fattore di crisi, era pur sempre in bianco e nero o seppia, e dunque la sensibilità del colore rimaneva un’esclusiva pittorica..
ERMETE (ESAMINA IL PORTAFOGLIO)
Sua nonna?
VIRGINIA (RAGGELATA)
Mia nonna non c’entra lei era una grecista, questa a onor del vero è farina di Ludovico, è lui che mi ha iniziata..
ERMETE
Suo nipote?
VIRGINIA
Mio marito, il mio ex marito per esattezza..
ERMETE
Colpa?
VIRGINIA
Mia il matrimonio non è stato consumato, trovo che la sessualità stia bene agli animali.. e la progenie mi disturba come un appiccicume di carni sudaticce..
ERMETE
Vive sola?
VIRGINIA
Sì..
ERMETE (LANCIANDO LE CHIAVI DI VIRGINIA, LE RIPRENDE AL VOLO)
Chi vede?
VIRGINIA
Poche persone, non ho rapporti radicati con questa città nonostante gli anni, i miei contatti sono prevalentemente di lavoro. In fondo ho solo un’amicizia vera su cui contare, Leonetta, un’antiquaria a due passi da me, l’unica a entrare in casa.. Ne sono gelosa..
ERMETE
Della casa o dell’amica?
VIRGINIA
Di entrambe.. Lei è molto carina, ha un fisico splendido, snello ma.. 
RONZIO. LO SPECCHIO DEL CAMERINO ESCE PORTANDO VIA ERMETE E SCOPRE CIUI, UNA RAGAZZA CINESE INTENTA A PASSARE L’ASPIRAPOLVERE. INTANTO ENTRA IN SCENA DALLA DESTRA UN PRATICABILE CON SUPPELLETTILI DI CASA VIRGINIA, BAULETTO, LIBRERIA, FRIGO, CANTINETTA. BUIO SULLA DORMEUSE.
VIRGINIA (VOCE CHE VA SFUMANDO)
E poi è spiritosa, intelligente.. e ha un altro grande dono di natura, è una persona allegra, lieve. Con lei si ride, per esempio l’altro giorno..
CIUI SPEGNE. SALE A SPOLVERARE MANUALMENTE LA TORRETTA. SUL PANNELLO PERSISTONO PATENTE E OROLOGINO, IL SUO PANNO ENTRA IN CAMPO E SI SOVRAPPONE. CIUI SI FERMA, GUARDA I MONITOR.
ENTRA ERMETE DALLA DESTRA, HA BORSA, CHIAVI DI VIRGINIA, E IL CELLULARE SU CUI DIGITA. LA DORMEUSE S’ILLUMINA, L’AUTOMA SI ANIMA. A CIUI ARRIVA IL SONORO DALLA CONSOLE.
ERMETE
Torniamo alla sua casa, la consideri un percorso di memorie in ogni angolo. Se ci entrasse in questo istante che le verrebbe di pensare?
VIRGINIA
Non vorrei deluderla ma baderei all’allarme.. mi mette sempre in ansia perché va disattivato subito.. Ha un suono così angosciante..
ERMETE
Il comando rimane lontano?
VIRGINIA
No dietro al frigorifero, ma a volte mi dimentico.. E poi non funziona bene, bisogna che lo faccia vedere..
ERMETE SI PRECIPITA. GIRA LA CHIAVETTA. L’ALLARME SUONA, UNA SIRENA LANCI­NANTE CHE TRANSITA VIA CELLULARE E ARRIVA ALL’AUTOMA FACENDO SOBBALZARE VIRGINIA. GIRA DI NUOVO, CESSA.
VIRGINIA
Che strano.. l’ho sentito..
ERMETE
Che cosa?
VIRGINIA
L’allarme di casa mia.. (SI ALZA DAL DIVANETTO) Glielo assicuro, l’ho sentito, non mi dirà che lei non ha sentito niente..
ERMETE FA MUOVERE L’AUTOMA COME SE CERCASSE QUALCOSA, POI RIATTIVA L’ALLARME. IL SEGNALE ARRIVA DAGLI ALTOPARLANTI DEL PALCOSCENICO FITTIZIO, VIRGINIA SOBBALZA. L’EFFETTO CESSA.
ERMETE
È questo?
VIRGINIA
Sì.
ERMETE
Come fa a riconoscerlo?
VIRGINIA
No niente, volevo dire che è uguale, stesso suono insopportabile. Ma è sorprendente, come ha fatto ce l’aveva in tasca?
ERMETE
Le dà molto fastidio.. Le ricorda qualcosa?
VIRGINIA
È aggressivo, lacerante.. Le dispiace se mi allontano un momento?
ERMETE
No certo, dove vuole andare? (LE LANCIA UN MESSAGGIO CHE LA OBBLIGA) È la porta alle sue spalle..
VIRGINIA (SEDENDO)
Non fa niente..
ERMETE
Allora.. mi sembra giovane per conoscere il suono della guerra..
ERMETE ESTRAE DALLA BORSA UNA TELECAMERINA CON LA QUALE FILMA LA LIBRERIA, MA SENZA LASCIARE IL CELLULARE. SUL PANNELLO INQUADRATURE CORRISPONDENTI. CIUI RIPRENDE A SPOLVERARE.
VIRGINIA
Sì forse mi ricorda qualcosa, la sirena delle fabbriche nella città dove ho vissuto, quando cambiava turno, a pensarci bene mi vengono immagini struggenti, rare bellissime giornate terse in cui si vedevano le cre­ste innevate dei monti vicine e irreali.. appena il sole calava si coloravano di rosa e svanivano nella nebbia. Noi scendevamo dalla collina passando per la Gran Madre, ci fermavamo in una vecchia farmacia con gli scaffali in noce e gli albarelli sui ripiani a comprare lo zucchero d’orzo.. era in un grosso barattolo di vetro dall’imboccatura larga su un lato, veniva estratto con come si chiama, quell’arnese tra cucchiaio e spatola per le cose sfuse..
ERMETE
Sessola?
VIRGINIA
Che nome! Sì, proprio..
ERMETE FILMA UNA FOTOGRAFIA CON DUE AMAZZONI, VIRGINIA E LEONETTA. NE FILMA UN’ALTRA CON SOLO LEONETTA E LA DEDICA: ‘OGNI VOLTA CHE MI GUARDI È PERCHÉ TI STO PENSANDO’.
VIRGINIA
Poi raggiungevamo la piola, una baracca di legno con la stufa accesa, sospesa sui muraz.. argini del.. d’un fiume che si vedeva scorrere sotto in lenta maestà.. faceva freddo birbone, arrivavamo con la punta del naso gelata, e gli studenti c’erano già tutti, chi doveva fare una ricerca, chi la tesi, chi chiedeva aiuto.. E la gran nonna Ginevra li seguiva tutti, mentre io in un angolo facevo i miei compiti. E poi l’oste, naturalmente baffuto, preparava bagna cauda luganica tomini, e stappava un dolcetto della sua vi­gna.. Quelle serate divennero un cenacolo letterario che purtroppo in seguito cambiò sede..
ERMETE
Sa come ha incorniciato questa esposizione? Ha detto ‘a pensarci bene mi vengono immagini struggenti..’ Ma tra ‘a pensarci bene’ e ‘mi vengono’ si apre una contraddizione che tradisce l’artificio retorico.
VIRGINIA
Beh, non si può parlare..
ERMETE PASSA AL BAULETTO. LO APRE, CARTELLE. NE SFOGLIA UNA. IMMAGINE DI DUE AVIATORI, CON UN AEROSILURANTE ALLE SPALLE.
ERMETE
Ad esempio mi dica perché ha vissuto tanto tempo con nonna Ginevra..
VIRGINIA
Perché persi i genitori..
CIUI SPOLVERA UN MONITOR. SUL PANNELLO COMPARE IL VISO DI VIRGINIA, SU CUI PASSA IL PANNO. ERMETE FILMA LA CARTELLA ‘PAPÀ E MAMMA’. IMMAGINE SUL PANNELLO.
ERMETE
Come accadde?
VIRGINIA
Un incidente aereo.. In Tanzania, mio padre era console..
ERMETE APRE IL FASCICOLO ‘CLARICE’. NOTA MUSICALE.
VIRGINIA
In quella circostanza morirono anche i genitori di Clarice..
ERMETE (FULMINATO DAL FASCICOLO, SI CONTROLLA)
Le piace ancora il dolcetto?
VIRGINIA (SI AFFLOSCIA, REAGISCE)
Certo che mi piace.. E ora piace anche a Gaspare..
ERMETE
Capisco..
VIRGINIA
Il mio vinaio, ha seguito qualche buon consiglio, adesso mi è grato e tutti i lunedì mattina mi fa trovare davanti alla porta le bottiglie della settimana per un giudizio.
ERMETE
Chi era Clarice?
VIRGINIA
Perché ne parla al passato?
LA LUCE DECLINA, LA DORMEUSE S’ALLONTANA SUL FONDO, IL PRATICABILE CON ERMETE ESCE. CIUI SCENDE DIETRO LA TORRETTA. SUL PAVIMENTO APPARE IN PIASTRELLE IRIDESCENTI IL TRACCIATO DEL GIOCO DEL ‘FILETTO’. UN OROLOGIO SOSPESO FA DUE MINUTI ALLE DODICI. NOTA MUSICALE D’ALTOPIANO. CIUI RIENTRA IN PERIZOMA E FASCETTA CON TE’ E UNA STUOIA. SI INGINOCCHIA NELL’ANGOLO DEL QUADRATO ESTERNO E BEVE IL TE’. ALLE LANCETTE DELL’OROLOGIO SOVRAPPOSTE SULLE DODICI SI ALZA, ESCE DALLA DESTRA. BUIO.
ATTO PRIMO – SCENA TERZA
UN PRATICABILE CON UN ALTRO AMBIENTE DELLA FONDAZIONE. DA UNA PARTE C’E’ UN MONITOR VISTO DA DIETRO. ENTRANO DALLA SINISTRA ERMETE E GUIDO GIOCANDO UNA MANO DI MORRA CINESE, SEGUITI DA DIANA.
ERMETE E GUIDO (UNISONO)
Uno due e tre..
DIANA (ALLA VITTORIA DI ERMETE CARTA CONTRO SASSO)
Alé.
GUIDO
Non è possibile..
GUIDO E DIANA (UNISONO)
Uno due e tre..
DIANA (VINCENDO SASSO CONTRO FORBICI)
Alé.
GUIDO (FA PER USCIRE RASSEGNATO)
Però avete visto come so interpretare il vostro bisogno di vittoria?
DIANA
Guido il bicchierino ghiacciato per favore..
ERMETE
Chi hai domani?
DIANA
Osso traverso e Flottiglia..
ERMETE
Suggerisco? Il cane con Osso Traverso, il salvagente con Flottiglia.
DIANA
Adesso sono confortata.. A proposito, ce li ho di fila, non credo che riuscirò a finire il lavoro, è tanto?
ERMETE
Va bene anche dopodomani..
GUIDO (RIENTRANDO CON LIQUORI)
Allora, dicci tutto.
ERMETE
La cosa più interessante l’ho trovata ai piedi del letto..
GUIDO
Le cose migliori sono sempre da quelle parti..
DIANA
Ad esempio l’ablazione scrotale del partner.
GUIDO
Che nella partner si spera scontata.
ERMETE
Ci siete vicini..
ERMETE ACCENDE IL MONITOR DI CUI SI PERCEPISCE IL RIVERBERO, E
SUL PANNELLO IN ALTO APPAIONO LE IMMAGINI RIPRESE IN CASA DI VIRGINIA, LA LIBRE­RIA, CON LA RIPRESA ORIZZONTALE DEI VOLUMI CONTRARIA ALLA LETTURA DEI TITOLI DI QUELLI SOVRAPPOSTI, E LA FOTO CHE RITRAE VIRGINIA E LEONETTA A CAVALLO.
ERMETE
Virginia a sinistra, l’altra è un’amica, Leonetta..
DIANA
Amazzoni.
ERMETE (ROTEANDO GLI INDICI ALLE TEMPIE)
Già, lavori in corso Diana.. Faremo la gita equestre..
DIANA
La lista dei libri è quella?
ERMETE
Ve ne sono altri, ma per la trascrizione non c’è bisogno di girare il monitor.
GUIDO
Ma infatti lei girava la testa.
LA FOTO DI LEONETTA CON DEDICA.
GUIDO (LEGGE)
“Ogni volta che mi guardi è perché ti sto pensando..” Pure io..
DIANA
Cialtrone.
IMMAGINE DELL’ANNUNCIAZIONE, VISTA NEL PROLOGO.
GUIDO
E questa?
ERMETE
Autentica.. forse in relazione con l’ex marito di Virginia, uno storico d’arte che ha il doppio della sua età.
DIANA
Sventurata, il babbo.
ERMETE
Virginia non ha mai fatto l’amore, né con lui, né con altri..
GUIDO
L’ideale di madre.
DIANA
Potenza del nome.
GUIDO
Beh, anche il tuo fornica pochino.
IMMAGINE DEL BAULETTO.
ERMETE
Come dicevo ai piedi del letto ho trovato questo forziere di memorie, ho diviso le immagini.. (A GUIDO) Te la dovrai sbrigare tu..
CARTELLE, TRA CUI QUELLA DEDICATA A CLARICE, SUBITO TAGLIATA.
DIANA
Censura.
ERMETE
Era finita la cassetta.
IMMAGINE DI UNA DONNA ALTA E GIOVANILE.
ERMETE
Questa è Ginevra, nonna paterna di Virginia e raffinata intellettuale. Virginia ha vissuto con lei dopo la scomparsa dei genitori, avvenuta quando aveva quattro anni.
IMMAGINE DI SALOMON CON LA MOGLIE HEDRA.
Questi americani ricchissimi sono i nonni materni di Clarice, che era un’amichetta d’infanzia di Virginia, anche lei perse i genitori nella stessa circostanza..
GUIDO
Cioè come?
ERMETE
Adesso ve lo dico..
IMMAGINE DI VIRGINIA E CLARICE BAMBINE, A VILLA LA GRAZIOSA.
ERMETE
Qui avevano otto anni.
DIANA
Le due orfanelle.
ERMETE
Si vede la residenza toscana dei nonni di Clarice, che amavano molto l’Italia.
GUIDO
Per piccina che tu sia.
IMMAGINE DI DUE CROCEROSSINE E ACCANTO DEI DUE AVIATORI. POI IMMAGINE DEL CONSOLATO ITALIANO A DAR ES SALAAM.
ERMETE
Sulla sinistra vediamo loro figlia Rebecca, che aveva sposato un italiano, Enrico Schwartz, quello a destra, e ne nacque appunto Clarice. Al centro invece madre e padre di Virginia, Isabella e Ettore, lui col pizzetto.
I genitori di Virginia erano in Tanzania, dove lui aveva avuto la nomina a console, quelli di Clarice li raggiunsero in visita, fecero insieme un’escursione a Zanzibar, e il loro piccolo aereo scomparve in mare. Le due bambine, lasciate nella residenza consolare, scamparono alla sciagura. Ci sono però alcune cose che non tornano, bisognerà fare qualche ricerca..
GUIDO (DISPONENDOSI AGLI APPUNTI)
Carta e penna, e orecchie lavate. Cos’è che non va?
ERMETE
Più avanti troverai degli articoli ritagliati. Un giornale accennò all’ipotesi di sabotaggio.
IMMAGINE DELLA BOBINA DI UN VECCHIO REGISTRATORE.
Questo nastro è un discorso ufficiale di Ettore. Ne ho preso un pezzo per campionarne la voce.
DIANA
La voce del padrone.
IMMAGINE DI UN’ALTRA CARTELLA.
ERMETE
Ed eccoci al dunque. Un fascicolo più recente di materiali su un curioso argomento, l’infibulazione, altrimenti detta circoncisione femminile, ancora in uso in una trentina di paesi..
GUIDO
Praticamente la castrazione della donna.
DIANA (IL GESTO DI UN PAIO DI FORBICI, E DI UN AGO CHE CUCE)
Mutilazione della clitoride e cucitura delle grandi labbra, un regalo alle giovanette per iniziarle. Domanda, che ci fa questa raccolta tra gli album di famiglia?
GUIDO
Altra domanda, a quando risale l’inizio di tale collezione?
GUIDO E DIANA (SI GUARDANO, ALL’UNISONO)
La testa di ponte retroattiva!
BUIO. NOTA MUSICALE. SIPARIO.

 

ATTO PRIMO – SCENA QUARTA
SI APRE IL SIPARIO SU UN FONDALE AVANZATO E NEUTRO. ENTRA DALLA SINISTRA IL PRATICABILE DI CASA VIRGINIA, CON LEI PRONA SU UN DIVANO, IN ACCAPPATOIO, LA TESTA NASCOSTA DA UN ASCIUGAMANO, LE GAMBE SUL GREMBO DI LEONETTA, SEDUTA, CHE HA VICINO FORBICINE, LIMETTA, UNA BACINELLA D’ACQUA CALDA.
VIRGINIA (DIBATTENDOSI)
Io non capisco, era tutto pronto..
LEONETTA
Buona che facciamo in un attimo.. E così poi mangiamo con calma, ho sentito tartufo tartufino.. A proposito, c’è un regalino..
VIRGINIA (SI GIRA SUPINA, IL VISO COPERTO, SI LASCIA GUIDARE)
Non mi persuadi. E poi non dici sempre che mi devo vincere? Che m’hai portato?
LEONETTA
Prima dammi qua, poi facciamo i conti. Certo che prima o poi ti devi vincere.. Una che non può usare forbici‚ coltello‚ forchetta eccetera eccetera, e che non può attaccare un bottone guai l’ago.. Non puoi portare spille, va bene ancora fila.. Ma una collana l’orologio l’anello, che c’entrano? L’orologio! Dici perché ti stringe il cinturino, mah..
IL PRATICABILE PROSEGUE VERSO LA DESTRA, DA CUI ENTRA UN ALTRO PRATICABILE PIÙ ARRETRATO, CON BRUNO SDRAIATO SU UN DIVANETTO, E DIANA SEDUTA ALLE SUE SPALLE. È LA CAMERA DI SEDUTA DELLA FONDAZIONE, DOTATA DI SPECCHIO E OROLOGIO.
LEONETTA
E secondo me c’è una relazione fra questi deficit e la tua sessuofobia..
VIRGINIA
Ecco, lo vedi che mi dici sempre le stesse cose?
LEONETTA
Ma per forza scusa, dico però che forse non ce la puoi fare da sola.. E che un po’ di piacere non è una cosa spiacevole..
VIRGINIA
Qual è il regalino?
LEONETTA
Cotogne.
VIRGINIA
E dove le hai scovate?
LEONETTA
You name, we’ve got it.
VIRGINIA
Sentirai, sapori antichi, basta solo che qualcuno me le peli.
LEONETTA
Lo vedi? Tanto per cambiare.. Ma insomma Virgi non si è mai visto mangiare l’insalata col cucchiaio! E te l’ho detta la mia, secondo me tu dovresti andare da uno psicoanalista..
VIRGINIA (SCOPRENDOSI IL VISO)
Davvero?
SI SPEGNE LA LUCE SUL LORO PRATICABILE, CHE ESCE SUPERANDO L’ALTRO IMPALLATO.
BRUNO
Ti ricordi le obiezioni di Nosocomio Salsicciotto e di Fiammifero Bagnato? Anche loro in conflitto, anche loro invidiosi? Non solo, ma se anche fosse chi mi ha dato il nomignolo?
DIANA
Osso Traverso te l’ho dato io, con il proposito di spolpare la perfidia di cui sei capace.
BRUNO
Perfidia? Penso invece che ce l’abbiano gli utopisti nel fondo della loro megalomania dirigistica, anche se ammortizzata come qui da noi da una catena transitiva, un po’ di delirio salvifico, uno spruzzo di palingenesi riformatrice, buccia di nichilismo sul presente, aroma d’ipostasi neoplatonica, ciliegina della chimera, ghiaccio e cannuccia, non è l’ora dell’aperitivo?
SUONA L’OROLOGIO, DODICI MENO CINQUE. IL PRATICABILE S’AVVIA.
DIANA
Sei un vero merdone.
BRUNO
Mi sento sempre meglio vuotando il pitale.
DIANA (ECO)
Apri la finetra per favore?
DAL BOCCASCENA DI SINISTRA ENTRA GUIDO CON SALINA.
SALINA
Allora che notizie mi porta di Sarastro?
GUIDO
Scusi ma.. non..
SALINA
Ah ah non lo sa? Sul giornalino Falnei si firmava così. I suoi giochi erano molto sottili ed è un vero peccato che non si faccia più vivo.
GUIDO
Avete un giornale?
SALINA
Oh una cosa modesta riservata agli specialisti, sedici pagine mensili e milleottocento copie.
GUIDO
Non è poco.. A proposito ho un messaggio per lei, ermetico naturalmente, le devo dire DIPLOMATICA 11, 3, 5, 4..
SALINA
Ah ah, è una crittografia mnemonica.. bisogna trarne una frase con un doppio significato e con parole di tante lettere quante ne indicano i numeri. Per esempio COCAINA 5, 3, 2, 4, uguale a..? PRESA PER IL NASO, afferra? Se le dico SCESO DAL BARBIERE 4, 2, 5, lei che mi risponde? SCESO DAL BARBIERE, ci pensi.. (FA IL GESTO DI RADERSI, POI INDICA UNA SUPERFICIE IN BASSO) RASO AL SUOLO no? (SI AVVICINA A UNO SCAFFALE CHE ENTRA DI QUINTA) Dunque DIPLOMATICA 11, 3, 5, 4, ha detto vero? La diplomatica riguardava proprio i documenti pubblici e oggi è la disciplina che studia i documenti antichi. (SCORRE I RIPIANI) Come dicevo, i registri consolari dopo un certo tempo arrivano al nostro archivio. In questo caso però c’è stato un incidente, è morto il console, avranno aperto un’inchiesta, bisognerà vedere se è caduto il veto, oltre all’aereo naturalmente ah ah.. Africa Orientale Subequatoriale.. ecco l’anno (ESAMINA UN FALDONE) c’è tutto, istruttoria e materiali autografi guardi, mancano solo le conclusioni, le avranno stralciate..
GUIDO (LEGGENDO UN FOGLIO)
“Quando Virginia è scesa con la madre dalla nave mi ha cercato con gli occhi e riconoscendomi mi è corsa incontro gridando babbo babbino mio, ho visto i delfini e anche i cammelli.. Mi ha gettato le braccia al collo, e si è stretta a me..” È più di quanto potessimo sperare..
SALINA
Ah ah, sa la soluzione? DIPLOMATICA 11, 3, 5, 4? AMBASCIATOR NON PORTA PENE, questa diplomatica infatti è una ambasciatrice, ah ah..
ESCONO SULLA DESTRA. DALLA STESSA PARTE ENTRA IL PRATICA­BILE DELLA CAMERA DI SEDUTA, CON DIANA SUL DIVANETTO, E FILI­BERTO ALLE SUE SPALLE. L’OROLOGIO FA L’UNA MENO CINQUE.
DALLA SINISTRA ENTRA UN ALTRO PRATI­CABILE, CON ERMETE SEDUTO A UNA SCRIVANIA SU CUI ALCUNI OROLOGI SEGNANO ORE DIVERSE, E CON BRUNO IN PIEDI, CHE GLI SI AVVICINA COME SE ENTRASSE.
I DUE PRATICABILI CONVERGONO LENTAMENTE VERSO IL CENTRO.
BRUNO
Si può?
ERMETE (ALZANDO GLI OCCHI DA UN LIBRO)
Certo, ciao.
FILIBERTO (QUASI ACCAVALLANDOSI)
Allora Bronciosa, un pensierino di ricapitolazione.
DIANA
..
ERMETE
Sapevi che la Tanzania s’è costituita nel ’64 con l’unione di Tanganica e Zanzibar? E che prende nome dalle rispettive sillabe iniziali Tan e Zan?
BRUNO
Me n’ero dimenticato.
ERMETE
Bronciosa?
BRUNO
Un coro unanime di sì.
Vuoi vedere un po’ di conti o non ti passa neanche..
ERMETE
.. per l’anticamera delle sinapsi, appunto..
BRUNO
Chiuderemo in attivo sai? Il laboratorio tira come una locomotiva, abbiamo guadagnato altri meno 0,03 stabili e siamo pronti al trasferimento su tantalio e niobio. Wichita vorrebbe una partecipazione, offrono molto. Aspettavamo a dirtelo ma adesso ne siamo sicuri, Tito parte a giorni. (GUARDA GLI OROLOGI) Una curiosità, perché non li rimetti mai?
ERMETE
Mah, ognuno ha il suo tempo..
BRUNO
Hanno un nomignolo anche loro?
ERMETE
Di massima.. (SORRIDE DEL CALEMBOUR) Questo Errando Discitur, quello Festina Lente, e così via. Devo mettere firme?
  
BRUNO
Se non ti va facciamo burocrazia la prossima volta.
IL SEGNALE DI UN FAX, DA UNA TECA DIETRO LA SCRIVANIA.
NELL’ALTRO PRATICABILE SUONA L’OROLOGIO.
DIANA
Pensierini a Flottiglia? Ti leccherei le palle spigolando brividini e te le staccherei con un morso.
FILIBERTO
E le sputeresti o le manderesti giù?
DIANA
Chewing-gum. (ALZANDOSI) Senza rancore..
FILIBERTO (ALZANDOSI A SUA VOLTA)
Senza palle!
I DUE PRATICABILI SI FERMANO. IL VELARIO SI ALZA, TAVOLO CON CALICI CHE I QUATTRO RAGGIUNGONO, E SUL FONDO UNO SCHERMO. BRUNO STAPPA, EMERGE GUIDO CON UNA BORSA IN MANO.
BRUNO
Oh, ecco Coccolino..
DIANA
Figli e figliastri, come nelle migliori famiglie.
GUIDO
Salve, vedo che s’approfitta della mia assenza per una sagra delle tramogge, che si festeggia?
BRUNO
La tua assenza ma hai rovinato tutto. Fortuna che ci consola un fax..
ERMETE (MOSTRANDO IL FOGLIO)
La West Virtual ci manda nuove tute che paiono straordinarie.. Poi Wichita sollecita trattative per Superconductor. A proposito quando Tito tornerà sarebbe bella una festa su. Prima che lui parta però avrei bisogno d’una inversione urgente, si potrebbe questo fine settimana?
(BRUNO E FILIBERTO ASSENTONO, SI RIVOLGE A GUIDO E DIANA) L’inversione l’avvierete voi due oggi. Se tutto va bene questa sera Diana lascerà la foresteria. La catena guadagna un altro anello permanente..
DIANA (SORPRESA E COMMOSSA)
Grazie, grazie a tutti, non ci speravo.
BRUNO E FILIBERTO
Evviva! Risparmia le lacrime, su te ne serviranno! Brava Bronciosa, splendida! Aggiungeremo un grano al rosario e una scodella al desco.
ERMETE CONSEGNA A DIANA UN PACCHETTO CON UN NASTRO. DIANA LO APRE. CONTIENE UNA CIAMBELLA ROSSA, DI GOMMA, CHE APPARE IN PRIMO PIANO SULLO SCHERMO.
GUIDO
Finalmente il toro preso per le corna.. (DIANA NON CAPISCE) In geometria una ciambella come questa si chiama toro..
PRENDE LA CIAMBELLA, CON UN PAIO DI FORBICINE NE RITAGLIA UN LEMBO DAL BORDO E MOSTRA L’INTERNO TUBOLARE E NERO. ATTRAVERSO L’ASOLA LA ROVESCIA COME UN GUANTO, LA CIAMBELLA DIVENTA NERA FUORI E ROSSA DENTRO.
(CONSEGNANDOLA A DIANA) Benvenuta a Plutonia..
GLI ALTRI
Benvenuta..
BUIO, SIPARIO.
toro 14 6
ATTO SECONDO – SCENA PRIMA
SI APRE IL SIPARIO. SULLA DESTRA UN PRATICABILE CON VIRGINIA ALLA SCRIVANIA, E SUL FONDO LO SCHERMO, CHE RIPORTA IN GRANDE I SUOI TENTATIVI DI ANAGRAMMI DA ‘ORTO PLAUTINO’. LA SUA MATITA CIRCOLETTA SOTTO ‘ORTO’ ‘ROTO’ E ‘TORO’, E SOTTO ‘PLAUTINO’, DOPO DIVERSE CANCELLATURE, ‘L’UTOPIA N’.
VIRGINIA
Non c`è altra possibilità se non TORO, ROTO non significa niente..
DALLA SINISTRA ENTRA UN PRATICABILE CON DIANA GUIDO, E COMPUTER VISTO DA DIETRO.
E l’altra boh, mi viene L’UTOPIA N, come a dire utopia ennesima, ma TORO L’UTOPIA ENNESIMA che vuol dire?
VIRGINIA PRENDE UN DIZIONARIO E LO SFOGLIA, MENTRE CALA LA LUCE SU DI LEI FINO A SPEGNERSI.
ANCHE DIANA SFOGLIA UN DIZIONARIO, LA SUA AZIONE SCALZA QUELLA DI VIRGINIA SULLO SCHERMO.
LA SUA MATITA SCORRE, SI FERMA SULLA PAROLA ‘FIBULA’.
DIANA
Ti ricordi la storia della ‘infibulazione’? La parola naturalmente deriva da ‘fibula’, e guarda qui..
GUIDO SI AVVICINA A DIANA, LA MATITA SOTTOLINEA LA PAROLA COMUNEMENTE SUCCESSIVA NEI DIZIONARI A ‘FIBULA’, ‘FICA’.
..Ironia della sorte, non è una vicinanza curiosa?
GUIDO
Accidenti, vorrei essere una fibula. Complimenti, un bello scoop, tra frigide vi capite.. 

DIANA ALL’IMPROVVISO LO BACIA E GLI SOPPESA LE PARTI INTIME. SI DISTACCA PRIMA CHE GUIDO SI RIABBIA DALLA SORPRESA.
GUIDO
Un po’ di seltz? Senza complimenti..
DIANA
Grazie aspetto il caffè, ma un giorno metterò alla prova le tue fanfaronate, voglio proprio vedere.. Hai finito?
GUIDO SI RASSEGNA AL COMPUTER, DI CUI LO SCHERMO CENTRALE RIPRODUCE IL MONITOR. COMPITA A VOCE ALTA, REGISTRANDO UN PROGRAMMA, E IL SUO VISO COMPARE IN UNA FINESTRELLA D’ANGOLO.
GUIDO
Oggetto: ‘Latte e Sangue’. Guido per Ermete. Estratto cronologico dei fascicoli di Virginia, integrato con materiali dell’Archivio di Stato.
SULLO SCHERMO L’IMMAGINE NOTA DEI DUE AVIATORI.
Andiamo per ordine, riassumo, queste foto già le conosci..
DALLA SINISTRA COMPARE CIUI, PORTA IL CAFFE’.
GUIDO
Ecco il nostro angelo custode.
DIANA
Grazie Ciui, ci vizi.
CIUI SERVE LORO LE TAZZINE, ARRETRA IN ATTESA.
DIANA
A proposito di questa Clarice hai trovato più qualcosa?
 
GUIDO
No, Ermete ha detto che doveva cercare, che ci pensava lui..
DIANA
Che strano, ho avuto come l’impressione che su questo nome volesse sgusciare via..
CIUI ALZA GLI OCCHI VERSO DIANA. RECUPERA LE TAZZINE, ESCE.
GUIDO
Finisce la guerra, passano gli anni, Ettore entra in diplomazia, il suo amico Enrico segue la tradizione di famiglia, e fa l’armatore a Trieste.
IMMAGINE DELLE DUE CROCEROSSINE.
Non si perdono di vista e in una circostanza comune cono­scono due delegate della Croce Rossa Internazionale, Isabella e Rebecca, con cui si sposano. Rebecca era l’unica figlia di Salomon Krisoth, un magnate scomparso di recente, che non amava la pubblicità.
IMMAGINI DI DUE NEONATE, POI DI ETTORE IN ETA’ PIU’ AVANZATA, SEMPRE CON IL PIZZETTO.
L’anno dopo nascono a un giorno di distanza Virginia e Clarice. Nel gennaio del ’64, tre mesi prima dell’unione politica con Zanzibar, da cui si formerà la Tanzania, Ettore viene nominato console in Tanganica, e ai primi di marzo attende di essere raggiunto a Dar es Salaam da moglie e figlia, che all’epoca ha quattro anni e mezzo, imbarcate su un mercantile di Enrico che fa quella rotta..
IMMAGINE DI UNA NAVE DI CUI SI LEGGE IL NOME, ‘GINEVRA’. DIANA SI ALZA, GIRA SU SE STESSA PENSANDO, SEGUE L’ESPOSIZIONE.
..il Ginevra, chiamato così forse in omaggio alla madre dell’amico, ti ricordi? La nonna con cui poi ha vissuto Virginia..
CARTINA DELL’AFRICA DELL’EST, COSTE DEL KENYA, TANZANIA, ZANZIBAR. ROTTA DELLA NAVE, POI FOTO DEL COMANDANTE.
Dopo Mombasa e prossimi all’arrivo il comandante si sente male di cuore. Isabella si trova a soccor­rerlo prima che perda conoscenza, ne riceve le ultime parole ‘guardare dietro la sua famiglia’. Il primo ufficiale fa rotta sul porto più vicino, Zanzibar, a qualche decina di miglia da Dar es Salaam, ma il comandante nel frattempo muore..
CASA DELLE MERAVIGLIE, PORTO DI ZANZIBAR.
Ettore noleggia un piccolo aereo, raggiunge Zanzibar, riabbraccia moglie e figlioletta, espleta le formalità, rende omaggio alla salma del comandante, e scorgendo nella sua cabina una foto di famiglia la collega con felice intuizione a ciò che gli ha riferito Isabella..
FAMIGLIA DEL COMANDANTE, MOGLIE AVVENENTE, FIGLIO EFEBICO.
La esamina, ne smonta la cornice, scopre nello spessore alcune istantanee accompagnate da un foglietto..
FOGLIETTO RIPIEGATO. FOTO DELLA MOGLIE DEL COMANDANTE DISCINTA, POSSEDUTA DA UN ENERGUMENO. IMMAGINE AMBIGUA DEL FIGLIO, CON INDOSSO UNA VESTAGLIA FEMMINILE.
Nel foglietto il comandante accenna al suo cuore malandato, un deficit che era riuscito a nascondere a proprie spese, e a una missiva anonima ricevuta con la posta di Mombasa, con le foto di moglie e figlio in ostaggio di gente priva di scrupoli. Lo ricattavano per costringerlo a uno scalo fuori programma a Zanzi­bar, col pretesto della sua salute, forse per un carico di armi imbarcate clandestinamente, e destinate a una fazione contraria all’unione col Tanganica..
CONSOLATO DI DAR ES SALAAM. ESTERNO, CORTE INTERNA.
Ettore ottiene il sequestro della nave, rientra a Dar es Salaam con Isabella e Virginia, si consulta con Enrico, che parte dall’Italia con il primo volo portando con sé Rebecca e Clarice.
Al suo arrivo Ettore noleggia di nuovo il piccolo aereo, e accompagna l’amico a Zanzibar, dove sono attesi per conferire con le autorità. Con loro partono anche Rebecca e Isabella, ma quell’aereo non arriverà.
DIANA
Pluff.
GUIDO
Già.
LA LUCE SU GUIDO E DIANA SI SPEGNE, E SULLO SCHERMO SVANISCE L’IMMAGINE. IL LORO PRATICABILE ESCE SULLA SINISTRA.
SQUILLA IL TELEFONO DI VIRGINIA, CHE RISPONDE IN VIVA VOCE. LA LUCE TORNA SU DI LEI, SULLO SCHERMO TORNANO I SUOI ANAGRAMMI, CON IL TENTATIVO IN CORSO SUL MOTTO ‘TEMERE LA FINE’, CHE ACCOMPAGNAVA IL TITOLO DEL MANOSCRITTO.
VIRGINIA
Pronto?
VOCE DI LUDOVICO
Virginia?
VIRGINIA
Ludovico.. come stai?
VOCE DI LUDOVICO
Bene cara, tutto sotto controllo, valori in media.. E tu?
VIRGINIA
Bene bene, senti, rispondi a bruciapelo e non mi chiedere perché, ti ho sentito dire cose diverse in merito.. Tu hai realmente fiducia nella psicoanalisi?
VOCE DI LUDOVICO
Che domanda, fortuna che sto seduto, ahi, ecco.. m’è caduta la cenere..
VIRGINIA
Ma come fumi ancora?
VOCE DI LUDOVICO
Ecco, questa è la psicoanalisi.
VIRGINIA CONTINUA A CERCARE SOLUZIONI E ALL’IMPROVVISO ‘TEMERE’ LE SI TRASFORMA IN ‘ERMETE’.
VIRGINIA
Ehilà.
LUDOVICO
Eh?
VIRGINIA
In flagranza..
LA LUCE SU VIRGINIA SI SPEGNE, IL PRATICABILE ESCE SULLA DESTRA.
ENTRA DALLA SINISTRA UN PRATICABILE COL CAMERINO DELLA FONDAZIONE. GUIDO E’ SEDUTO ALLO SPECCHIO. DIANA GLI HA TAGLIATO I CAPELLI, GLI APPLICA UNA PARRUCCA MOSSA, STRIATA DI GRIGIO.
DIANA
Eccoti mèches da seduttore.. Sai che anche senza barba così sembri più vecchio?
GUIDO
Che strano, tu senza baffi invece sembri più giovane..
DALLA DESTRA ENTRA ERMETE, ARRIVA AL CAMERINO.
ERMETE
Coraggio che entro venti minuti i camerini devono essere sgombri.. (A DIANA) Tu stai ancora così?
DIANA
È questo babbeo che non si sa mettere neanche le lenti a contatto.
GUIDO
Le preferivo contette.. Così ti firmavi Sarastro?
ERMETE
Te l’ha detto Salina?
DIANA
Chi è Sarastro?
GUIDO
Aah, sei troppo piccola ancora.. Dal Plauto Magico no? A proposito Salina mi ha dato un messaggio per te, cosa sono i MALORI DI ZITELLE, 5, 2, 4..?
ERMETE
Sono fuori esercizio, un momento è facile, ce l’hai in zucca..
GUIDO
Che.. io?
ERMETE
Certo, la soluzione, COLPI DI SOLE..
ERMETE LI LASCIA, SI DIRIGE VERSO LA SINISTRA, POI CI RIPENSA.
GUIDO
Tu hai capito?
DIANA
Io non so proprio di che parliate..
GUIDO
Del tipo dell’archivio di stato, è un enigmista. Ma che c’entrano le zitelle con i colpi di sole?
ERMETE (RIENTRANDO)
Ricordate che dice Amleto ai comici? Siate naturali. Ehi, sembrate due deficienti..
SI PORTA UNA MANO AL PETTO SIMULANDO UNA FITTA.
ERMETE
I malori sono COLPI, e le zitelle sono SOLE.. Dunque COLPI DI SOLE..
ERMETE ESCE SULLA SINISTRA. SULLO SCHERMO UN OROLOGIO FA LE QUATTRO E VENTUNO. DALLA DESTRA ENTRA UN PRATICABILE CON LA STIRERIA DELLA FONDAZIONE PAVIMENTATA CON LE PIASTRELLE DEL FILETTO. CIUI E’ DI NUOVO SULL’ANGOLO ESTERNO, IN PERIZOMA. HA VICINO IL TE’, E DAVANTI UNA SPECCHIERA. DIETRO L’ASSE DA STIRO, UN CESTO DI PANNI, L’ASPIRAPOLVERE, E IN ALTO L’OROLOGIO RIPORTATO SULLO SCHERMO. ERMETE RIENTRA DALLA SINISTRA COL CELLULARE. RAGGIUNGE LA STIRERIA. SI SENTE LA VOCE DI VIRGINIA, AMPLIFICATA.
VOCE DI VIRGINIA
Sono cose che non hanno alcun significato preciso, non sono emergenze fobiche, come magari potreste dire voi.. E ognuno ha lacerti di quotidiano da cui sporge a salutare qualcosa di antipatico, topo o serpe, o la bolletta..
ERMETE RAGGIUNGE CIUI. SI TOGLIE SCARPE E TUTA, SI INGINOCCHIA DIETRO DI LEI. CIUI GLI OFFRE IL TE’, SI SFILA IL PERIZOMA.
E per me è meno di un’idiosincrasia.. Forse è il fatto estetico di una minaccia latente, per lo sguardo dico..
LE LANCETTE DELL’OROLOGIO SI SOVRAPPONGONO SULLE QUATTRO E VENTIDUE, ERMETE DIGITA, LASCIA IL CELLULARE, STRINGE CIUI.
SULLO SCHERMO VIRGINIA SULLA DORMEUSE DEL TEATRINO. CIUI ED ERMETE DONDOLANO IN LENTO TANDEM.
VIRGINIA
Detesto tutto ciò che punge, non posso tollerare ciò che taglia, stringe, soffoca..
ERMETE
Per esempio?
VIRGINIA
Che scema domanda, coltelli, forbici.. segnali aggressivi non crede? E così collane, cinture..
DALLA DESTRA IN AVANTI ENTRANO GUIDO E DIANA TRASFORMATI DAL TRUCCO. PASSEGGIANO VERSO LA DIREZIONE OPPOSTA.
DIANA
Caro Cosimo io preferivo Selvaggia..
GUIDO
No, è troppo forte dai, Giuditta ha misura più recondita. L’esca deve essere proprio la misura, un casato alle spalle, un po’ d’impellenza finanziaria e un po’ di sveglia al collo.. Si viene nel discorso, e dietro l’expertise si fa balenare svagatamente l’intuizione di un affare..
DALLA SINISTRA ENTRA UN PRATICABILE CON LEONETTA A FARE CONTI NELLA SUA BOTTEGA, SCRIVANIA E SEDIE D’EPOCA, PENDOLA, CAVALLETTO CON STAMPA.
ERMETE
Da quando prova diciamo.. questo fastidio estetico?
VIRGINIA
Non so.. da sempre..
ERMETE
Mi dica il primo nome che le viene in mente.
VIRGINIA
Leonetta.
GUIDO E DIANA SI AFFACCIANO DA LEONETTA, CAMPANELLINO.
GUIDO
Buongiorno.. si può? (BUIO SUI TRE, IL LORO PRATICABILE ESCE)
VIRGINIA (ERGENDOSI A SEDERE)
Sa una cosa? Ho detto Leonetta ma in realtà pensavo a Cla­rice, e in tal modo ho sottratto qualcosa a entrambe.. scherzi della mente, sono così diverse poi, tanto Leonetta è impulsiva e sensuale quanto Clarice era di luce astrale, tersa e irrag­giungibile. Non che vivesse tra le nuvole tutt’altro, anzi aveva aspetti molto concreti, per esempio era impegnata socialmente per la dignità della donna..
CIUI INCLINA LA TESTA ALL’INDIETRO, SULLA SPALLA DI ERMETE.
E anche lei aveva spirito, quand’era in Italia stavamo sempre insieme, suo nonno Salomon amava molto il nostro paese, era un collezionista d’arte e aveva una splendida residenza in Toscana, acquistata tra l’altro attraverso Ludovico, suo consulente e amico.. Che poi sarebbe diventato mio marito. (S’ALZA) Io in pratica ero un’ospite fissa, d’estate la sera si mangiava sotto un tiglio, atmosfera da Orti Oricellari, venivano sempre persone interessanti e c’era Ludovico, con l’eloquio del fascinatore, che poi ci interrogava e pretendeva di sentire frittura di meningi. Clarice gli rispondeva in perfetto anglobecero..
ERMETE
Come ha detto?
VIRGINIA
Anglobecero, un termine che definiva i resi­denti anglofoni ibridati.. Clarice aveva un bel seno, e lo chiamava my caciole aspirando la ‘c’. Se ci penso non so ancora capacitarmi della sua scomparsa.. ci chiamavano gemelline del buon empito..
ERMETE
Come morì?
VIRGINIA
Una banale appendicite penetrata.. perforata.. Accadde a Urbino, poi fu trasferita inutilmente in Svizzera..
BUIO. CALA UN FONDALE NEUTRO, AVANZATO. 

 

ATTO SECONDO – SCENA SECONDA
NOTA MUSICALE.
LA CADENZA DI UN TRENO A VELOCITÀ MODERATA.
RIMANE IL VELARIO. DALLA DESTRA ENTRA UN PRATICABILE CON I SEDILI AFFRONTATI D’UNO SCOMPARTIMENTO. DIANA SEDUTA IN PROFONDITÀ GUARDA FUORI. ACCANTO C’È GUIDO, DI FRONTE CI SONO BRUNO E FILIBERTO, IMPEGNATI CON I LORO PORTATILI. IL PRATICABILE ATTRAVERSA LA SCENA VERSO LA QUINTA OPPOSTA.
BRUNO
Allora Diana, per la disciplina inizi martedì, aula magna, ore diciotto-diciannove. Con che?
DIANA
La Fondazione, giurispruden­za, analisi del D.L. 343. Riflessioni su primo e secondo comma, gestione patrimoniale, bilancio, aspetti tributari..
BRUNO
Bene, poi esordio in clinica, giovedì ore diciassette-diciotto, sempre aula magna..
DIANA
Non si può rimandare?
BRUNO
No, tutto pieno, eppoi non vedranno l’ora di farti a pezzi.. Allora?
DIANA
La testa di ponte retroattiva. Circostanze contingenti della sua costruzione, il bricolage della latenza e i materiali di spoglio. Speravo di avere un po’ più di tempo..
GUIDO
Sai che palle.. Ci giocheremo a bocce..
DIANA
Tu tutt’al più a lenticchie..
FILIBERTO
Conosci la relazione di Tito? La sciarada come trait d’union della retroazione?
DIANA
Insomma vorreste scoraggiarmi? Certo che la conosco e uscirò allo scoperto, xe pezo il tacon del buso si dice da noi, peggio la toppa del buco..
GUIDO
Senz’altro meglio il buso. Ma voi lassù sugli atolli chi siete? Galli Boi, ungarici o venetici? Ah ah, ancora sulle palafitte, non si è mai visto..
SUONA IL TELEFONINO DI GUIDO.
VOCE DI ERMETE
Come va?
GUIDO
Tutto bene..
VOCE DI ERMETE
Diana?
GUIDO
Più arrogante che mai.. Ah, sappi che è una commediante nata..
DIANA
Me lo passi un momento?
GUIDO
Ti vuole parlare..
DIANA PRENDE IL TELEFONO. IL PRATICABILE SI AVVIA ALL’USCITA.
DIANA
Senti pensavo che nell’incidente Federica potrebbe dire che s’è rotta il perone, sai perché? In anatomia perone si dice anche fibula..
(AI TRE) Tanto per la sciarada di cui sopra..
BUIO.
SALE IL VELARIO. ERMETE ENTRA DALLA SINISTRA, RAGGIUNGE DI CORSA IL PRATICABILE CON LA STIRERIA CHE VA IN LUCE, SI FERMA A OSSERVARE IL DISEGNO DEL FILETTO SUL PAVIMENTO. LA STUOIA DI CIUI HA CAMBIATO POSTO, PASSANDO DALL’ANGOLO PIÙ ESTERNO A QUELLO VICINO INTERMEDIO. GUARDA L’OROLOGIO ALLA PARETE, LO CONFRONTA COL PROPRIO. IL PRATICABILE ESCE CON LUI.
BUIO.
CALA UN VELARIO NERO, AVANZATO. NOTA MUSICALE MALINCONICA, CAMPANE. ENTRA VIRGINIA, VESTITA DA AMAZZONE.
LE RISPONDE ERMETE CON LA VOCE AMPLIFICATA.
VIRGINIA (AFFANNATA)
Mi perdoni, so che è domenica e che ho adoperato un espediente indegno approfittando della buona fede di un ragazzo, a proposito la sua ordinazione è sul tavolo all’ingresso, ma mi creda sto troppo male.. mi è successa una cosa sconvolgente e ho bisogno di aiuto..
VOCE DI ERMETE
La perdono, avanti, di che si tratta?
VIRGINIA
Vedo il mondo a rovescio..
VOCE DI ERMETE
Eeeh..
VIRGINIA
No non a rovescio non so come dire, non sottosopra ma come girato, invertito da uno specchio, anzi come se lo specchio fossi io e non avessi più la mia immagine..
VOCE DI ERMETE
Accidenti, e come è potuto succedere un fatto così scriteriato?
VIRGINIA
Leonetta mi ha chiesto fare un’expertise a dei suoi clienti
BUIO.

 

ATTO SECONDO – SCENA TERZASI ALZA IL VELARIO NERO.

VEGETAZIONE RUPESTRE. DALLA SINISTRA ENTRA UN PRATICABILE CON TRE CAVALLI DI CARTAPESTA CONTRARI AL MOTO E DONDOLANTI. SONO MONTATI DA LEONETTA, FILIBERTO, E VIRGINIA CHE PRECEDE.
FILIBERTO
Così è importante questo pittore?
LEONETTA
L’esperta è lei.. Eh Virgi, che ci dici di Tanzio da Varallo?
VIRGINIA
Caravaggista, che a un certo punto lascia Roma, torna in Valsesia, e accentua un’inclinazione al timbro metallico..
UN GRIDO DISTANTE, ALLE SPALLE. GIRANO I CAVALLI
LEONETTA
Che è stato?
VIRGINIA
Sono loro?
FILIBERTO (MANI A IMBUTO LANCIA UN RICHIAMO)
Federicaa..
DALLA DESTRA ENTRA UN PRATICABILE DI ROCCIA. A TERRA FEDERICA E IN PIEDI BRUNO, CHE RISPONDE AL RICHIAMO.
BRUNO
Venitee..
I PRATICABILI SI FERMANO. I TRE SMONTANO, SI AVVICINANO AI DUE.
FILIBERTO
Che succede?
BRUNO
È caduta di sella, si è fatta male a una gamba..
FEDERICA
Per evitare un ramo ho scartato, Pachi ha fatto un movimento brusco e mi sono ritrovata per terra.. (INDICA IL CALCAGNO DELLA GAMBA DISTESA) Ho sentito un crac qui..
 
FILIBERTO
È un punto delicato, c’è la forcella della fibula..
ALLA PAROLA FIBULA VIRGINIA HA UN BRIVIDO DI RIPULSA.
BUIO.
CALA IL VELARIO NERO AVANZATO.
CONO DI LUCE SU VIRGINIA, CHE TORNA A PARLARE CON ERMETE.
VIRGINIA
Costei dunque si era fatta male a una gamba.. E non poteva rimettersi in piedi..
VOCE DI ERMETE
Era una cosa grave?
VIRGINIA
Sembrava che se la fosse fratturata sotto al polpaccio, non riusciva a muoversi.. fatalità l’unico telefonino l’aveva lei e si era rotto nella caduta, così è stato necessario andare in cerca di soccorso. Sono partiti Filiberto e Leonetta. Abbiamo aspettato un bel po’ ma non veniva nessuno e si avvicinava il rischio dell’oscurità. Così sono andata io seguendo un’altra direzione..
BUIO.
VIRGINIA ESCE SULLA SINISTRA. ZOCCOLI AL TROTTO.
S’ALZA IL VELARIO, CREPUSCOLO, PRATICABILE ROCCIOSO CON BRUNO E FEDERICA IN AMORE, LEI PERFETTAMENTE ICOLUME.
ENTRA DALLA SINISTRA IL PRATICABILE CON VIRGINIA A CAVALLO IN DIREZIONE DI MOTO.
SIMMETRICAMENTE, COME SOSPINTO A DISTANZA, ESCE IL PRATICABILE ROCCIOSO SULLA DESTRA, E SEMPRE DALLA DESTRA ENTRA UN PRATICABILE CON SFONDO D’UN RUDERE VOLTATO A BOTTE E SEMINTERRATO.
DAVANTI UNA RAMPA DI LANCIO CON UN RAZZO DA CAMPO. DIETRO APPOSTATI CON UN BINOCOLO DIANA E GUIDO. 
DIANA (INDICANDO IL RUDERE)
Che cos’era?
GUIDO
Non si sa con precisione, un manufatto etrusco-romano, ma è difficile interpretarne la funzione. In epoca più recente doveva essere usato come nevaio per conservare la selvaggina. È qui che è stato rinvenuto il frammento con l’iscrizione Eros e Psiche. Ha resistito all’oltraggio dei secoli, ai garzoni del siniscalco di sua signoria, al bivacco dei bracconieri, al fuoco seròtino dei guardacaccia nei lunghi inverni..
GUIDO (GUARDANDO AL BINOCOLO)
Eccola..
IL SONORO DEL TROTTO DIVENTA PASSO.
DIANA
E allora adesso si lancia quel coso?
GUIDO
Sì, il meteo faceva sperare in nubi grandinigene, e dovrebbe essere proprio così..
DIANA
Ed esplodendo in quota col suo carico di ioduro di argento previene la grandine e favorisce la pioggia, non è vero? Ecco perché anch’io mi bagnai come un pulcino..
IL PRATICABILE CON I DUE ESCE SULLA DESTRA. CALA LA LUCE, BAGLIORE, TUONO E SCROSCIO DI PIOGGIA. IL PASSO DEL CAVALLO RALLENTA, CRESCE L’OSCURITÀ.
VIRGINIA (PREOCCUPATA)
Cavalluccio mio sarà questo il bivio?
IL PRATICABILE INVERTE LA DIREZIONE E INDIETREGGIA.
Cavalluccio.. e se sprofondiamo in un burrone?
TUONO. SEMPRE PIÙ BUIO, PIOGGIA INTENSA, VENTO.
Cavalluccio sei tu nictalopo? (LAMPO) Cavalluccio aiuto.. (AL VENTO) Aiuto.. Aiutatemiii.. (SI ABBRACCIA AL COLLO DEL CAVALLO).
BALUGINA UN LUMICINO, SCOMPARE. VIRGINIA SI SCUOTE, SCRUTA, IL LUMICINO RIAPPARE AVANZANDO DAL FONDO, SU UNA PORTA RIQUADRATA DA STIPITI E ARCHITRAVE.
VIRGINIA
Cavalluccio.. mi stai portando in salvo?
VIRGINIA SMONTA, SI AVVICINA ALLA PORTA. SULL’ARCHITRAVE LEGGE L’ISCRIZIONE ‘EROS E PSICHE’.
SU UN LATO UN CAMPANELLO ILLUMINATO RIPORTA LA SCRITTA.
VIRGINIA SUONA MA NON PRODUCE ALCUN RUMORE.
BUSSA. LA PORTA SI APRE, APPARE GUIDO A PIEDI NUDI E ACCAPPATOIO, IN UN PICCOLO VESTIBOLO CON UNA PANCA.
VOCE DI ERMETE (IRROMPE SOSPENDENDO L’AZIONE)
E poi? 

GUIDO SI SIEDE. VIRGINIA SI VOLGE AL PROSCENIO.
VIRGINIA
Grazie al cielo qualcuno rispose. Era un giovane, gli spiegai che avevo perso l’orientamento cercando soccorsi per un’escursionista incidentata, mi fece entrare, (STARNUTISCE) e mi tranquillizzò, avrebbe dato ricovero al cavalluccio, cui andava la mia gratitudine, e provveduto a chiedere informazioni col telefonino, ci trovavamo infatti nel rifugio di un tracciato da trekking e forse la notizia di un infortunio si era diffusa. (STARNUTISCE DI NUOVO) Gocciolavo fradicia, mi aiutò a sfilarmi gli stivali infangati, c’era un bel teporino..
VIRGINIA RAGGIUNGE LA PORTA, ENTRA NEL VESTIBOLO, GUIDO LA FA SEDERE, RICHIUDE, E COME SE FOSSE LA CABINA DI UN ASCENSORE LA PORTA COMINCIA A SCENDERE, LASCIANDO VUOTO IL TELAIO.
BUIOATTO SECONDO – SCENA QUARTA

INGRESSO DI DUE PRATICA­BILI, UNO DALLA SINISTRA CON UN ACQUAIO IN PIETRA, UN TAVOLO DA CUCINA E UNA PORTA ADDOS­SATA ALLA QUINTA, L’ALTRO DALLA DESTRA CON UN CAMINO ACCESO, SEDILI IN MURATURA, E DIANA IN ACCAPPATOIO, INTENTA AD ASCIUGARE PANNI.
LA PORTA SULLA SINISTRA SI APRE, COMPARE GUIDO CHE LASCIA IL PASSO A VIRGINIA.
MUSICA.
LA SCENA PROSEGUE CON UNA LIETA PANTOMIMA DI GUIDO E DIANA, MENTRE VIRGINIA TORNA AL PROSCENIO.
VIRGINIA
C’era anche una ragazza, e si vedeva lontano un miglio l’idillio. Mi sentivo l’intrusa che rompeva le scatole sul più bello. Avevano fatto un lungo percorso a piedi e raccolto funghi, poi sorpresi dalla pioggia via di corsa al rifugio, e forse non c’era luogo più adatto ai loro sentimenti..
Acceso un camino che dava luce e scaldava l’acqua, dopo una doccia si accingevano a preparare qualcosa da mangiare. Furono molto gentili, la ragazza mi accompagnò in una stanza, e anch’io potei beneficiare di calore e qualcosa di asciutto. Quando tornai erano venuti a sapere che Federica era stata soccorsa, e che il gruppo ricomposto stava in ansia per me. Così avevano potuto dare rassicurazioni. Mi sentii all’improvviso svuotata dalle tensioni, avevo una gran fame..
Nella dispensa c’erano provviste, e un dettaglio importante, c’era del pane di segale.. Altro dettaglio importante, avevano messo a cuocere i funghi, sulla brace.. Mangiammo, bevemmo, mi lasciai trascinare, inventai versi deprecabili. I ragazzi mi compiacevano, forse inclinai al patetico davanti alla loro felicità.
LA MUSICA S’INTERROMPE E COSÌ LA PANTOMIMA. TORNA L’AZIONE.
VIRGINIA
Volute di fuoco son io che brucio
in un canto
del romitorio al fluire pellegrino..
oscuro sguardo, all’insù di fumo
s’attorce alle cieche palpebre mano
di nulla allo svanire svaporando
in un canto..
GUIDO
Bella..
DIANA
Ancora ti prego..
VIRGINIA
Noo basta.. Avevamo detto l’ultima perché sono a dadini da cuscini, poi vi sto rattristando e non lo meritate..
DIANA
Al contrario, il citrullo qui accanto non ha questo dono..
GUIDO
Cencio dice male di Straccio e non si accorge di confermare smentendo.. Dai, almeno la salva finale..
DIANA
Sì, che anche l’animale si pasca di struggimento dal turibolo dell’elicona, e possa comprendere la mia anfibolia..
VIRGINIA
Fila l’arcolaio sdipanando
il giro d’rizzonte appena perso
nel gomitolo d’un verso che non torna
bandolo dell’alfa il nodo dell’omega
perepè perepè perepè buonanotte a tutti e tre
che la mia gratitudine sia tappeto d’erba al piede leggiadro dei vostri sogni.. 

VIRGINIA SI PORTA AL CENTRO. LA LUCE SI SPEGNE, I DUE PRATICABILI ESCONO, GUIDO E DIANA IN AMORE.
LUCE SUL FONDO, AVANZA UN PRATICABILE CON UNA STANZA.
A DELIMITARE L’IMMAGINARIA QUARTA PARETE DI PROSCENIO C’È UN CASSETTONE VISTO DA DIETRO, SORMONTATO DA UNO SPECCHIO COL RETRO CARTONATO. IMPALLA I PIEDI DI UN LETTO CHE HA LA TESTIERA ADDOSSATA AL FONDO.
NELLA PARETE SINISTRA UN ARMADIO A MURO E LA PORTICINA DEL BAGNO, NELLA PARETE DESTRA UNO SCRITTOIO E UNA FINESTRELLA STROMBATA, CHE AFFACCIA SULLA PROSPETTIVA ILLUSIVA D’UN CORTILETTO CON AL CENTRO UN PUTEALE IN SCALA.
EFFETTI SONORI DI PIOGGIA E UN PO’ DI VENTO. VIRGINIA ENTRA DALLA PORTICINA DEL BAGNO, E SI MUOVE NELLA STANZA ACCOMPAGNANDO L’ESPOSIZIONE.
VIRGINIA
Tornai nella stanza dove m’ero cambiata, e prima di coricarmi aprii uno spiraglio della finestra, fatta a bocca di lupo e piuttosto profonda. La ragazza infatti mi aveva detto che la costruzione in origine era una polveriera e così si spiegava l’insolito spessore dei muri. Attraverso la grata si vedeva la vera da pozzo d’un cortiletto illuminato da fiaccole, la pioggia continuava, faceva freddo. Lo scampato pericolo mi dava benessere, le fiammelle che lottavano sotto un riparo incerto erano struggenti. Andai a letto con il cuore gonfio di mesta felicità.
VOCE DI ERMETE
E il pane di segale?
VIRGINIA (INFILANDOSI A LETTO)
Sere fa nel periodico di turno sul comodino ho letto un curioso articolo, avanzava l’ipotesi d’una possibile origine psicotropa in alcuni esempi visionari della pittura fiamminga..
SPEGNE LA LUCE. PERSISTE PER UN ATTIMO IL CHIARORE TREMOLANTE DELLE FIACCOLE DALLA FINESTRELLA, POI BUIO. 

Raccontava d’un banchetto nel quale il Maestro Hieronymus a un certo punto avrebbe visto i commensali assumere le stesse sembianze degli animali di cui si stavano cibando, chi era diventato un’oca, chi un cinghiale, chi un fagiano, chi un’aringa.
La spiegazione poteva stare nel pane di segale, perché se la farina non era ben conservata e fermentava produceva sostanze allucinogene, come anche certi funghi, cioè la cena che avevo consumato..
VOCE DI ERMETE
E il nesso?
VIRGINIA
Ora glielo dico.. Mi addormentai subito, dormii saporitamente senza sogni o visioni. Poi al mattino la tragedia..
NELLA STANZA TORNA LA LUCE, PROVIENE DA UNA BOTOLA DOVE PRIMA C’ERA IL LETTO, IL QUALE RIEMERGE CON VIRGINIA CHE DORME.
LE DUE PARETI LATERALI DELLA STANZA SI SONO SCAMBIATE DI POSTO. IL BAGNO E L’ARMADIO A MURO SONO SULLA DE­STRA, LO SCRITTOIO, LA FINESTRELLA DA CUI ARRIVA LUCE DIURNA E IL CORTILETTO CON IL POZZO, CHE ORA HA PROPORZIONI REALI, SONO SULLA SINISTRA. SOLO IL CASSETTONE CON LO SPECCHIO È RIMASTO INVARIATO AL CENTRO. VIRGINIA SI SVEGLIA, RIPRENDE L’ESPOSIZIONE.
VIRGINIA
Quando aprii gli occhi non mi resi subito conto di ciò che era accaduto, poi cominciai a realizzare, con un crescente senso d’angoscia.
La stanza, rispetto a come la ricordavo, ma che dico, rispetto a come era, mi appariva invertita.. Balzai giù dal letto..
VIRGINIA SCENDE DAL LETTO.
 
VIRGINIA
Ma che razza di scherzo è..
CORRE ALLA FINESTRELLA, GUARDA FUORI, CORRE DALLA PARTE OPPO­STA A SINCERARSI DEL BAGNO, POI SI FERMA DAVANTI AL CASSETTONE A GUARDARSI ALLO SPECCHIO, IL CUI ROVESCIO DA OPACO DIVENTA TRASPARENTE (CRISTALLI LIQUIDI), E RIQUADRA IL SUO VOLTO IN CORNICE.
VIRGINIA(QUASI PIANGENDO)
Ah.. Ma che razza di scherzo è..
 
BUIO.
IL PRATICABILE DELLA STANZA ARRETRA. CONI DI LUCE, RICOMPAIONO I DUE PRATICABILI OPPOSTI DELL’ACQUAIO E DEL CAMINO, ANCH’ESSI INVERTITI. VIRGINIA LASCIA LA STANZA, ARRIVA DI CORSA NELL’AMBIENTE CENTRALE, GUARDA SUI DUE LATI. SI AVVICINA AL TAVOLO VICINO ALL’ACQUAIO. SOTTO UNA CAFFETTIERA UN BIGLIETTO IN EVIDENZA. LO LEGGE. TORNA VERSO IL PROSCENIO AFFRANTA.
I ragazzi erano già ripartiti, lasciavano un saluto, il caffè pronto, e il disegno di una piantina per tornare. Mi sentivo come se mi avessero scuoiato e rovesciato la pelle, e mi sembrava di vedere il mondo dallo specchio del cassettone. Sono scappata via..
NOTA MUSICALE
BUIO
SIPARIO
ATTO TERZO – SCENA PRIMA

SI APRE IL SIPARIO.
NOTA MUSICALE, CAMPANE LONTANE SFUMANO.
SULLO SCHERMO UN MANDALA BUDDISTA, DIAGRAMMA SIMILE AL FILETTO, TRE QUADRATI CONCENTRICI INTERSECANTI DUE PERPENDI­COLARI E IN PIU’ LE DIAGONALI, CHE DIVIDONO RICCHE DECORAZIONI IN COLORI DIVERSI. ERMETE DIALOGA CON LO SCHERMO.
ERMETE
Ciui conosco il mandala
che lega la tua meccanica
a darmi frutto della delizia aborale
meno il totale
ignoro però la legge del tuo moto di loto
dal petalo chiuso
nella stuoìna come pedina
la gemma della mantica
Ciui torniamo al mandala..
CON IL CELLULARE ERMETE CAMBIA IMMAGINE E FA APPARIRE IL PAVIMENTO A RIQUADRI DELLA STIRERIA. IL PERCORSO IN DIAGONALE COMPIUTO DALLA STUOIA DI CIUI, DALL’ANGOLO ESTERNO ALL’ANGOLO DEL QUADRATO INTERMEDIO, È SEGNATO IN ROSSO.
Se le caselle fossero i luoghi di casa in tempi diversi? Ogni quadrato un piano dell’alzato e la diagonale una mossa in verticale? 
IMPARTISCE UN ALTRO COMANDO. I TRE QUADRATI SI UNIFORMANO SOVRAPPOSTI IN TRE PIANI, E LA TRACCIA ROSSA DELLA STUOIA DIVENTA UNA LINEA DI COMUNICAZIONE FRA L’ANGOLO DEL PIANO PIU’ BASSO, E QUELLO SOPRASTANTE DEL PIANO INTERMEDIO.
ENTRA DALLA DESTRA IL PRATICABILE CON LA STANZA DI SEDUTA, DIVANETTO, SPECCHIERA, E L’OROLOGIO, CHE ERMETE VA A RIMETTERE ALLINEANDOLO AL PROPRIO.
ERMETE
Se fosse così Ciui saprei dove aspettarti.
E allora t’inviterei a restare per colmare
la mia infinita malintudine..
Strane cose mi accadono un turbine
di fuliggine vertigine un nome
sfollato che ritorna dal passato..
BUIO SULLE ULTIME PAROLE. IL PRATICABILE ESCE SULLA DESTRA.
DALLA SINISTRA ENTRA UN PRATICABILE CON CIUI E UN COMÒ CON UN CASSETTO DA RIFODERARE SVUOTATO DEL CONTENUTO, BIANCHERIA, CANCELLERIA. L’AZIONE È RIPORTATA IN DETTAGLIO, PUNTINE, UN ROTOLO DI CARTA NUOVA, E LE MANI DI CIUI CHE RIMUOVONO QUELLA VECCHIA MACCHIATA DI ROSSO, E VI SCOPRONO SOTTO UNA FOTOGRAFIA, STRAPPATA E RICOMPOSTA CON NASTRO ADESIVO.
RIPRODUCE LA DAMA MASCHERATA DEL PROLOGO, CLOTILDE, MADRE DI ERMETE, CON L’OROLOGINO AL PETTO. CIUI GUARDA LA FOTO CON ATTENZIONE E SULLO SCHERMO L’INQUADRATURA STRINGE SULL’OROLOGINO. LO RICONOSCE COME QUELLO DI VIRGINIA, CHE AVEVA VISTO SPOLVERANDO I MONITOR DELLA CONSOLE.
IL PRATICABILE ESCE SULLA DESTRA.
ANCORA CAMPANE LONTANE. ENTRA ERMETE, GIORNALI SOTTOBRACCIO, ENTRA UN PRATICABILE CON UNA TAVOLA APPARECCHIATA PER DUE. LO RAGGIUNGE PER UN ULTIMO TOCCO A CRISTALLI E ARGENTI.
ERMETE
Ciui oggi ti farò la mia dichiarazione e ti dirò di rinunciare a ogni precauzione per alesare riproduzione, con te vorrei, stop. Spero piuttosto che ti piaccia il dolce, Bacino nel bacino.
IL SUO OROLOGIO EMETTE UN SEGNALE.
LASCIA L’ AMBIENTE PER ATTENDERE UN PRATICABILE CHE ENTRA DALLA SINISTRA CON LA STANZA DI SEDUTA E CIUI SEMINUDA INGINOCCHIATA DI SPALLE, LA TEIERA VICINO. ERMETE CI SALE, E CIUI È COLTA DA UN LIEVE SOPRASSALTO.
LE LANCETTE DELL’OROLOGIO A PARETE SI SOVRAPPONGONO SULLE DODICI. CIUI PORGE DEL TE’, SI LEVA IL PERIZOMA E SI OFFRE FRON­TALMENTE. ERMETE LA STRINGE FELICE. IL PRATICABILE ESCE A MARCIA INDIETRO.
BUIO.
CONO DI LUCE.
ENTRA VIRGINIA DAL BOCCASCENA DI SINISTRA, ANCORA VESTITA DA AMAZZONE. RAGGIUNGE CON PASSO DECISO IL CENTRO DEL PROSCENIO, SI FERMA INCERTA, SIEDE SULLE SCALETTE A RIFLETTERE.
DAL BOCCASCENA DI DESTRA ENTRA UN GARZONE. SORREGGE UNA CONFEZIONE DI PASTICCERIA. SI AVVICINA ALLE SCALETTE.
GARZONE
Non c’è nessuno?
VIRGINIA
No, ma dovrebbero essere a momenti. Vuole lasciare a me? Cos’è millefoglie?
GARZONE
Tronchetto di marroni.
VIRGINIA
Con cioccolato fondente e vaniglia?
GARZONE (SORPRESO)
Sì..
VIRGINIA(APRENDO A BORSA)
Cosa debbo?
GARZONE
No è già pagato..
VIRGINIA PRENDE IN CONSEGNA IL PAC­CHETTO, E LIQUIDA CON UNA MANCIA IL RAGAZZO, CHE SE NE TORNA VIA SODDISFATTO. LEGGE IL NOME, SUL BIGLIETTINO CHE ACCOMPAGNA IL PACCHETTO.
VIRGINIA
Dottor Ermete Falnei.. Ah, ti ho scovato finalmente!
ESCE DAL BOCCASCENA DI SINISTRA.
UN ISTANTE DOPO CICALINO DEL CITOFONO. ENTRA CORRENDO CIUI, CON SOLO UNA CAMICETTA. VIENE IN AVANTI, RAGGIUNGE IL RETRO DEL PRATICABILE CON LA SALA DA PRANZO, IN PENOMBRA. ACCENDE LA LUCE, VEDE LA TAVOLA APPARECCHIATA.
RISPONDE AL VIDEOCITOFONO, DIETRO LA QUINTA D’UNA CREDENZA. SULLO SCHERMO L’IMMAGINE DI VIRGINIA, CHE IN ATTESA RIMETTE IL BIGLIETTINO NEL PACCHETTO.
VIRGINIA
Pasticceria..
CIUI APRE, POI CORRE VIA. BUIO. ENTRA DALLA SINISTRA UN PRATICABILE, VIRGINIA IN UNA POLTRONA RIVOLTA VERSO LA QUINTA DI PROVENIENZA, E DIETRO UNA SPECCHIERA. INDOSSA LA CAPPA.
VIRGINIA
Ho ritrovato la strada del ritorno abbastanza facilmente, però quando sono arrivata al casale di partenza non c’era nessuno. Mi sono sentita sola e disperata. Allora ho sistemato il cavallo, poi ho preso la macchina e ho cominciato a correre come una folle. Le ripeto mi dispiace averle guastato la domenica, ma avevo un assoluto bisogno di parlare con qualcuno.. Non è pazzesco quello che mi è successo?
SULLA DESTRA RIENTRA CIUI VESTITA, HA UNO ZAINETTO SULLE SPALLE. VA ALLA SALA DA PRANZO, PRENDE UN FOGLIO, CI DISE­GNA IL QUADRANTE DEL FILETTO, CHE APPARE SULLO SCHERMO. LASCIA UN MAZZO DI CHIAVI NEL QUA­DRATO PIÙ INTERNO, VA ALLA CREDENZA, PRENDE UNA CONFEZIONE CON DUE BOTTIGLIE DI VINO, SPEGNE LA LUCE E ESCE SULLA DESTRA. INTANTO VIRGINIA PROSEGUE.
VIRGINIA
Mi dica secondo lei che spiegazione può avere un fenomeno così assurdo? Le garantisco che non è stata un’allucinazione, a meno che non stia impazzendo..
VOCE DI ERMETE
Vada allo specchio.
VIRGINIA
Impossibile, la sola idea mi rivolta lo stomaco. Sa che lungo la strada mi sono dovuta fermare tre volte?
VOCE DI ERMETE
Immagino, ma credo che si debba fare come in equitazione, quando si cade bisogna rimettersi subito in sella.
VIRGINIA VA ALLA SPECCHIERA, ENTRA CON ESTREMA CAUTELA NEL CAMPO RIFLESSO. SCOPRE UNA GAMBA, LA GUARDA, DRAPPEGGIA LA CAPPA, L’APRE, SI OSSERVA. IL PRATICABILE ESCE, LA LUCE CALA, BUIO.
VIRGINIA
Che strano, è come se fosse il corpo di un’altra persona..
ERMETE ENTRA DI CORSA, VA ALLA SALA DA PRANZO, SCORGE IL FOGLIO DI CIUI E LE CHIAVI. CADE IN GINOCCHIO.
ERMETE
No.. ti prego..
NOTA MUSICALE, BUIO, SIPARIO.

 

ATTO TERZO – SCENA SECONDALEONETTA ENTRA DAL BOCCASCENA DI SINISTRA CON UN BORSONE. SIEDE SULLE SCALETTE.

NOTA MUSICALE.
SEMPRE DAL BOCCASCENA DI SINISTRA ENTRA VIRGINIA, ANCHE LEI CON UN BORSONE. SCORGE LEONETTA. L’APOSTROFA UN PO’ FREDDA.
  
VIRGINIA
E tu che ci fai qui?
LEONETTA
Ce n’hai messo ad arrivare.. Mi sa che ho le chiavi da te..
VIRGINIA
Come sei tornata?
LEONETTA
In treno.. Speravo che ci raggiungessi, non hai trovato il bigliettino sulla macchina?
VIRGINIA
Mi sembravi in buona compagnia. Potevate aspettarmi non ti pare?
VIRGINIA VA VERSO IL BOCCASCENA DI DESTRA. LEONETTA LA SEGUE.
LEONETTA
Virgi mi hai fatto venire una crisi abbandonica lo sai?
ESCONO.
SI APRE IL SIPARIO. FONDALE NEUTRO, CASA VIRGINIA, DUE PRATICABILI, SULLA DESTRA IL BAGNO, SULLA SINISTRA LA CUCINA. ENTRANO DALLA DESTRA VIRGINIA E LEONETTA.
LEONETTA
Oltretutto sai che è stato un fiasco totale? Perché per aspettarti abbiamo fatto tardi, e quando siamo arrivati i proprietari se n’erano già andati, quindi niente tele niente mobili niente affari.
VIRGINIA
E con chi eri? Con quel tipo di ieri?
LEONETTA (TORCENDOSI ALL’IMPROVVISO)
Scusa Virgi posso lavarmi le mani per favore? Sai, in treno..
LEONETTA LASCIA CADERE IL BORSONE, SI DIRIGE DI CORSA NEL BAGNO. VIRGINIA LA INSEGUE GUADAGNANDO IL LAVANDINO.
VIRGINIA
Me le devo lavare anche io..
LEONETTA (SALTELLANDO)
Sei perfida..
SCATTA L’ALLARME.
VIRGINIA
Oh noo! Non imparo mai..
LEONETTA SI CHIUDE, VIRGINIA CORRE A BLOCCARE L’ALLARME, RESPIRA, POI MOSSA DA UN IMPULSO PRENDE L’ELENCO DEL TELEFONO, LO SFOGLIA INUTILMENTE, CHIAMA IL SERVIZIO IN LINEA. 
VIRGINIA
Vorrei il numero di Falnei Ermete, sull’elenco non c’è.. Non risulta? Va bene grazie (DELUSA).
SCARICO DEL BAGNO. VIRGINIA ACCENDE LA CALDAIA.
VOCE DI LEONETTA
È accesa l’acquaa?
VIRGINIA
Fuocherelloo..
VIRGINIA SI AFFACCIA ALLA PORTA DEL BAGNO. LEONETTA A SEDERE NUDO SI ASCIUGA LE MANI. SENTE VIRGINIA, SI VOLTA.
VIRGINIA
Sei ingrassata.
LEONETTA
Lo so, non è colpa mia, è stress. E poi è colpa tua che mi fai mangiare e bere troppo bene..
VIRGINIA
Hai mondato peccatucci?
LEONETTA(COPRENDOSI)
Virgi ma che dici.. Guarda lo so che ieri sera hai passato una brutta avventura e quando ho saputo che te l’eri cavata e stavi al sicuro per me è finito un incubo, ma non era colpa mia..
VIRGINIA
Sono tre volte che ripeti la parola colpa. Ci sei stata vero?
LEONETTA
E se fosse? 

VIRGINIA TORNA IN CUCINA, PRENDE UNA BOTTIGLIA DI VINO, E CON UN PAIO DI FORBICI SI ACCINGE A INCIDERNE LA CAPSULA. SI FERISCE, LASCIA CADERE LA BOTTIGLIA, CHE S’INFRANGE CON UN TONFO.
VIRGINIA
Ah..
LEONETTA (ACCORRENDO)
Che è successo?
VEDE VIRGINIA PARALIZZATA, CON LE FORBICI IN MANO, E AI SUOI PIEDI LA CHIAZZA DI VINO E I VETRI.
VIRGINIA
Mi sono ferita.. con le forbici..
LEONETTA
Le forbici? Hai preso le forbici in mano?
GLIELE LEVA, GUARDA LA FERITA, L’ASCIUGA CON UN FAZZOLETTINO.
Beh non è niente non esagerare, adesso la disinfettiamo..
ABBRACCIA VIRGINIA ALLE SPALLE. LA FA RABBRIVIDIRE CON UN BACETTO DIETRO L’ORECCHIO, I DUE PRATICABILI ESCONO.
VIRGINIA
Non è vero che sei ingrassata.
LEONETTA
Non è vero che ci sono stata.
BUIO. 

ATTO TERZO – SCENA TERZASI ALZA IL FONDALE NEUTRO, SULLO SCHERMO UNA FOTO DI ETTORE COL PIZZETTO. ENTRA SULLA SINISTRA IL PRATICABILE DELLA TORRETTA CON ER­METE. VOCE DI ETTORE REGISTRATA, IL DIAGRAMMA ACUSTICO SCORRE SOTTO LA FOTO.

VOCE DI ETTORE
Vogliamo inoltre fare alcune considerazioni, sempre nel quadro dei programmi di sviluppo previsti dal Fondo internazionale..
ERMETE ANIMA ARTIFICIALMENTE L’IMMAGINE DI ETTORE FACENDOLA PARLARE. L’ALLINEA AI PICCHI DEL DIAGRAMMA.
VOCE DI ETTORE
Vogliamo inoltre fare alcune considerazioni, sempre nel..
DOPO QUALCHE SFASATURA L’IMMAGINE SI SINCRONIZZA. È IL CLONE VIRTUALE DI ETTORE.
VIDEOCLONE DI ETTORE
… quadro dei programmi di sviluppo previsti dal Fondo internazionale. Il nostro paese sottoscrivendone le direttive rivolge un caloroso saluto alla vostra nuova e più grande Repubblica, che vediamo sorgere sotto i migliori auspici di pace e prosperità..
ERMETE ATTIVA IL PROGRAMMA PREPARATOGLI DA GUIDO, SCRITTA: ‘OGGETTO LATTE E SANGUE – GUIDO PER ERMETE, INDICE’. CHIAMA LA VOCE ‘CONSOLATO’. SI VEDE GUIDO NELL’ANGOLINO, E COMPAIONO LE NOTE AUTOGRAFE DI ETTORE.
GUIDO (IN VIDEO)
Puoi immaginare la mia sorpresa quando tra le minute del regi­stro consolare ho trovato alcuni appunti personali di Ettore.. Nel primo foglio descrive l’arrivo di Virginia, che trovo straordinario:
“Quando Vir­ginia è scesa con la madre dalla nave mi ha cercato con gli occhi e riconoscendomi mi è corsa incontro gridando babbo babbino mio, ho visto i delfini e anche i cam­melli. Mi ha gettato le braccia al collo, e si è stretta a me..”
Forse i cammelli li aveva visti lungo il Canale di Suez, o sul ponte di qualche nave diretta nella penisola arabica..
C’è poi un secondo foglio autografo, che racconta di un dialogo con la piccola e comincia con una domanda di Ettore:
“Virginia tesoro vuoi bene al babbo?”
ERMETE (REGISTRA LA BATTUTA RIPETENDOLA A UN MICROFONO)
Virginia tesoro vuoi bene al babbo?
LA CAMPIONA CON LA VOCE DI ETTORE, DI CUI RICHIAMA IL VIDEOCLONE, LA SINCRONIZZA ALL’IMMAGINE.
VIDEOCLONE DI ETTORE (COL PROPRIO TIMBRO)
Virginia tesoro vuoi bene al babbo? Virginia tesoro vuoi bene al babbo?
ERMETE FERMA E SI VERSA DEL TE’ MA IL COMANDO È IMPERFETTO E L’IMMAGINE RIPRENDE.
VIDEOCLONE DI ETTORE
Virginia tesoro vuoi bene al babbo? Virginia tesoro vuoi bene al babbo?
SULL’ECO IL PRATICABILE ESCE SULLA SINISTRA. ERMETE FORMULA DI NUOVO IL COMANDO E L’IMMAGINE SI FERMA, MENTRE SULLO SCHERMO SALGONO IN DETTAGLIO I VAPORI DEL TE’.
NOTA MUSICALE.
I VAPORI SI DIRADANO, SI VEDE LA TARGHETTA DELLA PORTA DI CASA DI VIRGINIA, CON IL NOME RIPORTATO ELEGANTEMENTE SU FONDO ORO, ‘VIRGINIA PEDARGO’.
AL DETTAGLIO SEGUE L’IMMAGINE DELLA PORTA IN TOTALE. DALLA SINI­STRA ENTRA IN CAMPO UN GARZONE IN SPOLVERINO. LASCIA AI PIEDI DELLA PORTA UN CARTONE CON BOTTIGLIE DI VINO CHE TINTINNANO, SE NE VA.
DALLA DESTRA ENTRA IN CAMPO CIUI. SOSTITUISCE DUE DELLE BOTTIGLIE NEL CARTONE CON LE DUE CHE HA PRESO PRIMA DI LASCIARE LA FONDAZIONE, CORREDATE DI DEPLIANT SU CUI SI LEGGE L’INTESTAZIONE: ‘ISTITUTO DI PATOLOGIA DEL TESSUTO’, E SOTTO ‘FATTORIA CHICCO DI GANIMEDE – PROP. FALNEI’.
CIUI ESCE DI CAMPO.
BUIO. SIPARIO.

ATTO TERZO – SCENA QUARTA
SI APRE IL SIPARIO.

LUCE SOLARE, DIETRO UN FONDALE CHIARO L’INGRESSO IN SILHOUETTE DALLA SINISTRA DI UN COLLE CON CIPRESSI. ENTRA DALLA DESTRA UN PRATICABILE CON VIRGINIA E LEONETTA SEDUTE IN OCCHIALI DA SOLE E FOULARD, CON UN PARABREZZA DAVANTI COME D’UNA CABRIOLET, E ARIA CHE SCOMPIGLIA.
VIRGINIA
Sorgeva in fondo a grado a grado un colle
o gremito di rosse uve nei tralci
o nereggiante d’ancor fresche zolle.
Lenti lungo il ruscello erano i salci,
lunghi per la sassosa erta i cipressi..
LEONETTA
Atlante starnutì tutto sconvolse
dell’orbe il gran macigno sulle spalle
e ora che mi hai fatto due gran palle.. (RIDONO) Piano Virgi dovremmo esserci, quello ha detto quando spoggettate l’è dopo la ‘urva”..
I PRATICABILI ESCONO. SI ALZA IL FONDALE E SCOPRE UN PUTEALE.
DALLA SINISTRA ENTRANO VIRGINIA E LEONETTA. SORREGGONO UN INVOLUCRO CIRCOLARE, E AVANZANO VERSO IL POZZO. SI AFFACCIA DALLA DESTRA UNA DONNA, ZITA.
ZITA
Buongiorno..
VIRGINIA
Buongiorno, c’è la signora Zita per favore?
ZITA
Sono io, è lei che ha telefonato stamane mattina? (ALL’ASSENSO) Acciderba avete preso il razzo?
ZITA LANCIA UN SEGNO D’INTESA A VIRGINIA CHE LEONETTA DIETRO NON PUO’ VEDERE.
Dunque lei è Virginia..
VIRGINIA (ANNUENDO)
E lei Leonetta.
ZITA
Datemi questo coso.. Venite..
ZITA PRENDE D’AUTORITÀ L’INVOLUCRO, DALLA DESTRA ENTRA UN’ALTRA DONNA, CLOTILDE.
ZITA
Ecco la visita romana, chi dice che giù si girino i pollici è servito. Virginia e Leonetta..
CLOTILDE
Clotilde Falnei.. Se non sbaglio avete un gonfalone vero?
VIRGINIA
Sì, vecchiotto e piuttosto pregevole. Purtroppo il supporto di tessuto ha ceduto in alcune parti e la pellicola pittorica è a rischio.
CLOTILDE
Portiamolo di là e lasciamo che si stabilizzi a temperatura ambiente.. Come avete saputo del nostro Istituto?
VIRGINIA
Ne avevamo sentito parlare in ambito specialistico, ma a dire il vero la molla è stata un grazioso depliant che accompagna il vostro vino..
CLOTILDE
Davvero? Mi sorprende perché non è in commercio. Prego accomodatevi..
CLOTILDE FA STRADA, ESCONO.
BUIO, LUCE.
ZITA E VIRGINIA RIENTRANO DALLO STESSO PUNTO E SI AVVIANO IN DIREZIONE OPPOSTA.
VIRGINIA
Allora Zita mi può dire qualcosa di questo dottor Ermete?
ZITA
Mi raccomando non si faccia sentire, gliel’ho accennato al telefono, per Clotilde questo è un gran cruccio perché il dottorino non si fa mai vedere, l’unico figlio capisce? Ma non si prendono..
VIRGINIA
E è vero che è settimino?
ZITA (FULMINATA)
E questo come lo sa?
ESCONO. BUIO, LUCE. ENTRANO CLOTILDE E LEONETTA.
CLOTILDE
In un restauro integrativo si ripristina anche il colore originale del filato, per il rosso chermes, robbia, oricello o verzino, per l’azzurro indaco o guado, per il giallo zafferano o reseda, e così via..
LEONETTA
Per il broccato a trama usate il telaio Jacquard?
CLOTILDE
Brava, 200 o 400 a seconda dell’ordito.. Adesso glieli faccio vedere in funzione, di qua..
ESCONO DALLA QUINTA DI DESTRA.DALLA SINISTRA ENTRA UN PRATICABILE CON UNA BOTTICELLA. SEGUONO VIRGINIA E ZITA.
ZITA
Capisce? Lei non si ricordava nulla e non sapeva nulla.. solo quando le crebbe la pancia si scoprì che era incinta, a sedici anni capisce? E ricostruendo a posteriori gli avvenimenti si risalì a quella malaugurata festa di Carnevale, l’unica possibilità da prendere in considerazione perché lei coscientemente non era stata con nessuno, mai.
ZITA FA VEDERE A VIRGINIA UN ALBUM DI FOTOGRAFIE, E SPILLA DEL VINO DALLA BOTTICELLA.
ZITA
Questo non lo conosce, è il Rosso Afrodite riserva.. Danno una mano tutte le ragazze dell’Istituto come vede.
VIRGINIA (GUARDANDO LE FOTO)
Non solo una mano..
ZITA
Sa si partiva dal principio d’una pigiatura soffice, naturale come una volta e fatta per vezzo con i piedi, ma contagiate dall’euforia le ragazze poi hanno cominciato a saltarci su e a farci il bagno ignude, e alla fine questa intimità diciamo è diventata la caratteristica del vino..
ZITA PORGE L’ASSAGGIO A VIRGINIA, CHE DOPO UN ATTIMO DI ESITAZIONE, COLPITA DAGLI EFFLUVI, BEVE.
VIRGINIA
Ma è assolutamente straordinario..
ZITA
Vero? Succoso e vellutato come le carnine di queste figliole beata gioventù..
VIRGINIA SI PORTA UNA MANO AL NASO, DA CUI PERDE SANGUE. ZITA L’AIUTA CON DEI FAZZOLETTINI.
ZITA
Oh cara non è nulla via, basta stringere un po’ i lati del naso e l’emorragia si arresta.. Venga..
ESCONO. ENTRANO CLOTILDE E LEONETTA. SI FERMANO AL POZZO.
LEONETTA
Quindi il tema della melagrana era ricorrente nei tessuti..
CLOTILDE
Sì, perché era ricco di implicazioni simboliche, nella tradi­zione classica significava fertilità, in quella cristiana re­surrezione, motivi che poi si saldano nella Rinascenza. Zita potrà farle vedere la combinazione delle trame, a ogiva, perpendicolari, a sviluppo diagonale. Oh eccola..
ENTRANO ZITA E VIRGINIA. SI AVVICINANO.
LEONETTA (A VIRGINIA)
Sto seguendo un’esposizione interessantissima..
VIRGINIA
Mi dispiace averla persa, ma è memorabile anche la cantina..
VIRGINIA ESTRAE DA UN TASCHINO IL SUO OROLOGINO. CLOTILDE LO RICONOSCE ALL’ISTANTE COME PROPRIO CON UN TUFFO AL CUORE. IL SUO TURBAMENTO VIENE COLTO DA ZITA.
VIRGINIA
Forse è un po’ tardi e dovremmo andare..
CLOTILDE
Proprio all’ora di pranzo? Zita, non sei andata alle pietraie stamani? E non abbiamo uno spuntino tartufato da offrire?
BUIO.
ESCONO DI SCENA, IL POZZO ARRETRA DI UN PO’. ENTRA UN PRATICABILE DALLA SINISTRA CON UNA VETRINA DI OROLOGI D’EPOCA, PREZIOSI. VI ARRIVANO CLOTILDE E VIRGINIA.
CLOTILDE
Questa è la vetrina più interessante..
VIRGINIA
Come sono belli..
CLOTILDE
Hanno tutti la cassa in oro e il quadrante decorato con agemine, o a placchette di smalto come il suo..
CLOTILDE HA IN MANO L’OROLOGINO DI VIRGINIA, LO METTE IN LUCE.
.. che ha una lavorazione molto fine. Quale le piace di più di questi?
VIRGINIA
Forse quello..
CLOTILDE
Condivido la scelta, un Langellier, non è certo ma forse appartenne a Galileo, che insegnò matematica da queste parti.. È suo..
VIRGINIA
Ma non posso assolutamente accettare..
CLOTILDE
Oh cara la prego, è un piccolo dono che le faccio volentieri, così le potrei chiedere in prestito il suo per un po’..
VIRGINIA
Ma questo non è un piccolo dono, è una follia..
CLOTILDE
Mi creda per me è una gioia, perché è nelle mani di chi sa apprezzarlo. Se non accettasse non mi sentirei di trattenere il suo neanche per un istante, e invece mi piacerebbe poterlo esaminare con calma, almeno fino al suo ritorno, sempre che ciò non le crei problemi con chi gliel’ha donato.
VIRGINIA
Questo proprio no, come le dicevo con mio marito non ci vediamo. E lo può tenere tutto il tempo che vuole senza contropartite, tanto meno così onerose..
CLOTILDE
Mi diceva che sta da queste parti vero?
VIRGINIA
Mio marito? Sì, forse lo conoscerà pure, o l’avrà sentito, è uno studioso abbastanza noto..
BUIO.
CALA UN VELARIO NEUTRO. ENTRA DALLA SINISTRA IL PRATICABILE COL CAMERINO DELLA FONDAZIONE. ERMETE SI STA TRUCCANDO ALLO SPECCHIO, UNA PARRUCCA, BAFFETTI, OCCHIALINI (SIMULA IL PERSONAGGIO DI GILBERTO, FIGLIO DEL COMANDANTE DEL MER­CANTILE GINEVRA, COME POTREBBE ESSERE ATTUALMENTE). IL PRATICABILE ESCE SULLA SINISTRA.
DAL BOCCASCENA DI DESTRA ENTRA VIRGINIA, ATTRAVERSA SEGUITA DA FRANCESCA.
FRANCESCA
Dottoressa è arrivato il preventivo Comeco.
VIRGINIA
Finalmente, allora prepariamo subito posta per Bull & Rama.
FRANCESCA SI DISPONE A PRENDERE APPUNTI SU UN TACCUINO.
Cari mister Bull e mister Rama, eccovi il nuovo preventivo in ottemperanza alle disposizioni di Salomon, e con l’occasione vi mando anche una buona notizia, riguarda il plico che lo stesso Salomon vi ha lasciato. Credo di essere vicina alla soluzione e di aver trovato la persona che cercate da tanto tempo. Saluti con affetto.
VIRGINIA PROSEGUE, FRANCESCA TORNA SUI SUOI PASSI. ESCONO DAI RISPETTIVI BOCCASCENA.
DALLA SINISTRA ENTRA LA TORRETTA CON ERMETE CHE HA RIGUADAGNATO LE PROPRIE SEMBIANZE. SI ALZA IL FONDALE E SCOPRE IL PALCOSCENICO DEL TEATRINO CON IL SIPARIO CHIUSO.
ENTRA VIRGINIA. PRENDE POSTO SULLA DORMEUSE. SI APRE IL SIPARIO DEL TEATRINO. VIRGINIA ACCENNA A UN SALUTO CON LA MANO, L’AUTOMA DAL FONDO RICAMBIA.
VIRGINIA
Cominciamo con le novità, mi sono tagliata con le forbici. Le avevo prese senza rendermene conto pensi, deve essere per questo senso di estraneità che provo nei confronti di me stessa, tanto che non ho più alcuna paura di guardarmi allo specchio. Davvero. (SI ALZA, VA ALLA SPECCHIERA, SI GUARDA DISINVOLTA CON LA CAPPA APERTA) Purtroppo non è il corpo mio perché io non sono abituata ad averne uno se non quando mi fa male da qualche parte. E è raro anche questo perché godo di ottima salute. (Fa qualche passo, continua a drappeggiarE la cappa incurante di mostrarsi) Mi piacerebbe uscire da questa situazione e mi piacerebbe avere un corpo anche per le cose piacevoli, naturalmente oltre al mangiare, perché potenzialmente avrei sensi molto sviluppati, gusto, olfatto, vista, udito, forse mi manca il tatto, toccare, è come se avessi sempre paura di ferirmi e del resto è proprio ciò che m’è accaduto..
E forse mi manca l’essere toccata, come si dice con un eufemismo? Essere amata. E c’è un’altra cosa che mi piacerebbe, fare due chiacchiere con lei senza questa distanza sconsiderata.. Ho cose importanti da dirle, che la riguardano..
VIRGINIA SCENDE NELLA PLATEA FITTIZIA. S’AVVICINA ALL’AUTOMA.
ERMETE
Si fermi la prego..
VIRGINIA
Sono io a pregarla d’ascoltarmi, ho un messaggio per lei che viene da lontano, si tratta di una cosa delicata..
ERMETE
Si fermi, la realtà non è da questa parte, sta facendo un errore..
VIRGINIA (ALL’ALTEZZA DELLA SAGOMA, FA PER TOCCARLA)
E dov’è allora? Me lo dica..
ERMETE
Allor èlla babela frasaglie allurpiche dronta parlocco co co ci clicco sbomma arta arta nennino..
VIRGINIA ASCOLTA SORPRESA LA DISSOLUZIONE DI SENSO, E MOSSA DA UN DUBBIO AFFERRA IL MANTELLO DELL’AUTOMA E LO TIRA VIA. FINIMONDO, LUCI LAMPEGGIANTI E SIRENE. VEDE CHE SI TRATTA DI UN MANICHINO MECCA­NICO, CON UN FALLO CHE SI ERGE E SI RITRAE AL SUONO DI UNA TROMBETTA STRIDULA COME UNA LINGUA DI MENELIK. ARRETRA INORRIDITA, LE MANI ALLE ORECCHIE.
VIRGINIA (GRIDANDO)
Basta.. Basta..
CON LA CODA DELL’OCCHIO VEDE IL FALLO DEL MANICHINO CHE SI INVAGINA NELLA CAVITÀ PELVICA..
VIRGINIA
Ermete Falnei dove si nasconde? Le devo parlare, ho un messaggio per lei da parte di Clarice..
ERMETE, SI ALZA, A SUA VOLTA MANI ALLE ORECCHIE. VIRGINIA ARRETRA ANCORA, FINO AD ARRIVARE AL PROSCENIO REALE. SI VOLTA.
VIRGINIA (QUASI PIANGENDO)
Ermete Falnei risponda.. ho un messaggio importante per lei..
ALLE SUE SPALLE CALA IL FONDALE. TACCIONO LE SIRENE, CESSANO I LAMPEGGIAMENTI. ERMETE PREME UN TASTO, PARLA AL MICROFONO. LA SUA VOCE SI TRASFORMA IN USCITA IN QUELLA DI VIRGINIA (DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA), CHE RISUONA AMPLIFICATA.
VOCE DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Virginia piccola mia l’hai combinata grossa e adesso dovrai sopportarne le conseguenze..
VIRGINIA (SI GUARDA ATTORNO STUPITA)
Chi è?
VOCE DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Sono il tuo corpo, quello che tu non senti di avere..
BUIO. SIPARIO. 



ATTO QUARTO – SCENA PRIMABUIO.

NOTA MUSICALE, SIBILO CHE SI FA BOATO, UN GROSSO AEREO IN AVVICINAMENTO PER L’ATTERRAGGIO.
ENTRANO DALLA PLATEA DUE YANKEES, CAMMINANO MOLLEGGIATI VERSO IL PALCOSCENICO, BERRETTI A VISIERA, GUANTI DA BASEBALL, UNA PALLA CHE SI LANCIANO. MASTICANO GOMMA, HANNO UNA SACCA SULLE SPALLE CON IL CARTELLINO DI UNO SCALO. SONO JIMMY E TOMMY, EMISSARI DI MISTER RAMA, DEL ‘BULL & RAMA’.
SALGONO LE SCALETTE, SI SEPARANO PER ESAMINARE I BOCCASCENA, POLLICE OK SI RIAVVICINANO, ENTRANO NELLA FESSURA DEL SIPARIO CHIUSO.
ECO DI UN CANTO TRIBALE, SI APRE IL SIPARIO, I DUE NON CI SONO PIÙ. LA SCENA VUOTA È DELIMITATA DA UN VELARIO, AL CENTRO SI AGGIRA ERMETE, IN TUTA DA REALTÀ VIRTUALE, E UN VIDEOCASCO SUGLI OCCHI. CELLULARE AMPLIFICATO, RISPONDE IN VIVA VOCE.
ERMETE
Pronto?
VOCE DI GUIDO
Ciao, siamo noi..
ERMETE
Ciao, scusatemi ma stavo facendo una passeggiata in Africa una trentina di anni fa, nel rigoglioso giardino del consolato che ospitava il padre di Virginia, tra acacie e buganvillee..
VOCE DI GUIDO
Come come?
ERMETE
Sono arrivate le nuove tute. Rispetto alle precedenti hanno una capacità illusiva superiore, e un’immersione più completa.
VOCE DI GUIDO
Si copula anche?
ERMETE
Eheh chissà, quando tornate ci potete provare.. Diana come sta?
VOCE DI DIANA
Mi stanno stritolando ma cerco di cavarmela. Senti volevo dirti rapidamente una cosa, mi sono rivista un po’ di Virginia, e sono andata a ripassare in dettaglio tutte le volte che s’è spogliata in camerino. Non ha mai portato assorbenti e non può essere un caso se viene tre volte a settimana, quindi non ha mestruazioni. Domanda, da quando?
VOCE DI GUIDO
Senti senti, la tosse delle pulci..
ERMETE (AL TOSSICCHIARE CHE SEGUE)
Già, e che tosse..
ERMETE ESCE.
SALE IL VELARIO, FONDAZIONE, SULLA DESTRA UNO SGABELLO SU CUI È VIRGINIA IN CAPPA E MASCHERA, CON UNA TASTIERA DAVANTI. SUL FONDO LO SCHERMO SPENTO. CITOFONO. VOCE DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA.
VOCE DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Eccolo..
VIRGINIA
Chi?
SI ACCENDE LO SCHERMO, ERMETE NEI PANNI DI GILBERTO (FIGLIO DEL COMANDANTE DEL GINEVRA) COME IN ATTESA DAVANTI ALLA PORTA D’INGRESSO.
VOCE DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Il nostro soggetto Virgi, si chiama Gilberto e si trova nelle stesse tue condizioni quando venisti qui la prima volta. Apri ti prego, il pulsante giallo.
VIRGINIA ESEGUE. GILBERTO ENTRA E SPARISCE DI CAMPO.
VIRGINIA
Ma come sarebbe..
VOCE DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Un passaggio di consegne, ora il testimone ce l’hai tu. Sai la faccenda della catena transitiva no? Gli anelli che si agganciano e così via. Prova a immaginare un trenino che fa un percorso circolare, al quale si aggiungano tanti vagoni quanti ne contiene il binario, alla fine la locomotiva si trova a trainare quelli dietro e a sospingere quelli avanti..
VIRGINIA
E la locomotiva chi è?
VOCE DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Ognuno che ne faccia parte, perché è impossibile distinguere fra impulso e inerzia..
SULLO SCHERMO RIAPPARE L’IMMAGINE DI GILBERTO, SI SPOGLIA IN CAMERINO.
VIRGINIA
Ma che fa questo cretino.. Che schifo..
VOCE DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Un uomo che si spoglia Virgi..
VIRGINIA
Bell’affare.. E poi allora anch’io sono stata vista nuda!
SULLO SCHERMO APPARE AL POSTO DI GILBERTO L’IMMAGINE DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA, PERFETTAMENTE UGUALE A LEI, CHE SI ALLACCIA PUDICAMENTE UNA CAPPA COME LA SUA.
 
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Beh che male c’è?
VIRGINIA (STUPEFATTA)
E tu chi sei?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Te l’ho detto, sono la tua immagine..
.
.
VIRGINIA
Non avevi detto di essere il mio corpo? Quello che io non sentirei di avere?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Ebbene hai mai visto un corpo senza immagine? E io sono la tua vera immagine, quella che appare agli altri e che tu non puoi vedere. Vieni, avvicinati ti prego..
VIRGINIA (TOGLIENDOSI LA MASCHERA)
Questa non credo che serva più.. L’anonimato dunque era un imbroglio..
SI AVVICINA ALLO SCHERMO. L’IMMAGINE DEL VIDEOCLONE PASSA DAL MEZZO BUSTO ALLA FIGURA INTERA.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Ecco, adesso dimmi, se ti fa male il fegato dove ti tocchi?
VIRGINIA SI PORTA LA MANO SULLA DESTRA. IL VIDEOCLONE SIMULA L’EFFETTO SPECULARE E SI PORTA LA MANO SULLA SINISTRA.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Ecco vedi, se fossi il riflesso di uno specchio ti corrisponderei così. Ma si è mai saputo di un fegato a sinistra?
IL VIDEOCLONE CAMBIA MANO, SI TOCCA LA PARTE DESTRA.
Naturalmente no.. Capisci? Senti, vedo che è pronto, vuoi premere il pulsante blu per favore?
VIRGINIA ESEGUE.
LO SCHERMO SALE, SCOPRE IL SIPARIO DEL TEATRINO VISTO DALLA PARTE DELLA PLATEA E DELL’AUTOMA, CHE SI APRE SULLO SCENARIO CONSUETO IN CONTROCAMPO, IL TAVOLINO A DESTRA, E LA SPECCHIERA A SINISTRA, COME LA TESTIERA DELLA DORMEUSE, SU CUI C’E’ LA FIGURA DI GILBERTO IN MASCHERA E KIMONO.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Avanti Virgi fai gli onori di casa e ricorda che per te parla l’automa in platea. Per dargli voce devi premere ogni volta il pulsante rosso. Ah una piccola raccomandazione, in linea di principio non dare giudizi, e non seguire un filo logico ma la fantasia.
VIRGINIA (SI SCHIARISCE LA VOCE, PREME IL PULSANTE ROSSO)
Buongiorno Gilberto, benvenuto..
GILBERTO
Buongiorno, grazie.. Posso sapere con chi parlo?
VIRGINIA
No, non ha importanza. Saprà che in questo luogo vale la regola dell’anonimato.. (GESTO DI SCONFESSIONE) E se è vero che io conosco il suo nome e non il contrario questo è semplicemente perché l’oggetto dell’interesse è lei.. (IL VIDEOCLONE SI COMPLIMENTA) Veniamo al dunque, mi racconti qualcosa di sé, quello che vuole, evitando però riferimenti che possano tradire un’identificazione.. Lei è marito?
GILBERTO
No per carità..
VIRGINIA
È fi.. ha una relazione?
GILBERTO
No, sono solo come un can..
VIRGINIA
Sento che viene dal Nord..
GILBERTO
Dall’Alto Adriatico, lavoro qui da due anni..
VIRGINIA
E come si trova?
GILBERTO
Non ho rapporti. Vedo un occhio ottuso, indifferente, greve e brutale, che ha smarrito l’ironia epicoria e apostrofa strafottente, vulnerando cortesia fraintesa debolezza, né c’è sguardo a succhiello dell’insidia saracena a frollar ginocchia e l’alvo, ma solo stelline di un pugno sul naso..
VIRGINIA (NON È CERTA DI AVER CAPITO, SI LISCIA LE BRACCIA)
Quanto salta in alto?
GILBERTO
Settanta centimetri con il booster.
VIRGINIA
E in basso?
GILBERTO
Non ho bisogno di saltarci, ci sto già.
VIRGINIA
Perché?
GILBERTO
Sono gesso senz’anima, non sto ritto. Ho densità di chiara montata, il trivello squacquerello.. La gramigna abbarbicata mi gela il sangue.. E sento la risata, sguaiata, sguaiata che non langue..
VIRGINIA
Chi ride?
GILBERTO
Loro, le donne..
BUIO. SIPARIO. 

ATTO QUARTO – SCENA SECONDASI APRE IL SIPARIO.

VELARIO CHIARO, LUCE SOLARE. INGRESSO DALLA DESTRA DEL COLLE CON I CIPRESSI IN SILHOUETTE. ENTRA DALLA SINISTRA UN PRATICABILE CON CLOTILDE E ZITA CHE MANGIANO UNA MELA, SEDUTE AI PIEDI D’UN ALBERO CUI SONO APPOGGIATE DUE BICICLETTE.
CLOTILDE
Non vedo perché dovresti arrossire. All’epoca era tradizione, le fantesche più carine avevano cura di rivelare il mistero al giovanino in erba, in cambio ricevevano una dote. Pensa che tempi, come il ‘ius’ di prima notte.. Io però te lo chiesi come un favore, lo vedevo così gracile.. proprio un bimbo prematuro..
ZITA
Perché nel fondo di te l’avevi rifiutato. Forse non gli perdonavi che la sua esistenza fosse stata la rovina della tua..
CLOTILDE
Allora, com’era?
ZITA
Un pepe meraviglioso..
CLOTILDE
E come cominciasti?
ZITA (SCHIARENDOSI LA VOCE)
Cominciò lui. Una sera chinandomi per rincalzargli le coperte mi vide le pocce, e gli lessi negli occhi la scintilla grufolina, mi confessò che gli sarebbe piaciuto tanto toccarle e mi chiese perché a quell’idea gli crescesse il pipino come il naso di Pinocchio. Eppure mi assicurò non stava mica dicendo una bugia! Era malizioso il tuo bimbo..
T’ho detto la mia ora dimmi la tua, giacché ti vedo strana da un po’ e questo sembra il giorno dei ricordi..
Perché dopo tanti anni vuoi tornare alla Graziosa? Vuoi correre dietro ai fantasmi del passato? Eppoi se il professore che ci sta ora lo conosci solo di vista non è disdicevole arrivare così? Anche se governante e fattore un tampo servivano la tua famiglia non mi sembra la malleveria consona per una presentazione.
CLOTILDE
Il professore oggi è fuori. Ho parlato con Rosa, le ho annunciato il nostro arrivo ed è subito entrata in agitazione. A proposito, credo che suo fratello ti stia aspettando con ansia e che abbia rinunciato ad andare a caccia.. Dice che gli neghi perfino il saluto..
ZITA
Che sciocchezza ma ti pare? Dopo vent’anni.. Senti, una curiosità, perché hai voluto portare le salsicce? Se è per loro si offenderanno, anche perché come le fa Germano..
IL PRATICABILE E LA SILHOUETTE NEL MOTO S’INCROCIANO. LATRATO MINACCIOSO.
CLOTILDE
Non vorresti intrattenerlo mentre Rosa mi condurrà in visita? Sono ansiosa di vedere come sarà la pinacoteca, prima che l’aprano al pubblico.. (GUARDA ZITA) E ansiosa di saper nutricate voglie sopite, e sprimacciate floride forme da manacce boscherecce aduse a prede di pelo..
ZITA
Ora mi fai arrossire per davvero. Andiamo dai, s’è messo a tramontana e comincia a frizzare.. (SI ALZA)
CLOTILDE (ALZANDOSI A SUA VOLTA E RESPIRANDO A FONDO)
Tramontana sta tre giorni e si allontana, e fra tre giorni sarà luna piena, proprio come trentasette anni fa..
IL LORO PRATICABILE ESCE DI SCENA, E COSÌ I CIPRESSI. BUIO. SI ALZA IL VELARIO, SCOPRE L’INTERNO DELLA FONDAZIONE CON SGABELLO E TEATRINO. LO SCHERMO È SPENTO. ENTRA ERMETE, PORTA SU UN CARRELLO UN AUTOMA CHE HA IL KIMONO DI GILBERTO, LO ADAGIA SULLA DORMEUSE, LO COMANDA DAL CELLULARE PER UN COLLAUDO DEI MOVIMENTI.
.
DAL BOCCASCENA DI DESTRA ENTRA VIRGINIA, CHE ATTRAVERSA IL PALCOSCENICO. DIETRO JIMMY, BERRETTO E CHEWING-GUM, CHE LA SEGUE DI NASCOSTO TRASTULLANDOSI CON UNO YO-YO. ESCONO.
CITOFONO. SEMPRE COL CELLULARE ERMETE ACCENDE LO SCHERMO, CON L’IMMAGINE DI VIRGINIA ALL’INGRESSO. APRE, VIRGINIA ENTRA, E SPARISCE DAL CAMPO VISIVO. UN ISTANTE DOPO PERÒ SUBENTRA L’IMMAGINE DI JIMMY, CHE SI AVVICINA ALLA TARGHETTA DELLA FONDAZIONE.
ERMETE È SORPRESO DELL’INTRUSIONE, POI QUANDO JIMMY SE NE VA CHIUDE IL SIPARIO DEL TEATRINO E ESCE.
VIRGINIA ENTRA, ATTRAVERSA IL PALCOSCENICO CON ARIA ASSORTA, VA A PRENDERE POSTO SULLO SGABELLO. SI ACCENDE LO SCHERMO, COMPARE IL SUO VIDEOCLONE.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Buongiorno Virgi..
VIRGINIA (UN PO’ SPENTA)
Buongiorno Alter Ego.. Come va?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Ah ah, bene.. Ehi, perché quella faccia?
VIRGINIA
M’è successo un altro fatto inspiegabile, che non riguarda però solo me ma anche Ermete. A questo punto è necessario che io parli direttamente con lui, è davvero urgente, tu puoi aiutarmi?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Virgi, purtroppo la tua è una richiesta che si basa su un presupposto fallace, una petitio principii in cui dai per scontata l’esistenza di un tale che si chiama Ermete, e dai per scontato che ammesso che esista sia una persona in carne e ossa. In realtà Ermete potrebbe essere solo un’immagine, ritagliata in quel nulla della sua funzione che gl’impedirebbe di essere anche storia e persona, e di ricevere segnali per questa via..
VIRGINIA (INALBERANDOSI)
Ma a me della sua funzione non me ne importa un accidente.. né della sua ritrosia deontologica! Io voglio parlare con l’Ermete Falnei che la domenica mangia il dolce, hai capito? O no?
CITOFONO. SI ACCENDE LO SCHERMO, GILBERTO ALLA PORTA.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Il giallo..
VIRGINIA PREME MECCANICAMENTE IL PULSANTE. SI VEDE GILBERTO ENTRARE E SPARIRE DAL CAMPO VISIVO (UN FILMATO IN DIFFERITA).
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Sai Virgi a giudicare dalla tue reazioni si direbbe che sei in un momento molto delicato perché stai difendendo il tuo guscio con le unghie e con i denti. Già dalla volta scorsa, se no non saresti qui a tribolare. Stai provando in tutti i modi a smontare il meccanismo per neutralizzarlo, perché non vuoi guardare dentro di te. A proposito, vedrai che Gilberto farà più o meno lo stesso, chissà cosa non inventerà per cercare di rompere il giocattolo, appena si comincerà a frugare nel cestino delle sue cartacce. Ma senti, per curiosità, che ti è successo? Poi vedremo sul da farsi..
VIRGINIA
E’ successa un’altra cosa inspiegabile e inquietante. Stamattina aprendo la cassaforte del mio ufficio mi sono accorta che è sparito un documento che riguardava Ermete.. Non ci sono segni di effrazione, e la combinazione è nota solo a me e al mio studio legale, che però è il mittente del documento e sta dall’altra parte dell’oceano..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Che genere di documento?
VIRGINIA
E’ un messaggio postumo, registrato su una videocassetta. Per fortuna ho rispettato le consegne della prudenza e ne ho cancellato la parte significativa, ma non mi aspettavo che potesse esserci un rischio effettivo. E dalla cassaforte non manca nient’altro, quattrini compresi, tutto in ordine come se non ci avesse messo mano nessuno.
Quindi o qualcuno ha preso la cassetta, ma chi come e perché, o non è vero che io ce l’abbia messa e allora mi sto avviando verso la follia, dato anche il precedente fresco fresco del mondo a rovescio che non mi fa più giurare sul mio equilibrio. Adesso non credi che Ermete debba ascoltarmi?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Mi auguro con tutto il cuore Virgi che da queste pareti echeggi la tua istanza fino al giusto orecchio, intanto credimi, se vuoi guadagnare un elemento a favore dà una mano al tuo pupillo, che ti aspetta fiducioso. Pulsante blu, poi il rosso..
VIRGINIA ESEGUE, E SI APRE IL SIPARIO DEL TEATRINO, DOVE SULLA DORMEUSE È DISTESO L’AUTOMA CHE RAFFIGURA GILBERTO.
VIRGINIA
Buongiorno Gilberto.. Come va?
GILBERTO
Buongiorno Entità. Maluccio..
VIRGINIA
Ah ah.. Ma è magnifico, poteva anche andar peggio..
GILBERTO
Eh sì, l’ho scampata bella non crede? Magari oggi potevo avere un piede solo o due denti di meno.. E lei come sta?
VIRGINIA
Come un elettrone positivo..
IL VIDEOCLONE FA L’OCCHIOLINO A VIRGINIA E DISPARE, LASCIANDO VUOTO LO SCHERMO. VIRGINIA ACCENNA CON UN GESTO QUASI A INSEGUIRE L’IMMAGINE CHE SVANISCE, POI DESISTE E PROSEGUE.
VIRGINIA
Ricorda dove eravamo rimasti? Rammentava un sabato di tanti anni fa, e un qualcosa che riguardava sua madre.. senza però che sia stato in grado di aggiungere altro. Come fa a sapere che fosse un sabato?
GILBERTO
Perché il giorno dopo era domenica..
VIRGINIA
Si sposta il problema di una casella. Da che nasce questa certezza?
GILBERTO
Il giorno dopo era domenica.. Ricordo la ferita nel più intimo, il naso schiacciato alla finestra a guardare oltre l’alone appannato da orbite e respiro.. Era di bora, il traslucido portava l’eco di campane querule a folate, smaltava il panorama dei bastimenti.. E più nulla, un aldilà beffardo della memoria che mi fa sapere di una dimenticanza senza dirmi di che. Un vuoto in chiaroscuro, sa quando si dimentica una parola, o un nome? Che si compita l’alfabeto alla ricerca dell’iniziale più probabile, o si segue la traccia presunta di una sillaba assonante?
VIRGINIA
E non ha assonanze in questo caso?
GILBERTO
Forse il kimono che indosso, mia madre ne aveva diversi, glieli aveva portati mio padre.. forse quel mattino di domenica ne provai uno e lei non c’era.. ecco, lei non c’era.. Era a fare l’inventario dai nonni paterni, che avevano un negozio di stoffe molto rinomato. Lei ci aveva lavorato come commessa e loro continuavano a considerarla tale. Li detestava, diceva che erano avari e malfidi, e che per quella ragione mio padre aveva scelto il mare.
SULLO SCHERMO LA MADRE DI GILBERTO IN UN FILMINO D’EPOCA. È VISTA DI SPALLE, ATTILLATA E PROVOCANTE, SI VOLTA, FA L’OCCHIOLINO. L’IMMAGINE SVANISCE, E DA UNA FINESTRELLA RIAPPARE IL VIDEOCLONE DI VIRGINIA, CHE SI INGRANDISCE A TUTTO SCHERMO.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Vedo che è stato trovato un po’ di materiale biografico Virgi e forse ci potrà aiutare. Quella mi sa che era la madre..
VIRGINIA
Ma chi l’ha trovato? E come?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Quelli che stanno nella scatola successiva alla nostra penso ma non li conosco di persona. È probabile che ci sia dell’altro e vedrai che se continui apparirà d’ufficio..
VIRGINIA
Cosa faceva suo padre?
GILBERTO
Navigava, era comandante nella marina mercantile. Stava fuori anche per sei o sette mesi di fila e quando tornava era sempre per poco.. Alla fine sembrava un intruso che venisse a turbare una complicità segreta fra me e mia madre, e non vedevamo l’ora che se ne andasse.
Solo che quel giorno, ecco, quella domenica mattina, guardando verso il mare ebbi chiaro il presentimento che non l’avrei più visto..
VIRGINIA
E fu così?
GILBERTO
Sì, e mi sento ancora oppresso da quella sensazione come se ne avessi la colpa. In seguito sapemmo che soffriva di cuore, l’aveva tenuto nascosto.
Il suo ultimo viaggio fu lungo le rotte dell’East-Africa, e la sua ultima lettera fu spedita da Mombasa. Mi raccontava di aver incrociato nel golfo di Aden una nave piena di cammelli, e poi appena doppiato capo Guardafui di non aver mai visto tanti delfini tutti insieme..
IL VIDEOCLONE DI VIRGINIA SCOMPARE. SULLO SCHERMO UNA FOTO DEL GINEVRA IN NAVIGAZIONE CON IL NOME IN EVIDENZA.
VIRGINIA (A SÉ STESSA STUPEFATTA)
Il Ginevra! (PULSANTE ROSSO) Dove era diretto?
GILBERTO
A Dar es Salaam.. Ma non ci arrivò, si sentì male prima, fu sbarcato a Zanzibar cadavere..
VIRGINIA
Come si chiamava la nave?
GILBERTO
Mi pare Ginevra..
VIRGINIA
E quando successe?
GILBERTO
Trent’anni fa..
VIRGINIA
Mio dio..
RICOMPARE IL SUO VIDEOCLONE.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Che c’è Virgi?
VIRGINIA
Hai sentito della nave? Era d’un armatore amico di famiglia e in quel viaggio a bordo c’ero anche io, con mia madre..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Non me ne avevi mai parlato..
VIRGINIA
Non ne ho ricordi diretti, ero una bambina.. Sono cose che ho saputo quando ero più grande..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
E dove andavi?
VIRGINIA
Raggiungevamo mio padre, nominato console a Dar es Salaam..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Ci torneremo ma adesso incalzalo, ho l’impressione che voglia parlare..
VIRGINIA
Cos’era questa complicità con sua madre?
IL SUO VIDEOCLONE SCOMPARE DALLO SCHERMO.
GILBERTO
Eh? .. Pa.. paparà.. ppa parà parà.. parà parà..
GILBERTO ATTACCA DEI VOCALIZZI MIMANDO STRUMENTI.
VIRGINIA
Avanti non faccia il cretino regressivo.. o la devo richiamare come l’altra volta.. 

GILBERTO (FERMANDOSI DI COLPO)
C’era un uomo.. Pa.. paparapàppa parà parà parà parà.. Tum te tum tum tum.. Ch tu tu ch tu tu..
RICOMPARE IL VIDEOCLONE DI VIRGINIA.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Si è richiuso Virginia.. lascialo stare, non senti come scarroccia?
VIRGINIA
Mio dio, una gabbia di matti..
BUIO.
VELARIO NEUTRO.
PALLEGGIO DA BASKET. DAL BOCCASCENA DI SINISTRA SBUCA VIRGINIA DIRETTA DALLA PARTE OPPOSTA. LA SEGUONO JIMMY E TOMMY, CHE SI RIMBALZANO UN PALLONE, POI SI AFFACCIA ERMETE, A SPIARE L’USCITA DEI TRE. SI SENTE LA PARTENZA DI DUE AUTO. ERMETE FA UN NUMERO AL CELLULARE E ESCE. ARRIVA LA SUA VOCE.
 
VOCE DI ERMETE
Ragazzi.. ho bisogno di voi, priorità, collegatevi è urgente.. Intanto vi lascio un numero di targa, cercatene tutti i dati possibili..
NOTTURNO. TRENO. ENTRA DALLA SINISTRA UN PRATICABILE, GUIDO E DIANA SUI SEDILI CON UN PORTATILE SULLE GINOCCHIA.
DIANA
Sei sempre clandestino e deambulante?
GUIDO
Già.
DIANA
Com’è Los Angeles?
GUIDO
Cielo stinto celestino rossastro, vapori da traveggole nelle strade infuocate, un’umidità salmastra che incolla la camicia, e ogni tanto l’aerosol di un condizionatore dalla parte sbagliata che sa di senape e ketchup alle tre del pomeriggio.
DIANA
Senti mi fai vedere il percorso Polly? Così intanto comunico a Ermete qualcosa..
GUIDO (DIGITANDO)
Prendi i dati da questa finestra. Allora, abbiamo scoperto che la targa è di un’auto presa a noleggio in un’agenzia, dal computer dell’agenzia abbiamo saputo il nome del Tizio e l’albergo dove risiede, e dal computer dell’albergo abbiamo saputo che costui occupa da due giorni una stanza comunicante con Caio..
I due provengono da Los Angeles, e adesso stiamo aspettando di sapere chi siano attraverso la rete Donald. Gli puoi dire che hanno prenotato all’ultimo momento, e che cenano in camera con le voci più care del menu.
Un momento, sta arrivando qualcosa.. ehi, ma sono due manigoldi, guarda, hanno precedenti penali..
IL PRATICABILE SI AVVIA A USCIRE. E UNA GALLERIA ASSORBE LE ULTIME PAROLE DI GUIDO.
ENTRA DALLA DESTRA UN PRATICABILE CON VIRGINIA ALLA TOILETTE E LEONETTA CHE LE ACCONCIA I CAPELLI.
VIRGINIA
Così per dire mica uno ci crede, però pensa se ci fosse davvero una corrispondenza fra gli eventi.. come in quella leggenda per cui se tu premi un interruttore in un altrove del mondo uno muore.. Beh se ci credessi accenderesti la luce?
Oppure se esistesse l’antimateria, uno uguale e contrario a te ma irriducibilmente inconoscibile, condizione della tua vita e della.. del tuo andare..
LEONETTA
Queste cose impari dall’analista? Ti darei un manrovescio ma all’andata stampiglierei la cinquina su di lui..
VIRGINIA
Per la verità le sto imparando dal mio paziente..
LEONETTA
Come sarebbe a dire?
VIRGINIA
Sto in punizione e mi hanno rovesciato il ruolo.. mi hanno ‘affibbiato’ uno.. Oddio, oddio.. (ANNASPA) Aah..
LEONETTA
Calma calma Virgi, che c’è? Mi stavi dicendo del tuo paziente.. E chi sarebbe?
VIRGINIA (A TESTA IN SU STRINGENDOSI IL NASO)
Mi esce il sangue?
LEONETTA
No.. Allora, dimmi..
VIRGINIA (ALL’INIZIO QUASI PIAGNUCOLANDO)
Un giovane piuttosto strano che al dunque divaga e fa le barricate.. Parla dell’arborizzazione del destino individuale, dell’incrocio con le ramificazioni dell’altrui e d’un ipertesto personale da ritrovare, della resa solo apparente alla neurobiologia, perché se è vera l’equivalenza che allo stato biologico corrisponde lo stato mentale è vero anche il contrario, che allo stato mentale corrisponde quello biologico.. E che dunque si tratta di valutazioni indecidibili, che aprono nell’intervallo dell’oscillazione un credito all’efficacia del tempo retroattivo..
LEONETTA
Frena bella mia che non ti seguo..
LEONETTA MESCE DUE BICCHIERI DA UNA BOTTIGLIA DI VINO, NE PORGE UNO A VIRGINIA. BEVONO COMPRESE, DA INTENDITRICI.
LEONETTA
Stupefacente.. (RIPRENDE CON I CAPELLI) Hai imparato altro?
VIRGINIA
Forse sì, sai, non ho più paura di forbici e simili.. e credo che finalmente potrò andare anche io da un parrucchiere..
LEONETTA
Ma a me questo dispiacerebbe.. Che qualcuno mettesse le mani nella tua testolina..
VIRGINIA
Non sono in genere mani delicate?
LEONETTA
Pensale altrove.. Nelle loro propensioni intuibili..
VIRGINIA
Sai come lo fanno questo vino? Non ti ho detto niente, occhio non vede papilla non duole, ma la pigiatura avviene in modo un po’ particolare, la fanno le ragazze stesse, prima con i piedi, poi immergendosi nei tini con niente indosso, il pondo corporale introgolando.. Curiosa vinificazione, mi dava qualche ragionevole perplessità organolettica, poi però.. all’assaggio..
LEONETTA
Ecco perché Rosso di Afrodite allora.. troppo buono, e stasera è la volta che mi sbronzo, poi vado alla montagna e con le mani a imbuto grido il mio pentimento spargendomi di cenere:
“Sorga smodato cipiglio! Perdonoo”
E l’eco di rimbalzo senza esse:
“.. orgasmo datoci piglio per dono.. ono ono.. –
IL PRATICABILE ESCE.
SAMBA.
ENTRA DALLA SINISTRA UN PRATICABILE CON JIMMY CARPONI NELLA PARTE D’UN FLIPPER E TOMMY DIETRO CHE CI GIOCA RACIMOLANDO PUNTI SONORI. PIÙ INDIETRO UNA CUBISTA CREOLA IN TENUTA SUCCINTA ORO E PISTACCHIO ACCOMPAGNA LA MUSICA SINCOPATA, A LORO USO E CONSUMO. TELEFONINO DI JIMMY. MUSICA E CUBISTA SI FERMANO, TOMMY STOPPA LA PALLINA IMMAGINARIA SUL RINVIO CON UN VIRTUOSISMO DELLA SCHIENA. IRROMPE UNA VOCE RAPIDA E PERENTORIA, SEMBRA GRAMMELOT DI SLANG. DURA UN ATTIMO. JIMMY CONFERMA E CHIUDE.
JIMMY
Okay.. Era mister Rama.. hanno ritrovato mister Bull nel crepaccio.. Ah ah, un mucchietto di cenere che si frantuma con una schicchera ah ah ah l’autista aveva fatto pure il pieno ah ah ah..
RIDE PURE TOMMY, CHE SMETTE NON APPENA JIMMY SI FA SERIO.
JIMMY
Mi ha chiesto se eravamo pronti, domattina lui chiama per stanare la
secchiona.. 

TOMMY (ALLA RAGAZZA)
Salomè domattina tocca a te.. Ah ah..
RIPRENDE IL SAMBA.
TOMMY RICOMINCIA A GIOCARE, IL PRATICABILE ESCE SULLA DESTRA.
SI ALZA IL VELARIO. UN PRATICABILE CON BALDACCHINO E UNA TENDA CHE SI SOLLEVA, SCOPRE IL LETTO DI VIRGINIA, ILLUMINATO DA UN RIVERBERO DI LUNA, CON LA TESTIERA FRONTALE E LA TAVOLA DELL’ANNUNCIAZIONE SOPRA. VIRGINIA DORME. LEONETTA VESTITA SI CHINA SU DI LEI E LA SFIORA CON UN BACIO, POI AVANZA E SI APPOGGIA A UNA COLONNINA D’ANGOLO, SU UNO ZOCCOLO ESTERNO AL BALDACCHINO.
LEONETTA
Felice notte amica del cuore spellicciata dalla zuffa
del neo
esausta di suono della lira ciprigna l’ancia vibrante
canto imeneo
ripercossa alla calcina del ci fu una prima volta
anch’io mi beo
d’un bel cammeo d’amore ribollente dalla muffa
un fiume in piena lallato nell’ansa delirante
su per le vene pullular le tempie della svolta..
Adieu devo andar infermiera antelucana al genitore
che ha paura della cura
come senza, ormai vicino all’essenza del pallore
ticche tocche ticche e non più tocche..
Felice notte amica del cuore e del tepore..
IL PRATICABILE AVANZA. LEONETTA INVECE, FERMA SULLO ZOCCOLO INDIPENDENTE, SPARISCE RISUCCHIATA DAL BUIO.
NOTA DI MUSICA CON RICHIAMI ORIENTALI. VIRGINIA HA IL SONNO AGITATO. SI VOLTA, SI RIVOLTA, INFINE PARLA.
VIRGINIA
Babbo babbino.. i delfini.. i cammelli..
LA NOTA MUSICALE LASCIA POSTO AL CANTO TRIBALE GIÀ SENTITO.
IN PREDA A SONNAMBULISMO VIRGINIA SI ALZA DAL LETTO A OCCHI CHIUSI, E GRIDANDO VA AD ACCUCCIARSI AI PIEDI DEL TERMOSIFONE.
SUONA IL TELEFONO, MENTRE IRROMPE DI COLPO UNA LUCE DIURNA. VIRGINIA SI SVEGLIA, REALIZZA L’ACCADUTO CON UNO SGUARDO INTONTITO, SI ALZA ANCHILOSATA, CON LA CAMICIA VISTOSAMENTE MACCHIATA DI SANGUE.
VIRGINIA
Pronto?
ZITA
Pronto? Dottoressa Virginia sono Zita, oh cara dormiva?
VIRGINIA (GUARDANDO L’OROLOGIO)
Buongiorno Zita, meno male che mi ha chiamato.. in genere alle cinque il letto mi diventa di Damaste..
ZITA
Anche a me una scarpa stretta, allora mi assolve.. Senta devo dirle due cose importanti, la prima è che il gonfalone è pronto, e penso che alla sua amica farà piacere, la seconda è che devo parlare urgentemente con lei.. Non è che potete fare come l’altra volta e partire detto fatto?
VIRGINIA
Oggi è difficile, Leonetta stamattina deve accompagnare il padre che non sta bene.. E io pure ho un impegno.. Potremmo fare per domani, bisogna che senta..
ZITA
E’ una cosa urgente, che speravo di trattare a voce.. Intanto forse mi può anticipare un’informazione, perdoni la confidenza ma quando viene le spiego.. Lei ha lasciato il suo orologio a Clotilde vero?
VIRGINIA
Sì..
ZITA
Mi sa dirne la provenienza?
VIRGINIA
E’ un regalo del mio ex marito..
ZITA
Che è il professore che sta alla Graziosa?
VIRGINIA
Sì perché?
ZITA
Sa in quella malaugurata festa di Carnevale cosa ci rimise Clotilde oltre all’ingenuità? Un orologino uguale al suo..
LA TENDA DEL BALDACCHINO CALA DI COLPO. BUIO. IL PRATICABILE ARRETRA VERSO IL FONDO. UNA LAMA DI MATTINO INVESTE ZITA, CHE ENTRA DALLA SINISTRA CIABATTANDO SVELTA. LATRATO DI CANI. SI FERMA DI COLPO, COLTA DA UN PENSIERO IMPROVVISO.
ZITA
Ecco perché Clotilde si portò dietro le salsicce! Per tenersi buona i cani.. Si vede che sta tramando qualcosa e conoscendola non c’è d’aspettarsi nulla di tranquillo. Va bene che la vendetta è gustosa fredda ma trentasette anni sono un’era glaciale. Bisogna che avverta Rosa di stare attenta, di vigilare su codesto professore.. Magari senza farmi riconoscere.. non sia mai dovesse succedere qualcosa, no, no non deve succedere.. Sì sì chiamo subito Rosa..
ZITA TORNA INDIETRO, USCENDO DA DOVE È VENUTA.
ENTRA DALLA DESTRA UN PRATICABILE VANO D’UN FURGONCINO, DIANA IN GINOCCHIO I PANTALONI CALATI, E GUIDO DIETRO, STRETTI IN AMORE. LEI GUARDA VERSO LA SPONDA OPPOSTA CON UN BINOCOLO, LUI STA AL TELEFONINO. BIP DI UNA SEGRETERIA.
GUIDO
Ermete è Guido, sono le sei e mezza, questo è il primo rapporto.. (CHIUDENDO IL MICROFONO) Per la verità sarebbe il terzo..
DIANA
Sbruffone.
GUIDO
Ti chiamo dal furgoncino, sotto la casa di Virginia.. Per prudenza siamo qui dalle cinque e abbiamo fatto bene perché inaspettatamente abbiamo visto i due compari. Caio è arrivato con la solita macchina una mezzoretta fa, e poco dopo dalle nostre spalle è sbucato Tizio a piedi, che lo ha raggiunto.. e adesso sono ancora lì appostati.. Ah, passando Tizio si puliva le mani con uno straccio, che poi ha buttato e che vorrei recuperare.. Non capisco bene cosa stiano combinando, ma sento qualcosa, a tra un po’.. (CHIUDE) La sento davvero..
BUIO. IL PRATICABILE ESCE SULLA DESTRA. ENTRA DALLA SINISTRA IL PRATICABILE CON LA CUCINA DI VIRGINIA. ENTRA SVELTA DALLA DESTRA LA STESSA VIRGINIA PRONTA PER USCIRE. RAGGIUNGE LA CUCINA, SI VERSA UN CAFFÈ, RIPETE UNA CHIAMATA SUL CORDLESS. OCCUPATO, POI SUONA LO STESSO TELEFONO.
VIRGINIA
Pronto?
ROSA
Pronto dottoressa sono Rosa, perdoni se la disturbo ma le devo dire una cosa seria, e stamane non c’è neanche Germano.. Ci ho pensato un po’ poi ho deciso di rivolgermi a lei perché è l’unica che mi possa dare un consiglio.. la chiamo dalla villa, e circa un’ora e mezza fa ho ricevuto una telefonata anonima, una voce mi invitava a vegliare sul professore, perché starebbe correndo un grave pericolo.. Ho chiesto spiegazioni ma hanno riabbassato. Ora a parte la fondatezza dell’avvertimento, sempre inquietante però, pur essendo la prima volta che succede, il problema è se devo metterne al corrente il professore, che rientra stasera. Sa uno sbalzo di pressione..
VIRGINIA
Era una voce maschile o femminile?
ROSA
Non si capiva molto bene perché era contraffatta, però sembrava più una donna..
VIRGINIA
Ah Rosa vedrà che sarà una delle suffragette che gli ronzano intorno, francamente non mi preoccuperei più di tanto, comunque forse domani faccio una capatina da quelle parti e magari ne riparliamo e troviamo un modo per informare il professore, che figuriamoci se si spaventa.. Va bene? La richiamo per confermare..
ROSA
Grazie dottoressa, sa Germano va ad asparagi e al fiume son tornati i gamberi, ci si conta allora..
VIRGINIA
Sì, arrivederci Rosa..
VIRGINIA CHIUDE. IL TELEFONO SUONA DI NUOVO.
LEONETTA
Virgi..
VIRGINIA
Oh sei tu? Ti stavo aspettando.. Com’è andata?
LEONETTA
Eh.. l’ho lasciato lì e domani ricominciano gli accertamenti.. È rimasto tanto colpito dagli alberi pensa te, dal miracolo della primavera.. Li aveva lasciati stecchiti e adesso verdeggiavano rigogliosi.. Tu come stai?
VIRGINIA
Ansiosa di navigare nelle tue pupille. Sai che mi sono venute?
LEONETTA
Noo!
VIRGINIA
Però mi sa che s’è già fermato..
LEONETTA
Questo non vuol dire niente, l’importante è rompere l’incantesimo, levare la ruggine..
VIRGINIA
Mh, senti mi ha chiamato l’Istituto su, e dicono che il gonfalone è pronto. Te la senti di farci un salto domattina? Se partiamo presto alle due siamo qui..
LEONETTA
Forse sì.. perché tanto domani fino alle cinque papà non me lo fanno vedere né sentire e nei prossimi giorni invece sarà meglio che non mi muova.. (AVVISO DI CHIAMATA) Ti vogliono..
VIRGINIA
Va bene.. Allora a più tardi.. Pizzicotto culetto..
LEONETTA
Lappatina..
VIRGINIA (PRENDE LA NUOVA COMUNICAZIONE)
Pronto?
MISTER RAMA
Cara Virginia, come stai?
VIRGINIA (GUARDANDO L’ORA)
Mister Rama, che ci fa un uomo probo come lei in giro a quest’ora!
MISTER RAMA
Uno scrupolo che non mi fa dormire cara.. Da alcune informazioni che mi sono giunte, non importa come, pare che qualcuno potrebbe approfittare della confusione di questo periodo alla Graziosa a causa dei lavori di allestimento della pinacoteca, e tentare un furto di grossa entità. Sai a quali mezzi ricorre il mercato clandestino e quali le quotazioni.. Sarebbe opportuno avvertire Ludovico prima possibile, però preferibilmente di persona..
VIRGINIA
Mi dica una cosa mister Rama, ha parlato con Rosa?
MISTER RAMA
No, ma al telefono è meglio di no. Perché?
VIRGINIA
Niente.. Va bene, ci farò un salto domani..
MISTER RAMA
È una fortuna che si possa sempre contare su di te.. Ora forse riuscirò a prendere sonno, fammi sapere..
VIRGINIA
Senz’altro mister Rama, buonanotte..
MISTER RAMA
Buona giornata cara..
VIRGINIA CHIUDE, ESCE SULLA DESTRA.
BUIO.
ENTRA SEMPRE DALLA DESTRA IL PRATICABILE DEL FURGONCINO CON SOLO DIANA, AL TELEFONO. ACCANTO HA UNA BUSTA.
DIANA
Ermete è Diana, sono le nove e cinque, è il quarto rapporto, e Virginia è uscita due minuti fa. Caio la segue a piedi, Tizio invece è andato via in macchina. Guido ha recuperato lo straccio gettato via da Caio e una busta che ha buttato Tizio, e si è accodato. Sto guardando lo straccio, è sporco di grasso di macchina, risulta anche dall’odore, nella busta invece vedo dei brandelli di stoffa, si direbbe di indumenti femminili piuttosto ridotti e sgargianti, giallo oro e verde pistacchio, intrisi di profumo molto carico.. Adesso chiudo e attendo che mi chiami Guido per mettermi in moto anch’io..
BUIO
SIPARIO

 

 

ATTO QUARTO – SCENA TERZAS’APRE IL SIPARIO.

FONDAZIONE, NELL’ULTIMA CONFIGURAZIONE. IL TEATRINO HA IL SIPARIO CHIUSO. SULLO SCHERMO SOSPESO APPARE L’IMMAGINE DI VIRGINIA, CHE SI VESTE IN CAMERINO PROTETTA DA UN VISTOSO PANNETTO. METTE LA CAPPA ED ESCE DI CAMPO. AL SUO POSTO COMPARE IL SUO VIDEOCLONE, IN ATTESA. UN ISTANTE DOPO VIRGINIA ENTRA IN SCENA DALLA SINISTRA, E VA ALLO SGABELLO.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Allora Virgi come mai hai voluto anticipare la seduta a oggi?
VIRGINIA
Perché domani ho un impegno fuori e non ce la farei. Gilberto che ha detto?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Che cerca di essere puntuale.. Hai un’aria insolita, novità?
VIRGINIA
Niente di speciale.. Stanotte ho avuto il sonno un po’ agitato e ancora non mi sono ripresa, si vede dagli occhi vero? Sembro una ranocchia..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Hai sognato?
VIRGINIA
No.. Non lo so.. forse sì, ma non me lo ricordo.. è tutto confuso, ieri sera ho anche bevuto un po’..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Da sola?
VIRGINIA
No.. Con una tiade, che mi ha introdotto al culto dionisiaco per dirla senza peli sulla lingua, cioè no fuor di metafora insomma, ecco..
.
.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
E arrossisci per questo?
VIRGINIA
Ma non è vero..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
E poi?
VIRGINIA
Mi sono addormentata, e quando mi sono svegliata ero vicino al termosifone.. E mi erano venute le mestruazioni.. Che però se la sono data a gambe.. Ma che espressioni cretine mi vengono.. mi stai mettendo in imbarazzo..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Era da molto che non le avevi vero?
VIRGINIA
Dodici anni..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Scomparvero prima o dopo la morte di Clarice?
VIRGINIA
.. In quel periodo.. dopo.. Ma Gilberto non viene?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Raccontami dell’ultima volta che l’hai vista..
VIRGINIA (SOSPIRANDO)
Ho in comune lo stesso luogo con un’altra persona, che spero voglia sentirmi prima o poi. Incontrai Clarice a Urbino, io ero in partenza per l’Egeo e passai a salutarla, contando che poi mi raggiungesse al termine del suo seminario. Ricordo un terrazzino magistrale, i vapori tiepidi profumati di notturno estivo. e una luna nascente che si ergeva sui colli pezzati, punteggiati dai fuochi delle stoppie. Un gallo nei pressi cantò, un altro rispose da lontano, tutti i galli della valle cantarono. E quando tacquero si diffuse un silenzio sospeso, rotto poi dal poderoso raglio di un asino, un altro rispose, e tutti gli asini della valle ragliarono. Quindi fu la volta dei buoi, come se ogni specie facesse l’appello e i presenti si scambiassero saluti e rallegramenti..
Sull’altro versante invece al parlottìo d’una fontana si mirava l’architettura della polis: “Vi sono sere, delle sere di Corinto e di Atene.. fra canti e profumi..”
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
E la vostra conversazione?
VIRGINIA
Avevamo un’intesa che poteva renderla superflua..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Non c’era qualcosa che premesse in modo particolare a Clarice in quel periodo e di cui ti accennasse? Non so, fiocine e cazzuole?
VIRGINIA
Eh? Che vuol dire?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Avanti Virgi, maestra di reticenza.. Cosa le stava a cuore?
VIRGINIA
Non so..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Potrei aiutarti, ma avrebbe senso che ti passassi le risposte?
VIRGINIA
Beh c’era il suo impegno di volontaria, faceva parte di un comitato internazionale per la conferenza sulla donna. Si batteva perché fossero messe al bando certe tradizioni culturali cruente.. (CERCA LE PAROLE) rivolte contro l’integrità del corpo femminile..
VIRGINIA SI INTERROMPE, IN PREDA A UN MALESSERE. SI DOMINA, RESPIRA A FONDO A OCCHI CHIUSI, SI STROFINA LE TEMPIE.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Così ieri sera hai scoperto l’amore?
VIRGINIA
Non ne vorrei parlare..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Tra l’amare notte della carne e il sanguinare dell’immagine albeggiante c’è di mezzo il sognare nel dormire Virgi e il sogno è segno..
IL VIDEOCLONE SCOMPARE.
SEQUENZA FULMINEA DI REPERTORIO E EFFETTI SONORI, UN AEROSILURANTE ATTACCA UNA NAVE IN MARE APERTO, E LA COLPISCE. RICOMPARE IL VIDEOCLONE.
VIRGINIA
Fuocherello, anzi acqua.. Ho sognato un mare irenico, che ricordava piuttosto l’immagine accennata da Gilberto quando parlava dell’ultima lettera del padre. La caligine della costa piatta di sabbia, le palme affocate e polverose, l’incrocio d’una nave brulicante di cammelli che scintillano al sole, la miriade di delfini sulle ali dell’onda di prua a perdita d’orizzonte..
A bordo il cigolìo pigro della bonaccia, lo sciabordìo pacato, il rantolo remoto della sala macchine.. e sul ponte di coperta una donna di spalle, una figura che ogni tanto ritorna, sempre di bianco, con un cappello e la falda garrula al refolo incostante.. Quando si volta vedo il suo viso, un cacio olandese a boccia vermiglia..
Ma c’è anche il comandante, si sporge su dalla plancia e ha per faccia gli aculei di un riccio ..
A un certo punto due delfini dello sfondo saltano contrapposti e nell’avvitarsi s’invetriano, diventando la base molata di una specchiera coloniale. C’era un uomo davanti indefinito, seduto su una poltrona da barbiere.. Ma Gilberto allora non viene? 

IL VIDEOCLONE SPARISCE. ALONE SONORO DI UN MOTORE AEREO. SI MATERIALIZZA LENTAMENTE L’IMMAGINE DEL PADRE DI VIRGINIA COL PIZZETTO, RIQUADRATA IN UNO SPECCHIO.

VIRGINIA
No.. no ve ne prego.. Lasciate stare le mie memorie.. sono sacre..
VOCE DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Per favore Virgi non perdere il filo..
TORNA L’IMMAGINE DEL VIDEOCLONE DI VIRGINIA CON L’ESPRESSIONE CORRUGATA DI UN’ASPETTATIVA. CANTO TRIBALE.
VIRGINIA
La poltrona su cui era seduto quest’uomo mi passò vicina e volò al soffitto, verso una finestrella da cui sembrava provenisse una nenia, sì.. una voce, un coro di culture lontane.. E sopra una mensola c’era un Eros, mi teneva sotto tiro con la freccia.. e mirava..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Dove Virgi?
VIRGINIA (MANI AL GREMBO, TRASALIMENTO RALLENTATO)
Ah ah ahhhhhi..
BUIO.
IL PRATICABILE ARRETRA, VELARIO, LUNA QUASI PIENA.
ENTRA UN PRATICABILE CON CIUI IMMOBILE. SI SOSTIENE LA PANCIA CON LE MANI, GUARDA LA LUNA COME SE FOSSE IN PERFETTA SINTONIA COL MOTO CELESTE, E NE PROIETTASSE IL SENSO.
LUNA
Io sono Luna Piena Imperfetta di un giorno Ciui e tu già sai di essere incinta. Lascia compiere il mio giro, ma guarda..
DAL BOCCASCENA DI SINISTRA S’AFFACCIANO JIMMY E TOMMY MASTICANDO DA SACCHI DI POP-CORN. SCROCCHIO AMPLIFICATO.
LUNA
.. chi sono quei due satanassi? Non ti far vedere, aspettavano Virginia, che ha tardato un po’ stasera, chissà quante cose aveva da dire. Ermete le avrà capite? Avrà capito che si tratta della sua matrigna?
ENTRA DALLA SINISTRA VIRGINIA SUI SUOI PIEDI. ATTRAVERSA IN DIREZIONE OPPOSTA, MENTRE IL SIPARIO SI CHIUDE, E JIMMY E TOMMY SI ACCODANO, ENTRANDO NELL’ULTIMO SPIRAGLIO.
BUIO.

ATTO QUINTO – SCENA PRIMA
BUIO.
RINGHIARE DI CANI, VOCE DI CLOTILDE, SMORZATA MA PERENTORIA.
CLOTILDE
Kusch’ dich! (A CUCCIA)
IL RINGHIARE DIVENTA UGGIOLIO.
Gut, ja.. (BENE SÌ) Bitte, in langsamer Weise.. (PREGO LENTAMENTE) Ecco le salsicce..
SI APRE IL SIPARIO.
INTERNO DELLA GRAZIOSA. SULLA SINISTRA UNA POLTRONA INVESTITA DI LUNA DA UNA FINESTRA, CON LUDOVICO. HA UN BICCHIERE, E UN CORDLESS. RISPONDE LA SEGRETERIA DI VIRGINIA.
.
.
VOCE DI VIRGINIA
Lasciate un messaggio dopo il bip, sarete richiamati..
LUDOVICO (SCHIARENDOSI LA VOCE)
Cara Virginia, so che a quest’ora proteggi il tuo sonno silenziando il telefono. Purtroppo sono rientrato più tardi del previsto. Ho trovato il tuo messaggio, rispondo per tranquillizzarti nel caso ti svegliassi. Non ho ben capito le ragioni della tua preoccupazione, anche per­ché non le spieghi, ma sono ben contento di sapere che domani sarai qui a parlarmene di persona. Intanto ho fatto come dici, mi sono chiuso dentro, anche se il circondario tace immoto. Posso annunciarti però che hanno già installato il nuovo sistema di allarme, e che le opere più im­portanti sono ancora.. e ci resteranno fino al col­laudo generale del sistema espositivo. Io invece in aereo ho appreso una notizia che mi addolora e sconcerta. Stavo sfogliando della stampa americana, e l’occhio mi è caduto su un trafiletto in cui si annunciava la morte del noto avvocato Reginald Bull, dello studio Bull & Rama, per un incidente stradale. Era scomparso da una settimana ed è stato ritrovato per caso due giorni fa in un crepaccio, carbonizzato insieme all’autista nel rogo della sua mac­china. È singolare che ne sia venuto a conoscenza così, tu ne sapevi qualcosa? Non credo, altrimenti me l’avresti lasciato detto penso, comunque ne riparleremo. Ti saluto senza svolazzi, mi gela il differimento registrato dei miei sciocchi pensieri qui ed ora, da questa porzione di moto celeste dove la cavezza porta luna all’inferriata per interrogarmi col suo stolido faccione: “La prospettiva per l’uomo del Quattrocento” chiede “è una scoperta o un’invenzione?” Ah, sapessi rispondere, mi sapessi decidere, ipostasi neoplatonica o fabbrichetta.. 

LUDOVICO CHIUDE.
DA LONTANO UN CALYPSO (LO STESSO DEL PROLOGO), CRESCE.
LUDOVICO SI ALZA PERPLESSO, E NEL TENTATIVO DI INDIVIDUARNE LA FONTE SI MUOVE VERSO DESTRA.. LA SUA POLTRONA ESCE SULLA SINISTRA SEGUITA DAL CONO DI LUCE.
UN ALTRO CONO DI LUCE LUNARE SULLA DESTRA ANTICIPA L’INGRESSO DI UN PRATICABILE CON UN DIVANETTO, SU CUI C’È CLOTILDE ADAGIATA, MASCHERATA DA DAMA, CHE RIPETE LA SITUAZIONE DI TRENTASETTE ANNI PRIMA. IL CALYPSO AUMENTA.
IL PRATICABILE HA UN GRADINO, ACCOGLIE LUDOVICO COSTRINGENDOLO IN GINOCCHIO, MENTRE CLOTILDE GLI SPIANA LA PISTOLA AD AVANCARICA CONTRO. 

LUDOVICO
Sono tanti anni che ho nel cuore questa vergogna.. e le chiedo infinitamente perdono.. La maschera che continua a nascondermi la sua identità l’ho vista impressa sul viso di tutte le donne che ho incontrato, come una proiezione persecutoria di cui non sono mai riuscito a liberarmi.. Spenga quella stupida musica e mi parli la prego.. 

CLOTILDE CHIUDE, SI VERSA CHAMPAGNE SENZA ABBASSARE LA MIRA. 

LUDOVICO
Quando scendemmo dai monti e deponemmo
i fazzoletti al collo come papaveri
spogliati andammo e i farisei trovammo
in ricchi broccati cibati di cadaveri..
..
La brigata fu sciolta alla fine di maggio. Avevo diciotto anni quando tornai, non c’era niente da mangiare. Guardavo al vostro mondo che aveva scagliato il sasso mandando a morte una generazione e condannato allo stupro madre patria nostra misera signora, Santa Trìnita, gli Eremitani San Lorenzo o l’Abbazia e così via in ordine sparso, sotto lo scarso sentimento di bombe e cannoni nuvole di frammenti e di polvere ingloriosa, per la tosse di sconsolati testimoni a brandelli, gli zelanti riti di Caino che foraggiano ancora di messi premature la dentiera falcata. Il vostro mondo. E chi di voi non avesse lucrato dal massacro serbava comunque indenne privilegi d’alterigia comandina, primizie d’asparago fior di zucca ovolo beccaccia arrivavano a piedi nudi alle vostre mense come sempre, contro gallette burro di noccioline prosàpie marocchine sventramenti e rovine..
CLOTILDE
Quanta retorica, io vedo solo un vecchio mascalzone che ha distrutto la mia giovinezza, con cui finalmente posso fare i conti una volta per tutte. (ALZA LA PISTOLA) Non fa una gran figura in ginocchio con i ricordi di brigata.
LUDOVICO
Vecchio? Sì purtroppo è così, ormai sono all’atarassia, e purtroppo anche a me distrussero la giovinezza, che da qualche parte sento ancora urgere inutilmente come polla in un greto crettato di arsura su cui scivola via. Mascalzone? Nel suo caso lo fui e per questo sto in ginocchio moralmente, non ho certo paura di quell’arnese da cui comunque vorrei metterla in guardia, se è carico realmente rischia che le esploda in mano. Passammo gli anni a rimboccarci maniche rattoppate, i tanti mestieri, lo studio invece del sonno. Un giorno spulciando tra i registri d’un notaio da cui facevo lo scrivano scoprii che nella quadreria del casato allora proprietario di questa villa figurava un’Annunciazione di anonimo di cui era possibile ricostruire il filo della committenza originaria, e risalire così a un’attribuzione di portata notevole. Non mi fu concesso di vedere l’opera, affinché esaminandola da vicino potessi avere conferma di una rispondenza formale della traccia individuata.
Quando seppi di quella festa di Carnevale provai a intrufolarmi, poi il suo seno fiorente e lo champagne fecero il resto.
Metta via quel rottame, rischia una mano, di non colpirmi, e nondimeno d’incolparmi anche per questo, se però non dovesse mancarmi una preghiera, prima d’inviarmi all’ultima particella catastale, sa, credo in un uomo freddo e perduto, dunque due domande, come ha potuto scovarmi, e come è entrata qui stanti gli allarmi..
CLOTILDE (SI SCIOGLIE UNA SCIARPA DI SETA, SCOPRE L’OROLOGINO)
Ma che pretese e che spudorate fumisterie, comunque perché no, un desiderio estremo si rispetta. Sono entrata qui dalla cappella, non sa che dalla cripta si arriva alla cisterna? Avevo già preparato la strada, e i cani poi è difficile che non mi ubbidiscano. (INDICA L’OROLOGINO) Quanto a questo.. (BEVE ANCORA)
LUDOVICO
Ha conosciuto Virginia?
CLOTILDE
Già, per puro caso, dio mi gira la testa, sa che non avevo mai più potuto vedere lo champagne? Invece è buono, sprizza allegria, ah ahah, come sono contenta di averla sotto tiro. Sono solo incerta se spararle al sacchetto o tra gli occhi ah ah ah.. Perché il problema è che ho un colpo solo..
LUDOVICO
Basta bere la prego, non le fa bene..
CLOTILDE
Si consideri una salma..
LUDOVICO
Facciamo un salmone, che torni avventurosamente alle origini caudato alla zuava.. Eppure, sono sicuro di aver sentito la sua voce anche in tempi recenti, ma non riesco a collegarla a un’immagine precisa. Non vorrebbe aiutarmi avanti d’abbuiarmi?
CLOTILDE
Anzitutto deve sapere che sui monti se vi arrivava qualcosa da mangiare lo dovevate anche alla mia famiglia. Poi deve sapere che quando abusò di me avevo sedici anni, mentii per sembrare più grande e bevvi per darmi importanza, così caddi in fallo ignorandone come e perché, e lei decise della mia vita. Ora invece sono io a decidere della sua vetusto suino.. È il mio riscatto personale e di donna.. altrimenti condannata alla sconfitta alla sconfitta alla sconfitta alla sconfitta alla sopraffazione.. Perché la femmina dovrebbe sempre perdere?
LUDOVICO
La femmina genera l’alfa, dunque l’omega. Le pare poco? Qualcuno potrebbe anche obbiettare di dover essere al mondo, perché non è stata una scelta..
CLOTILDE
E lei mi ha lasciato scegliere?
LUDOVICO
No però io non ho messo al mondo nessuno, me ne sono ben guardato. Allora vuole farmi vedere il viso vindice che mi mette all’indice dei più? 

CLOTILDE SI TOGLIE LA MASCHERA. 

LUDOVICO
Lei, la splendida fondatrice dell’Istituto del Tessuto, quarta fila poltrona F dei concerti all’Accademia.. Sguardo superbo tra i mille dell’uditorio alle conferenze del martedì.. Non ha visto che cerco sempre i suoi occhi prima di parlare? E che mi rivolgo a lei a ogni passo saliente del discorso in cerca della sua approvazione? Non s’è mai accorta di quanto desiderassi conoscerla di persona superando l’invisibie barriera di riservatezza con cui va in giro quasi alterezza?
CLOTILDE
Timidezza semplicemente. È vero, sono stata a sentirla alle sue conferenze. Questa è una cosa che mi fa ancora più rabbia perché non sapevo di ascoltare il ladro della mia integrità e del mio destino..
LUDOVICO
Ho un ricordo confuso di quella sera, ma una cosa non riesco a dimenticare, e c’era luna proprio come adesso, non appena le slacciai il busto perché respirasse il lucore vibratile del petto che proruppe, e la tensione di superficie che ricompattava le calotte alla spinta ogivale dell’erta arroganza..
CLOTILDE (VELENOSA)
Inverecondo lubricone..
LUDOVICO
Feci calco implodente di quei proietti lattescenti e scesi giù, fino ai serramenti della dischiusa..
CLOTILDE (GRIDANDO)
Basta, la smetta..
LUDOVICO
Lo sbucicchìo felloso del compasso, la gloria delle polpe di presa..
CLOTILDE (SOFFRENDO)
Basta..
LUDOVICO
L’aseità protrusa telescopica, lo scivolo forzoso nell’intrusione coesa, lo sconquasso tellurico..
.
.
CLOTILDE (GRIDO SOFFOCATO E AMBIGUO)
Ah..
LUDOVICO
L’estrusione..
CLOTILDE
Nooo..
LUDOVICO
Il magma big bang nella lotteria del lievito ctonio.. 

BUIO. 

ATTO QUINTO – SCENA SECONDASI ALZA IL VELARIO E AVANZA IL PRATICABILE A BALDACCHINO DEL LETTO DI VIRGINIA.

SOTTO UN PIUMINO RIGONFIO ZUFFA D’AMORE.
LEONETTA
Basta ti prego ohh ohh.. mi porti alle frontiere del disessere basta.. nuvole di primordi elettrici aiuto ahhh.. la spoletta incenerisce salto per aria ahhhhhh.. uhhhhh.. uh uh..
..
uh..
uuuuuu..
VIRGINIA (SCOPRENDO IL PIUMINO)
Sei una querula femminuccia, insipida e frolla..
LEONETTA
Può darsi ora che conosco l’appetito alligatore.. Davvero lo sono?
VIRGINIA
Come un frutto candito nello sciroppo piccante di mostarda, e slap shhh.. il retrogusto sale nel naso e impallina la fronte. Sei in una posizione difficile, incauta chi ti salverà da me?
LEONETTA
Meno male che ci sei tu Virgi forte e importante.. Sai io sono vigliacca, e ho un’ombra nel cuore.. Credo che papà stia per lasciarmi, da sola non ce la farei..
VIRGINIA
Panta rei.. e non è certo una consolazione, comunque il tuo al momento è solo presentimento, e a volte si immagina il peggio anche per esorcizzarlo..
LEONETTA
Sì.. ma altre volte i presentimenti nascono da sensazioni sfumate, labili alla parola, quanto persistenti come telaio sulla rètina.. non so, un gesto, uno sguardo, molliche.. Sapessi come l’ho visto fragile..
VIRGINIA (INFILANDOSI LA CAMICIA DA NOTTE AL DRITTO)
Oggi pomeriggio saprai la verità, quando torniamo ti accompagno..
LEONETTA
Sai che io invece la mia la trovo sempre a rovescio? E che non mi devi nascondere il balsamo degli occhi?
VIRGINIA
Ora è la mia anima che bacia la tua..
VIRGINIA ESCE SUL FONDO SPARENDO ALLA VISTA. 
NOTA MUSICALE. 

LEONETTA
Ah Virgi, pensa come sarebbe bello se fosse vero..
Se la monade avesse rubinetti..
Sai che sbronze insieme..
E invece tu non pensi che sia così, me lo nascondi per riguardo, lasci a me l’incombenza di credere che ci ritroveremo..
Ma non deve essere facile cercare qualcuno nelle voragini nere della rete grande, questo ridursi a plasma immemore d’una filza stocastica.
Papà tu dove andrai?
Ti ricorderai quando mi davi la mano per attraversare? 

LA MUSICA CESSA. RIENTRA VIRGINIA COL CAFFÈ. SI AVVICINA A LEONETTA, LE LECCA UNA SPALLA. 

VIRGINIA
Sai di calduccio leprottino.. (SI FISSA ASSORTA).
LEONETTA
Che c’è Virgi? Qualcosa non va?
VIRGINIA
Brutte notizie, ho trovato un messaggio di Ludovico e ci sono problemi. Non posso accompagnarti su, ci troviamo direttamente nel pomeriggio..
LEONETTA
Non vuoi dirmi di che si tratta?
VIRGINIA
E’ una faccenda che devo chiarire al più presto..
LEONETTA
Vieni qui poi mi dici tutto.. Mi fai vedere il neo?
BUIO. 

IL PRATICABILE ARRETRA.
LEONETTA (SFUMANDO)
Quanto sei antipatica però, mi mandi da sola..
VIRGINIA
Ah.. 

RIENTRA DALLA DESTRA IL PRATICABILE CON LUDOVICO E CLOTILDE, ADDOR­MENTATI INSIEME SUL DIVANETTO.
SUONA IL TELEFONO. I DUE SMANIANO MA NON SI SVEGLIANO.
LA PISTOLA SCIVOLA, CADENDO IL COLPO ESPLODE FACENDOLI SOBBALZARE. DOPO UN ATTIMO DI DISORIENTAMENTO LUDOVICO RISPONDE, È VIRGINIA.
VIRGINIA
Ludovico sei tu?
LUDOVICO
Ciao sì, scommetto che non puoi più venire..
VIRGINIA
Purtroppo è così.. Ahh no (FRUSCÌO) scusa sai.. mi si è versato il caffè.. Dicevo che purtroppo non posso ma è una conseguenza del tuo massaggio, messaggio scusa, e il telefono non è il mezzo migliore per spiegarne le ragioni.. Ho sentito ieri mattina le quotazioni del rame.. e la cifra alata.. ma del saldo negativo dei bulloni non si faceva menzione.. e mi pare piuttosto strano..
LUDOVICO (PERPLESSO)
Ah.. certo.. E che borsa è?
VIRGINIA
Della spesa..
LUDOVICO (ANCORA PERPLESSO POI S’ILLUMINA)
Capisco.. Ahh ah ah, la cifra alata.. Quindi secondo te c’è da fare una speculazione?
VIRGINIA
Sì.. Con estrema prudenza..
LUDOVICO
Le quotazioni le hai sentite direttamente?
VIRGINIA
Sì, e altrettanto direttamente mi inducevano a raggiungerti e a parlartene a voce, per questo ti avevo lasciato quel messaggio ieri, poi però quando ho sentito il tuo con gli appunti volanti ho cambiato idea, ho pensato che in realtà mi si volesse far partire da qui per avere campo libero.. Sai quella faccenda dell’analisi no? Perché mi è sorto un dubbio atroce, che un ramarro possa anche mangiare un bulldog..
Comunque senti c’è un’altra cosa di cui ti devo parlare ah.. (FRUSCÌO)
LUDOVICO
Ancora il caffè?
VIRGINIA
Sì è il manico che perde ahi mi si è versato bollente su un ginocchio..
Dicevo.. senti da dove viene quell’orologino che mi hai regalato? Però dimmi l’assoluta verità..
LUDOVICO (GUARDANDO CLOTILDE CHE SI ERGE)
Da una festa di Carnevale.. di tanti anni fa..
VIRGINIA
Di chi era?
LUDOVICO
Di una fanciulla.. molto attraente..
VIRGINIA
Successe qualcosa fra te e lei?
LUDOVICO
Sì.. perché me lo chiedi?
VIRGINIA
Te lo dirò a voce.. Si chiamava Clotilde?
LUDOVICO (CLOTILDE SI COPRE IL VISO)
No..
VIRGINIA
Non mentire ti prego.. Io lo so, ma voglio la conferma da te..
LUDOVICO (CLOTILDE SI RASSEGNA)
Sì..
VIRGINIA
Bene allora avrai delle grosse sorprese.. Adesso scusa ma ti devo lasciare, devo andare da chi interpreta la bibbia al volo, e ha sotto abiti talari i serpenti della dialettica attorcigliati alla verga. Aspetta mie notizie e poi decideremo sul da farsi.. Ciao.
LUDOVICO
Un momento non capisco bene (VIRGINIA CHIUDE) Accidenti..
CLOTILDE
Ha mangiato la foglia, è perspicace, ma cos’è tutta la storia delle quotazioni del rame, della cifra con le ali e del ramarro che mangia il bulldog?
LUDOVICO
Teme delle intercettazioni e crittava.. quando tra le borse ha indicato quella della spesa non era una freddura, ma la chiave per farmi capire. Si riferiva a un ufficio legale d’oltreoceano che eroga i finanziamenti per alcune nostre at­tività e ratifica le voci di spesa. È il Bull & Rama, dal nome dei titolari, e per allitterazione Bull è diventato bulloni e bulldog, e Rama rame e ramarro. Con la cifra alata invece alludeva a una notizia che avevo letto in aereo, e di cui le avevo lasciato un resoconto alla segreteria ieri sera, Bull era stato ritrovato morto in un crepaccio vittima di un incidente d’auto, siccome lei aveva parlato con Rama in mattinata, le quotazioni del rame appunto, e Rama non le aveva detto niente della sventurata sorte di Bull, nessuna menzione del saldo negativo dei bulloni, quando l’ha saputo dal mio messaggio se n’è meravigliata, tanto d’arrivare a pensare che Rama voglia nascondere qualcosa, il ramarro che mangia il bulldog..
Anche se non capisco come sia arrivata a un’ipotesi così grave e perché abbia pensato che Rama volesse spingerla qui per avere campo libero, libero dove e perché, e cosa c’entra la faccenda dell’analisi..
CLOTILDE
Virginia è in analisi?
LUDOVICO
Sì ma non proprio, so che Bull le aveva affidato un incarico, doveva avvicinare un certo psicoanalista per uno scopo benefico, poi credo che le cose siano andate un po’ per le lunghe e che per assolvere al compito si sia dovuta sottoporre ad alcune sedute..
CLOTILDE
C’è una cosa che non capisco, quando Virginia venne da me disse di aver appreso dell’istituto da un depliant che accompagna il nostro vino, ma noi il vino non lo vendiamo e il depliant era una novità, poteva essere nota solo a poche persone.. Un momento, chi sarebbe il prete con la verga? La storia della bibbia, dei serpenti attorcigliati..
LUDOVICO (TOSSICCHIANDO)
Non lo so, non ho ben capito.. La verga con il serpente è sia di Mosè che di Esculapio, e la disciplina di chi interpreta la bibbia si chiama ermeneutica..
CLOTILDE
Ma lei ha detto serpenti non serpente.. per l’esattezza i serpenti della dialettica no? E poi di uno che interpreta al volo..
LUDOVICO (AGUZZANDO L’INGEGNO)
Sì, e non ha detto prete, ha detto sotto gli abiti talari, e i talari.. sono anche i calzari alati che fanno volare Mercurio, mentre i serpenti della dialettica sono quelli del caduceo, il suo bastone, essendo anche dio dell’alfabeto e delle cifre. Sì, intendeva Mercurio, o Ermete, che dir si voglia..
CLOTILDE
L’hai detto..
LUDOVICO
Sì ma continuo a non capire..
CLOTILDE
Sei uno Zeus un po’ rimbambito.. Forse dovremmo muoverci, perché credo di sapere dove sia diretta Virginia e potremmo farle una sorpresa, anche nel caso che avesse effettivamente bisogno di supporto. La situazione non è chiara con quel suo timore del campo libero no?  

IL PRATICABILE COMINCIA A MUOVERSI VERSO SINISTRA. 

LUDOVICO
Sono perfettamente d’accordo.. E dove pensi che vada?
CLOTILDE
L’hai detto tu, da Ermete..
LUDOVICO
E chi è?
CLOTILDE
Tuo figlio..
LUDOVICO
Oooooooohhh.. Ooooooooooooooooooooooooooooooooooohhh..
BUIO.

 


ATTO QUINTO – SCENA TERZACANTO TRIBALE LONTANO. INTERNO DELLA FONDAZIONE, SCHERMO SPENTO. ERMETE È AL CENTRO COL CELLULARE DA CUI RIASCOLTA TELEFONATE REGISTRATE.

VOCE DI VIRGINIA
Pronto alter? È Virginia, senti ho cambiato programma anche per oggi, vorrei venire prima possibile..
.
.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
È una fortuna Virginia stavamo per chiamarti, Gilberto è in piena crisi e chiede di te.. Corri..
LA COMUNICAZIONE SI CHIUDE. SECONDA TELEFONATA.
.
VOCE DI GUIDO
Ermete è Guido, Virginia sbuca ora dalla traversa del garage, la macchina di Tizio la segue.. andiamo anche noi.. Richiamo..
TERZA TELEFONATA, CON LO STESSO ERMETE. 

VOCE DI GUIDO
Ermete è Guido senti Virginia non sta venendo da te, non ci volevamo credere ma sta imboccando l’autostrada.. Tizio le sta sempre dietro, e noi pure..
VOCE DI ERMETE (PREOCCUPATO)
Non è possibile non capisco. C’è qualcosa che non capisco.. comunque fate molta attenzione e siate pru..
ERMETE (CHIUDE LA REGISTRAZIONE)
Non capisco..
CHIAMA, LINEA CONFUSA, SEGNALE LONTANO DI OCCUPATO. CITOFONO, ACCENDE LO SCHERMO, VIRGINIA ALL’INGRESSO. 

ERMETE (SORPRESO)
No! 

APRE E CORRE VIA. STRIDORE D’UNA FRENATA A SECCO.

BUIO.
.
LUCE SUL BOCCASCENA DI DESTRA, DA CUI ENTRA CATAPULTATO JIMMY. S’INCHIODA A GUARDARE NELLA DIREZIONE OPPOSTA. CANCELLO CHE SI RICHIUDE SBATTENDO. JIMMY COMINCIA A SALTELLARE, SI AFFERRA AL TELEFONINO, CHIAMA, LINEA CONFUSA E SEGNALE LONTANO D’OCCUPATO.
JIMMY (INFURIATO)
Rispondi quintessenza scatologica.. Così stavi seguendo Virginia eh razza di coprodeietto.. ma che ti frulla in quella puzzolente cuticagna.. e rispondi dannazione, bolla catabolica da suffumigio solforato.. fiaccheraio d’evacuazione.. 

RIPROVA IL NUMERO INUTILMENTE SALTELLANDO FUORI IN DERIVA.
TORNA LA LUCE E SI ACCENDE LO SCHERMO, SU CUI APPARE IL VIDEOCLONE DI VIRGINIA. ENTRA VIRGINIA, SALUTA LA SUA IMMAGINE, VA ALLO SGABELLO. 

VIRGINIA
Ehilà alter..
.
.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Ciao Virgi stavo un po’ in ansia.. ma con che macchina sei venuta?
.
.
VIRGINIA
Con quella di Leonetta, lei è partita con la mia che è più sicura, la sua come dice Augusto l’ha ridotta a una lattina ciancicata..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Chi è questo letterato?
VIRGINIA
Il garagista, tutto abbacchiato per una delusione, gli si era presentata la donna dei suoi sogni e invece pare che questa sul più bello lo abbia addormentato e sia scappata con qualche soldo..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Quando è successo Virgi?
VIRGINIA
Credo ieri mattina perché?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Niente.. e ha detto nulla su che tipo fosse questa donna?
VIRGINIA
Da quel che ho capito una ballerina di samba con le terga del baio.. ma perché t’interessa tanto?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Perché m’interessano le brutte sorprese. Concentrati un attimo Virgi, da’ il via libera a Gilberto, che ti stava aspettando in camerino.. Sarà dura..
VIRGINIA
Promettimi una cosa però, io devo parlare con Ermete, assolutamente, ne va anche della sua sicurezza, oggi non me ne andrò finché non ci sarò riuscita.. glielo puoi comunicare per favore?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Puoi fidarti.. Allora.. aspettami un istante..
LUCE TENUE, IL VIDEOCLONE SPARISCE, SULLO SCHERMO L’IMMAGINE D’UNA DONNA VESTITA DI BIANCO CHE HA PER VISO UN CACIO OLANDESE, SULLA TOLDA DEL GINEVRA. APPARE DI QUINTA ERMETE, TELEFONA A GUIDO E DIANA.
ERMETE
Pronto Guido finalmente..
VOCE DI GUIDO
Eravamo fermi in una galleria..
ERMETE
Senti anzitutto Virginia è qui, quella che seguite è Leonetta..
VOCE DI GUIDO
Davvero? Noi non possiamo distinguere perché ci siamo tenuti sempre a una certa distanza, e ha la capote chiusa, difficile vedere l’interno, poi sembra che porti pure un cappuccio, o un foulard..
ERMETE
Sai da dove veniva Caio ieri mattina quando s’è pulito le mani con lo straccio? Dal garage di Virginia, probabilmente le hanno manomesso la macchina. Il Tizio che fa?
VOCE DI GUIDO
La segue sempre..
ERMETE
Dovreste uscire allo scoperto e indurre Leonetta a fermarsi al primo distributore. State attenti a non spaventarla, soprattutto state attenti alle reazioni di Tizio.. Richiamate.. 

CHIUDE, ESCE. LA LUCE TORNA NORMALE, SULLO SCHERMO RIAPPARE IL VIDEOCLONE DI VIRGINIA. 

VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Eccoci.. sarà qui a momenti..
VIRGINIA
Perché quell’immagine?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Un promemoria per tornare a quel tuo sogno, volevo chiederti a che ti fa pensare..
VIRGINIA
A un apocrifo surrealista..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Lascia stare le dissertazioni accademiche, qualcosa di più personale..
VIRGINIA
Alla mia infanzia, a serate d’inverno lungo il Po con il freddo birbone.. Talvolta con la nonna risalivamo in Collina passando dalla Gran Madre, e facevamo finta di perderci nel fitto della nebbia.. Poi però ci soccorreva l’alone rossastro della vecchia farmacia..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Dove compravate lo zucchero d’orzo..
VIRGINIA (STUPITA)
Sì, ne ho già parlato?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Mi pare di aver sentito di questa Gran Madre, ma il nesso?
VIRGINIA
Addensava luce sull’insegna uno spesso globo di vetro color sangue, solcato dalla trasparenza di una croce.. in verità più da cacio svizzero però.. che assurdità..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
No non è vero, sei più vicina al vero di quanto creda, la Croce Rossa è nata da quelle parti..
IL VIDEOCLONE DI VIRGINIA DISSOLVE PER UN ATTIMO E TORNA L’IMMAGINE DELLA DONNA SULLA NAVE, PERÒ IN BIANCO E NERO. IL CACIO OLANDESE DEL VISO È DIVENUTO UNA MACCHIA CHIARA, E LA FALDA DEL CAPPELLO SI È RACCOLTA IN UNA CUFFIA CON CROCETTA.
VIRGINIA SI ALZA, SI AVVICINA LENTAMENTE ALLO SCHERMO.
VIRGINIA (CON UN FILO DI VOCE)
Mamma?
L’IMMAGINE ASSUME IL VOLTO DELLA MADRE DI VIRGINIA, IN ABITO DA CROCEROSSINA
VIRGINIA
Non sapevo di conoscere questa parola.. E di averti con me, in un riporto così lontano della memoria sotto le mentite spoglie di un fotogramma onirico. Come dovevi essere bella persona, quale patrimonio ho perso nell’impossibilità di presentificarti. E non so neanche cercarti, non posso cercarti, perché se mi guardo dentro sprofondo in un cassetto vuoto.. 

L’IMMAGINE DISSOLVE, APPARE QUELLA DEL COMANDANTE DEL GINEVRA, CON LA FACCIA DI UN RICCIO DI MARE.
VIRGINIA
Il comandante.. Nel sogno rappresentava papà?
L’IMMAGINE DISSOLVE, RICOMPARE IL VIDEOCLONE DI VIRGINIA. 

VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Gli aculei potrebbero far pensare al pizzetto, che magari ti pungeva in un bacio, mentre l’autorità paterna sarebbe rappresentata dai gradi dell comandante proprio come lo conoscesti sulla nave, sicuramente sedevate a tavola con lui e ti avrà vezzeggiato, e qui la tua storia incrocia Gilberto in un singolare chiasmo biografico, ancorando il vostro percorso a un comune giro di boa. Suo padre infatti in quell’ultimo viaggio subì un odioso ricatto, la moglie, lividamente compiacente anche se doveva ignorarne il fine, era stata assoggettata al diletto di turpi individui che non avrebbero risparmiato neanche le inquietudini efebiche del figlio. Il comandante ne ebbe notizia salpando da Mombasa, con l’ultima posta lanciata a bordo dalla pilotina. In una lettera anonima c’erano le foto di quegli intrattenimenti e l’intimazione di sbarcare a Zanzibar un carico clandestino di armi per attività ostili all’Unione. Il cuore malandato non gli resse, tua madre raccolse le sue ultime parole. Contenevano un messaggio che tuo padre quando venne a prelevarvi a Zanzibar riuscì a decifrare e in base al quale poté denunciare l’illecito, ottenendo il sequestro della nave. Purtroppo ciò provocò una rappresaglia, l’aereo con cui accompagnva nell’isola i genitori di Clarice assieme a tua madre precipitò..
VIRGINIA
Certe cose le sapevo altre no, ma la cosa strana è che non provo alcuna emozione, come se la cosa non mi riguardasse..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Certo, finché sei un’altra non può che essere così. C’è lui credo..
VIRGINIA APRE IL SIPARIO, GILBERTO È SUL DIVANETTO.
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Dai Virgi, scocca la scintilla..
VIRGINIA
Allora Gilberto, tua madre era fuori a inventariare, la tramontana portava campane lontane, e tu il naso schiacciato alla finestra che facevi?
GILBERTO
Presentivo di abbattere Laio oltremare, distolsi lo sguardo e mi volsi allo specchio tripartito dei belletti e dell’odore di cipria..
  
VIRGINIA
Dov’eri?
GILBERTO
Alla toilette di mia madre a rabbrividire nelle carezze di seta della sua vestaglia.. 
VIRGINIA
E poi?
GILBERTO
Spostai un’anta laterale a centrare il profilo, nel bordo del riflesso vidi lui emergere dalle coltri del talamo, mentre dal bordo opposto un flash mi abbagliò..
VIRGINIA
Lui chi?
GILBERTO
L’uomo del sabato, s’ncappucciò, sfoderò a scatto una grossa lama a tulipano.. Mi ordinò di avvicinarmi, flash.. (ABBAGLIATO) 

LA LUCE S’ATTENUA. CELLULARE, ERMETE ENTRA DALLA QUINTA.
ERMETE
Sì..
VOCE DI GUIDO
Sta succedendo qualcosa, Leonetta ha scoperto la capote, Tizio con un telefonino all’orecchio le si è affiancato per guardarla da vicino, e lei per paura del cretino di turno ha accelerato.. Attenta Diana.. Ecco lui invece ha rallentato all’improvviso, ora prende lo svincolo, se ne va, è uscito per fortuna.. Adesso cerchiamo di raggiungere lei, che ci ha staccato e sta ancora correndo.. Ti richiamo..
ERMETE CHIUDE ED ESCE, LA LUCE TORNA NORMALE.
VIRGINIA
E dunque?
GILBERTO
La sera mia madre era sola, mi chiamò perché le portassi dell’acqua, entrai nella sua stanza.. Riferì di un uccellino.. che dovevo fare il maschietto, non la femminuccia.. Si mise a ridere, sollevò le coperte per farmi vedere la differenza, ridendo sempre più forte..
VIRGINIA (UNA MANO ALLA FRONTE)
E poi.. cosa accadde?
GILBERTO
Accadde..
LA LUCE SI ATTENUA, CHIAMATA DI GUIDO. ERMETE RISPONDE FUORI.
VOCE DI GUIDO
Siamo in discesa, Leonetta è in fondo ma non riusciamo a raggiungerla perché sta continuando a correre come una matta.. Attenzione non può sorpassare c’è una cisterna.. frena.. frenaa.. Oh Diana frena.. Noo..
STRIDORE DELLA FRENATA E IN LONTANANZA UN IMPATTO SORDO.
VOCE DI GUIDO (GRIDANDO)
Si è schiantata.. La cisterna ha preso fuoco..
DEFLAGRAZIONE.
.. è esplosa..
SI CHIUDE LA COMUNICAZIONE, TORNA LA LUCE. 

GILBERTO
Accadde l’irreparabile..
BUIO.
IN LUCE SOLO PALCOSCENICO DEL TEATRINO E VIRGINIA. GILBERTO SI ALZA, HA IN MANO UN RASOIO SCINTILLANTE, SE LO RIVOLGE ALLA GOLA FERMANDOSI A UN MILLIMETRO (CON LO SCATTO DELL’AUTOMA).
VIRGINIA CADE DALLO SGABELLO CON UN GRIDO.
VIRGINIA
Nooo.. No per favore.. non posso vedere..
VIRGINIA SI RANNICCHIA. NON PUÒ GUARDARE, NON RIESCE AD ALZARSI. SCHERMO CON LA MANO SI RIVOLGE AL VIDEOCLONE.
VIRGINIA
Aiuto.. aiutami per favore.. non si può lasciare così.. ma io non ce la faccio..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Anche se potessi Virgi non saprei come..
VIRGINIA (CARPONI VERSO IL TEATRINO)
Gilberto ti prego non farlo.. metti via quell’affare che mi scortica viva te ne prego.. E io cerco di raggiungerti..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Fermati Virgi, non ti puoi avventurare.. non è il tuo territorio, per lui tu sei già di là in poltrona..
VIRGINIA
Non m’importa! Eccomi Gilberto sono io, ti vuoi scannare per colpe non tue?
GILBERTO HA UN SUSSULTO, LA LAMA MANDA BAGLIORI.
VIRGINIA (TRAGUARDANDO)
Ti prego ti prego..
ALTRO SUSSULTO, IL SIPARIO DEL TEATRINO SI CHIUDE DI COLPO.
VIRGINIA (ALZANDOSI)
No..
CORRE VERSO IL SIPARIO, CERCA INUTILMENTE DI APRIRLO.
VIRGINIA
No.. Aprite.. Apri..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Addio Virginia, per me è ora di andare..
VIRGINIA (AVANZA VERSO LO SCHERMO)
Ma dove? Perché? Che ne è di Gilberto?
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Torno nel limbo della surgelazione binaria, ti ringrazio però.. mi hai dato bei momenti..
VIRGINIA
Aspetta.. non mi lasciare così..
VIDEOCLONE DI VIRGINIA
Abbi fiducia, segui le nuove indicazioni e troverai chi cerchi.. Addio, è stato bello conoscerti..
IL VIDEOCLONE SALUTA CON UNA MANO E SVANISCE.
VIRGINIA (BARCOLLANTE)
Per favore mi sto sentendo male.. aiutatemi.. rispondete.. mi sta venendo claustrofobia..
CANTO TRIBALE.
Ancora quest’eco remota del sogno, il canto del parrucchiere e della finestrella.. angoscia alle viscere..
IL SIPARIO DEL TEATRINO SI ALZA COME UN VELARIO.
AL POSTO DELLA SCENA UN PRATICABILE CON CHAISE-LONGUE E TUTA MUNITA DI VIDEOCASCO COME QUELLA GIÀ USATA DA ERMETE. SULLO SCHERMO UNA SCRITTA LAMPEGGIANTE, INVITA A INDOSSARE A PELLE LA TUTA, A METTERE IL CASCO, A PRENDERE POSTO SUL SEDILE IMPUGNANDO UNA LEVETTA. VIRGINIA ESEGUE. BUIO. (NELL’OSCURITÀ CHE SEGUE IL PERSONAGGIO DI VIRGINIA SI SDOPPIA, UNA CONTROFIGURA IN TUTA LA SOSTITUISCE SULLA CHAISE-LONGUE, MENTRE LEI RIAPPARE COME PROIEZIONE VIRTUALE).
CINGUETTIO. TORNA LA LUCE DA UNO ZOCCOLO OPALESCENTE CHE CORRE TUTT’INTORNO E SFUMA VERSO L’ALTO.
IL PRATICABILE CON LA CHAISE-LONGUE SI MUOVE VERSO DESTRA, LA CONTROFIGURA DI VIRGINIA COMINCIA A FARE LA ‘BICICLETTA’ CON LE GAMBE IN ARIA.
 
CONTROFIGURA DI VIRGINIA
Che strano.. sto proprio camminando..
LA ‘BICICLETTA’ RADDOPPIA CON ALTRE DUE GAMBE, SONO DELLA PROIEZIONE VIRTUALE DI VIRGINIA, CHE LENTAMENTE SI DISTACCA DALLA SINCRONIA, TOCCA TERRA, E SI ALZA COME SOTTO IL DOMINIO DI UNA VOLONTÀ NON SUA. HA INDOSSO GLI ABITI DELLA GITA EQUESTRE.
LASCIA IL PRATICABILE, CHE ESCE FUORI SCENA SULLA DESTRA, SI AVVICINA A UN PRATICABILE CHE ENTRA DALLA SINISTRA, CON LA PORTA D’INGRESSO DEL RIFUGIO NEL BOSCO.
IL PRATICABILE SI FERMA. LA PORTA, SORMONTATA DALL’ARCHITRAVE E DAL LUME, RECA INVARIATA LA SCRITTA ‘EROS E PSICHE’.
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA FUORI SCENA)
Ma guarda dove siamo.. Allora c’è un collegamento, ah razza di birbanti..
VIRGINIA (AVVICINANDOSI ALLA PORTA)
E guarda, vedo che m’avvicino, oh santo cielo la mia mano si muove da sola, si avvicina al campanello che riporta la stessa scritta dell’architrave e con l’indice preme una lettera per volta come se fosse una tastiera, ma con un proprio ordine, prima la R, poi O, poi S..
CORRISPONDENTEMENTE LE LETTERE DI ‘EROS E PSICHE’ SULL’ARCHITRAVE S’ILLUMINANO UNA PER VOLTA E CAMBIANO POSIZIONE FORMANDO L’ANAGRAMMA ‘ROSE E PESCHI’, CHE LAMPEGGIA.
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA FUORI SCENA)
Noo, non è possibile, ma che cretina.. Ma certo, ROSE E PESCHI è l’anagramma di EROS E PSICHE! Sono la stessa cosa..
CESSA IL LAMPEGGIARE DELLA SCRITTA, SI APRE LA PORTA, VIRGINIA VARCA LA SOGLIA, LA PORTA SI RICHIUDE.
IN PROFONDITÀ SI ALZA IL VELARIO. IL PRATICABILE CON LA PORTA SI MUOVE VERSO DESTRA PER USCIRE, E SCOPRE VIRGINIA DAVANTI AL CASSETTONE DELLA STANZA DOVE AVEVA DORMITO, QUESTA VOLTA VISTO DI FRONTE, SORMONTATO DALLO SPECCHIO CHE APPARE OPACO.
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA FUORI SCENA)
Oh no.. quell’orribile specchio..
LO SPECCHIO EMANA UN BAGLIORE CHE LA INVESTE. VIRGINIA SI COPRE GLI OCCHI, SI VOLTA.
VIRGINIA
Ecco.. rivedo il rasoio, gira.. gira come un’elica, trancia a mille i drappi del passato..
CANTO TRIBALE, IL CASSETTONE ARRETRA, CALA UN VELARIO CHE LO NASCONDE.
VIRGINIA
Vedo una madre d’ebano sollevare un bimbo, e strofinarsi giocosamente al suo panciolino con il viso.. lo porta al seno.. Sotto ci siamo noi per mano che passiamo oltre, superiamo i graticci del giardino lussureggiante, imbocchiamo la corte porticata del consolato. Abbiamo entrambe una paglietta col nastro, io faccio gli onori di casa, Clarice è appena arrivata e mi segue curiosa..
IRROMPE UNA VOCE PERENTORIA, LA GOVERNANTE.
GOVERNANTE
Wehe dir.. Pfui shäme Dich! (GUAI A TE VERGOGNA!)
VIRGINIA
Oddio la governante tedesca.. un residuo del protettorato, era terribile.. Sì, saliamo le scale, porto la mia amica a vedere un luogo proibito, ci chiniamo verso una finestrella, da cui proviene quel canto rituale..
IL CANTO TRIBALE SI FA PIÙ FORTE.
Dava su un magazzino sottostante dove si riuniva il personale di servizio. Delle giovani donne nei loro costumi tradizionali danzavano e cantavano stringendosi a cerchio attorno a una branda, su cui una loro compagna gridava e si divincolava trattenuta da donne più anziane.
DALLA DESTRA RIENTRA IL PRATICABILE CON LA CHAISE-LONGUE E LA CONTROFIGURA DI VIRGINIA, CHE SI AGITA E SCUOTE LA TESTA NASCOSTA DAL CASCO.
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA)
No no no . Non voglio vedere…
VIRGINIA (RIPRENDENDO L’ESPOSIZIONE)
Un vecchio canuto si sollevò dalla ragazza alzando una mano, impugnava un rasoio insanguinato..
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA CHE SI TORCE)
Noo..
LA CONTROFIGURA RICADE SPOSSATA SULLA CHAISE-LONGUE. MUSICHETTA D’UN JINGLE.
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA, CANTICCHIANDO)
“La vagina fanciullina fatta a culo di gallina..” celiava Clarice, si riferiva ai milioni di donne nel mondo mutilate per tradizione..
ENTRA DALLA SINISTRA LA TORRETTA CON ERMETE, ANCHE LUI IN TUTA, CON IL CASCO SFILATO.
ERMETE
No..
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA SOLLEVANDOSI UN PO’)
Ermete!
ERMETE
No.. non era infibulazione. Il personale del consolato era di etnia estranea a questa pratica.. Forse avevate assistito a un parto, e il rasoio aveva reciso il cordone ombelicale.. Che fosse un’infibulazione è una vostra elaborazione successiva, radicata nella traccia nascosta e distorta di quel ricordo proibito, cui associavate inconsapevolmente la scomparsa quasi simultanea dei vostri genitori, come se la vostra trasgressione ne fosse stata la causa. Una responsabilità ingiusta, terribile, con la quale veniste a patti in modo diverso. Clarice cercò di neutralizzarla dietro lo schermo dell’impegno militante, ma il trauma sarebbe riemerso nella ferita letale innescata dall’esperienza amorosa.. Lei invece, mascherando una paralisi dell’affettività, la nascose nell’avversione per tutto ciò che potesse richiamare l’origine stessa della parola infibulazione, nella sua derivazione da fibula, fibbia, che stringe e punge con l’ardiglione, e in esteso per tutto ciò che è acuminato e che taglia..
Che taglia appunto, sembrerebbe quasi una correlazione impropria, e invece il vecchio che brandisce il rasoio insanguinato, come già il comandante con la faccia da riccio, al confine tra vissuto e deformazione onirica, è un altro emblema della minaccia che la perseguita.. (ATTIVA L’AUDIO DELLA GOVERNANTE)
GOVERNANTE
Raus!
VOCE DI VIRGINIA (LA CONTROFIGURA SUSSULTA)
Ancora lei.. Sì, ci sorprese.. Mi afferrò per un orecchio e mi trascinò via..
REPRIMENDA DELLA GOVERNANTE IN GRAMMELOT TEDESCO.
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA)
Mi fece quasi volare sui piedi lungo il corridoio, tra lame di sole retinate dalle zanzariere.. Si fermò a una porta, mi consegnò a mio padre che si stava rifilando la barba.. il pizzetto incorniciato di schiuma..
LA CONTROFIGURA DI VIRGINIA SI FERMA CON UNO SPASIMO.
VIRGINIA (PROSEGUENDONELLA RICOSTRUZIONE)
Lui si volse verso di me..
INTERVIENE LA VOCE DI ETTORE, CHE SI AGGANCIA ALLA PROIEZIONE VIRTUALE DI VIRGINIA PER UN ERRORE DI ERMETE.
VOCE DI ETTORE
Virginia tesoro vuoi bene al babbo? Virginia tesoro vuoi bene al babbo? Virginia tesoro vuoi..
ERMETE
Mannaggia alla miseria.. (ANNASPA IMPRECANDO, RIESCE A FERMARE LA VOCE DI ETTORE)
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA, REAZIONE INFANTILE)
Sì.. Babbo babbino.. ti voglio tanto bene.. Io non volevo che cadessi con la mamma..
VIRGINIA
Mi disse di avvicinarmi, sollevò un braccio, in mano stringeva un rasoio..
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA, GRIDA)
Aaaah.. Scappai via.. ma non volevo non volevo non volevo pensare male.. ebbi solo paura babbino… e non volevo che morissi davvero.. non è stata colpa mia..
BUIO. SIPARIO.



ATTO QUINTO – SCENA QUARTA
MUSICA D’ORIENTE.
SI APRE IL SIPARIO SU UN VELARIO SEMITRASPARENTE, DIETRO PALMIZI ASSOLATI E POLVEROSI. ENTRA DALLA DESTRA UN PRATICABILE CON VIRGINIA A CAVALLO, AVANZA VERSO LA DIREZIONE OPPOSTA.
IL MOVIMENTO È ACCENTUATO DALLO SCORRERE DEI PALMIZI, CHE CEDONO ALLA FRONDOSITÀ DI UN BOSCO NOSTRANO. LA MUSICA DIVENTA ACCENTO IRRIDENTE, DÀ IL LA A VIRGINIA.
VIRGINIA (CANTANDO)
Peste e vituperio nel pomerio del mio cuor.. zum zum.. Peste e vituperio nel pomerio del mio cuor.. zum zum..
GORGOGLIARE DI UNA FONTE. VIRGINIA SCENDE DA CAVALLO E LASCIA IL PRATICABILE, CHE PROSEGUE FINO A USCIRE.
VIRGINIA
Acqua.. Del seno di Gea miglior cristallo, che fresco si scioglie e caldo svapora.. cedi un po’ di buon umore alle vene incenerite dal mio fallo.. fallo fallo.. che brucio d’amore!
SALE IL VELARIO. PRATICABILE CON LA PORTA D’INGRESSO DEL RIFUGIO. SULL’ARCHITRAVE CAMPEGGIA ANCORA LA SCRITTA ‘ROSE E PESCHI’.
VIRGINIA SI AVVICINA, E DIGITANDO SULLE LETTERE DEL CAMPANELLO LA CAMBIA IN ‘EROS E PSICHE’.
LA PORTA SI APRE, VIRGINIA VARCA LA SOGLIA.
LA PORTA SI RICHIUDE E IL PRATICABILE SI AVVIA A USCIRE SULLA SINISTRA LASCIANDO SCOPERTA VIRGINIA, MENTRE SALE UN SECONDO VELARIO E APPAIONO DUE QUINTE PROSPETTICHE CONVERGENTI SUL CASSETTONE, VISTO DI NUOVO DA DIETRO.
VIRGINIA SI AVVICINA AL MOBILE, VEDE SVANIRE IL DORSO CARTONATO DELLO SPECCHIO, CHE LASCIA VUOTA LA CORNICE, E CI PASSA ATTRAVERSO, SALTANDO AL DI LÀ.
LE DUE QUINTE SI APRONO, SCOPRONO TUTTA LA STANZA DOVE AVEVA DORMITO, NELLA CONFIGURAZIONE PRECEDENTE ALL’INVERSIONE.
VIRGINIA VA A GUARDARE IL BAGNO, POI VA DALLA PARTE OPPOSTA, A GUARDARE DALLA FINESTRELLA, DA CUI VEDE IL NOTTURNO DEL CORTILETTO CON IL POZZO ILLUMINATO DALLE FIACCOLE, CHE NON È PIU’ UNA PROSPETTIVA ILLUSIVA, MA HA PROPORZIONI REALI.
VIRGINIA TORNA AL CENTRO DELLA STANZA, DAVANTI AL CASSETTONE, IL VISO NELLA CORNICE VUOTA DELLO SPECCHIO.
VIRGINIA
Grazie per avermi reintegrato..
SI SPEGNE LA LUCE, LA PARETE DELLA FINESTRELLA SCORRE APRENDO L’ACCESSO AL CORTILETTO. VIRGINIA VI ACCEDE, SI AVVICINA AL PUTEALE, SU CUI SI ACCENDE UNA SCRITTA A LETTERE RIQUADRATE, ‘TEMERE LA FINE’.
VIRGINIA
Eh, ora ho imparato il sistema, e so da un pezzo che TEMERE LA FINE è l’anagramma di ERMETE FALNEI.. Basta digitare, che cambia la scritta..
VIRGINIA ESEGUE L’OPERAZIONE. DAL PUTEALE ESCE UN RAGGIO DI LUCE DORATA. SI AFFACCIA A VEDERE.
VIRGINIA
Ma guarda..
SCAVALCA IL PUTEALE, E COME RISUCCHIATA SPARISCE.
BUIO
.
SIPARIO
ATTO QUINTO – SCENA QUINTABUIO, TELEFONATA CHE COMINCIA DOPO IL BIP DELLA SEGRETERIA.

VOCE DI GUIDO
Ermete sono Guido, Diana è accanto a me, sta bene, si sta riprendendo. Due persone molto gentili ci danno un passaggio per tornare, perché la macchina è rimasta bloccata lì. Il caso ha voluto che anche queste due persone stiano venendo da te, una bellissima signora che si chiama Clotilde e ti saluta, e un signore che non conosci di persona ma di cui apprezzi più di un libro, che ti vuole fare una sorpresa.. Ti richiamo, ma speriamo che tu risponda perché ci stai mettendo in apprensione. 

LA COMUNICAZIONE HA TERMINE. MUSICA, SI APRE IL SIPARIO, È SERA.
INTERNO DEL MURO DI CINTA DELLA FONDAZIONE IN PENOMBRA. CANCELLO, UN LAMPIONE DELLA STRADA ADIACENTE.
DA UN PILASTRO SCAVALCA JIMMY, PORGE UNA MANO, SALE TOMMY. INDOSSANO CASACCHE IMBOTTITE DA RUGBY. SCENDONO, S’ADDOSSANO ALLA PARETE.
ARRIVA CIUI DALLA STRADA VOLANDO CON UN SALTO MORTALE. ATTERRA SICURA, MA NON HA IL TEMPO DI MUOVERSI.
JIMMY E TOMMY L’AGGUANTANO, L’APPALLOTTOLANO E LA RISPEDISCONO OLTRE IL MURO. IMPATTO SORDO TRA SELCIATO E LAMPIONE, LA CUI LUCE HA UN TREMOLIO.
JIMMY E TOMMY DIVERGONO CAUTI, ESCONO DAI LATI OPPOSTI.
BUIO.
VOLTA DI UN’AMPLISSIMA GROTTA, CIELO ARTIFICIALE.
LUCE DIURNA E DORATA, E LA SCENA SULL’IMPIANTO DELLA PRECEDENTE APPARE COME UN GIARDINO DAI RICHIAMI QUATTROCENTESCHI, UN CORSO D’ACQUA LASTRICATO, UN MELOGRANO, UNA COLONNINA CON CAPITELLO CORINZIO, UNA FONTANINA, UNA PANCHINA IN MARMO, COSÌ COME IN MARMO È IL MURO DI CINTA, IN DISEGNI A TONDI E RIQUADRI. IL CANCELLO CENTRALE È UNA PORTA, IL LAMPIONE AL DI LÀ È DIVENUTO UN NOCE FRONDOSO.
SULLO SFONDO SI INTRAVVEDE IL TIMPANO D’UNA COSTRUZIONE CLASSICHEGGIANTE.
ENTRA DALLA DESTRA ERMETE, IN PATTINI, COPERTO DA UN ASCIUGAMANO. SI FERMA ALL’ALTEZZA DELLA PANCHINA, GUARDA VERSO SINISTRA. 

ERMETE
Alla sorgente è vapore che viene su a quattrocento gradi, una risorsa di energia permanente che alimenta tutto il sistema.. poi si condensa, e attraverso una rete naturale di sifoni sfocia nelle piscine..
ENTRA DALLA SINISTRA VIRGINIA, ANCHE LEI IN PATTINI E ASCIUGAMANO, CON CUI SI STRIGLIA I CAPELLI. VOLTEGGIA, RAGGIUNGE ERMETE ALLA PANCHINA, SI SIEDE CONTINUANDO NELL’OPERAZIONE.
VIRGINIA
Un’impresa magnifica, ma torniamo al manoscritto.. ORTO PLAUTINO è il titolo e qual è l’anagramma del finale? A me viene TORO L’UTOPIA N, come a dire L’UTOPIA ennesima..
ERMETE (SORRIDENDO)
Molto carino.. In effetti potrebbe essere anche così e non ci avevo pensato, in realtà invece L’UTOPIA N è PLUTONIA, il nome di qui.. dal dio degli Inferi, ma chissà, forse anche della latenza rigenerativa..
VIRGINIA
Ma TORO che significa? Oltre all’animale o alla costellazione il TORO è l’anello che sta alla base delle colonne..
ERMETE VA ALLA COLONNINA, SFILA DUE CIAMBELLE DI GOMMA CHE LA CINGONO, UNA BIANCA E UNA NERA, INANELLATE FRA LORO.
ERMETE (SORRIDENDO)
Infatti.. Hai mai sentito parlare in matematica di torologia?
VIRGINIA
Dai, mi sa che mi stai prendendo in giro, comunque no, il massimo cui arrivo è la topologia..
ERMETE
L’hai detto, sempre di animali si tratta..
.
.
VIRGINIA
Già, sorci verdi per me, perché non so neanche di che cosa si occupi..
ERMETE
Studia le proprietà di certi corpi deformabili, e il TORO in tale ambito può essere rappresentato intuitivamente da una ciambella, come ciascuna di queste due. Si chiamano SIGNUM CARO IMAGO.. sono le tue chiavi della città, nuove nuove. Perché aprano però bisogna fare prima un’operazione inaugurale. Ecco..
LA DIFFUSA SI SPEGNE. RIMANGONO IN LUCE LA COLONNINA E IL TIMPANO SULLO SFONDO. LA PORTA CENTRALE SI ACCENDE COME UNO SCHERMO, E RIPRODUCE IN GRANDE L’AZIONE CHE ERMETE SI APPRESTA A FARE, PRESE UN PAIO DI FORBICI SUL CAPITELLO .
.. ritaglio un lembo della ciambella bianca, per comodità sull’esterno, puoi vedere che dentro è vuota come una camera d’aria ed è rossa. Ora le rinfilo dov’erano..
APPENA LE CIAMBELLE CINGONO LA COLONNINA SUONA UN CAMPANELLINO, E SULL’ARCHITRAVE DELLA PORTA SI ACCENDE LA SCRITTA ‘SIGNUM’.
 
VIRGINIA
SIGNUM ossia il segno.. il simbolo?
ERMETE
Già, la differenza originaria..
VIRGINIA
Non tutte le ciambelle vengono col buco, alcune anche con due!
ERMETE
Ah ah, pura verità.. (SFILA LE CIAMBELLE) Adesso riprendo la bianca e attraverso l’asola comincio a rovesciarla..
VIRGINIA
Come un guanto..
ERMETE
Apprezzabile perspicuità, naturalmente diventa rossa, ma a un certo punto si presenta un problema, incontro l’altra ciambella cui è legata, come posso fare?
VIRGINIA
Per finire di rovesciarla? Credo solo tagliando l’altra e liberandola dal cappio..
ERMETE
C’è un altro modo meno cruento, almeno per ora, è controintuitivo ma funziona, e sembra quasi un gioco di prestigio.. Semplicemente la mangia..
SULLO SCHERMO LA DIMOSTRAZIONE. LA CIAMBELLA IN VIA DI ROVESCIAMENTO INGHIOTTE L’ALTRA COMPLETAMENTE. IL RISULTATO È UN’UNICA CIAMBELLA ROSSA, DALLA CUI ASOLA È VISIBILE IL SUO INTERNO BIANCO, ATTRAVERSATO DAL TRATTO NERO DELLA CIAMBELLA INGHIOTTITA.
ERMETE
Visto che appetito?
VIRGINIA
Sorprendente, se permetti fa anche un po’ schifo, sembra un banchetto di creature marine a tremila metri di profondità, qui a quanto siamo a proposito?
ERMETE
Solo quattrocento..
ERMETE INFILA LE CIAMBELLE NELLA COLONNINA. CAMPANELLINO E SCRITTA SULL’ARCHITRAVE, ‘CARO’.
VIRGINIA
Sempre dal latino? Caro carnis? La carne di cui saremmo fatti?
ERMETE
Grosso modo, urgente e inconoscibile..
VIRGINIA
Pensavo già che fosse orribile, ma adesso mi sento una polpetta.. E poi? Per l’imago?
ERMETE SFILA DI NUOVO LE CIAMBELLE DALLA COLONNINA.
ERMETE
Bisogna fare un’altra incisione..
VIRGINIA
Nella carne?
ERMETE (ANNUENDO)
Nel profondo. Nella sezione di ciambella nera visibile dal buco..
LA CIAMBELLA ROSSA CON L’ASOLA, E L’INTERNO BIANCO PERCORSO DAL TRATTO DI CIAMBELLA NERA, DA CUI ERMETE RITAGLIA UN LEMBO. ANCHE QUESTA ALL’INTERNO È BIANCA.
VIRGINIA
Il colore dell’anima suppongo.. No, non mi dire..
ERMETE RIPARTE DALL’ULTIMA ASOLA RITAGLIATA E COMPIE UN SECONDO ROVESCIAMENTO, IN MODO CHE LA CIAMBELLA INTERNA RIVOLTI E INGHIOTTA QUELLA ESTERNA.
VIRGINIA
Chi la fa l’aspetti..
IL RISULTATO È SIMMETRICO E SPECULARE AL PRIMO ROVESCIAMENTO, UN’UNICA CIAMBELLA, BIANCA FUORI E NERA DENTRO, PERCORSA ALL’INTERNO DALL’ALTRA, A SUA VOLTA BIANCA FUORI E ROSSA DENTRO. ERMETE LA INFILA NELLA COLONNINA, E MENTRE SUONA IL CAMPANELLINO E LA SCRITTA ‘CARO’ CAMBIA IN ‘IMAGO’ RAGGIUNGE VIRGINIA. LA PANCHINA SU CUI SIEDONO COMINCIA A RETROCEDERE, LA PORTA SI APRE, STRETTI L’UN L’ALTRO SI LASCIANO PATTINARE OLTRE LA SOGLIA ALLE SPALLE.
toro 14-7
BUIO.



 

EPILOGO
 

LA SCENA PRECEDENTE È COPERTA DA UN VELARIO.

RIENTRA DALLA SINISTRA IL PRATICABILE CON LA TORRETTA, SU CUI UNA CONTROFIGURA DI ERMETE IN TUTA E CASCO ABBRACCIA L’ARIA.
RIENTRA DALLA DESTRA IL PRATICABILE CON LA CHAISELONGUE, SU CUI ABBRACCIA L’ARIA ANCHE LA CONTROFIGURA DI VIRGINIA.
DAL FONDO ENTRANO JIMMY E TOMMY, STRISCIANDO SUL PAVIMENTO COME GUASTATORI. SI SEPARANO, JIMMY VERSO LA TORRETTA, L’ALTRO VERSO LA CHAISE-LONGUE.
SI ALZA IL VELARIO. SUL FONDO LA PORTA CON LA SCRITTA ‘IMAGO’ SULL’ARCHITRAVE.
AL CENTRO, SU UN GRANDE DIVANO ARCAICO DAL BASSO SCHIENALE VIRGINIA ED ERMETE SI CERCANO SOTTO GLI ASCIUGAMANI.
JIMMY È ARRIVATO ALLA TORRETTA, CI SALE PISTOLA IN PUGNO, VEDE LA CONTROFIGURA DI ERMETE, MIRA E SPARA. LA CONTROFIGURA SI ACCASCIA FULMINATA.
SIMULTANEAMENTE ERMETE SUL DIVANO SI DISARTICOLA IN MOVIMENTI CONVULSI. SFUGGE ALL’ABBRACCIO DISPERATO DI VIRGINIA, CADE A TERRA, RIMANE IMMOBILE.
VIRGINIA È ANNIENTATA. SI ALZA AL RALLENTATORE, VOLGE LE MANI AL CIELO, SI COPRE IL VISO. IN SINCRONIA MA IMPACCIATA DAL CAVO DELLA TUTA LA SUA CONTROFIGURA SI ERGE SULLA CHAISE-LON-GUE ANNASPANDO CON LE BRACCIA, SI PORTA LE MANI SUL VISORE SENZA VEDERE, INTERROGA IMPLORANTE IL VUOTO CHE S’È CREATO.
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA)
No.. che succede.. perché..
POI LA CONTROFIGURA DI VIRGINIA MUOVE BRACCIA E MANI INSEGUENDO UN’IDEA IMPROVVISA. TOMMY NEL FRATTEMPO È GIUNTO NELLE SUE VICINANZE, SI ALZA CON UNA PISTOLA SPIANATA.
VOCE DI VIRGINIA (CONTROFIGURA, GRIDANDO)
La ciambella..
VIRGINIA ESEGUE PROIETTIVAMENTE I MOVIMENTI DETTATI DALLA SUA CONTROFIGURA. FORZANDO IL RALENTI RAGGIUNGE LA COLONNINA E RECUPERA LA CIAMBELLA.
TOMMY SPARA. LA CONTROFIGURA DI VIRGINIA CADE FULMINATA.
VIRGINIA PER UN ISTANTE È COME ACCECATA, POI CADE A SUA VOLTA LASCIANDOSI SFUGGIRE LA CIAMBELLA. RIMANE IMMOBILE.
JIMMY E TOMMY ESCONO DALLE RISPETTIVE QUINTE.
DALLA SINISTRA ENTRA CIUI TRASCINANDOSI SULLE GINOCCHIA, LA FACCIA GONFIA E INSANGUINATA, LE BRACCIA PENZOLONI. SALE LE SCALE DELLA TORRETTA COME PUÒ, TRATTENENDO A STENTO DEI LAMENTI. ARRIVA VICINO ALLA CONTROFIGURA ESANIME DI ERMETE, CHE STRINGE ANCORA IN PUGNO LA LEVA DEI COMANDI, E CON LA PUNTA DEL NASO RIESCE A PREMERE UN INTERRUTTORE, CLIC.
I PRATICABILI DELLA TORRETTA E DELLA CHAISE-LONGUE, CON CIUI STESSA E LE DUE CONTROFIGURE ACCASCIATE, ESCONO DI SCENA.
MUSICA.
VIRGINIA AI PIEDI DELLA COLONNINA RIPRENDE A MUOVERSI, COME IN UN LENTO RISVEGLIO, RECUPERA IL FILO D’UN PROGRAMMA INTERROTTO. RIPRENDE LA CIAMBELLA, LA ROVESCIA DALL’ASOLA PIÙ ESTERNA.
OTTIENE LE DUE CIAMBELLE INANELLATE MA DISTINTE, UNA BIANCA E L’ALTRA NERA, COME NELLA SITUAZIONE INIZIALE. LE INFILA NELLA COLONNINA.
CAMPANELLINO, LA SCRITTA ‘IMAGO’ CAMBIA IN ‘SIGNUM’.
SI AVVICINA A ERMETE CHE SI STA RISVEGLIANDO, LO AIUTA AD ALZARSI. 
MANO NELLA MANO SI AVVIANO VERSO LA PORTA, VARCANO LA SOGLIA.
VIRGINIA
Ma guarda te eh?
ERMETE
E già, che ci vuoi fare..
BUIO.
 FINE
  

© 1991 by: G. Petrelli

tutti i diritti riservati
ed. 1999/2009